zingaretti bonaccini

“DA BERLINGUER ALLA D’URSO” – IL TWEET DI SOLIDARIETA’ DI ZINGARETTI A “BARBARIE” OFFRE UN ALTRO PRETESTO PER SPARARE A PALLE INCATENATE SUL SEGRETARIO DEM – IL PARTITO DEGLI AMMINISTRATORI GUIDATO DA BONACCINI LANCIA BORDATE QUOTIDIANE, ZINGARETTI SI E’ ROTTO LE PALLE E, SU SUGGERIMENTO DEL "RASPUTIN" BETTINI CHE NON NE HA INDOVINATA MEZZA, DA’ APPUNTAMENTO AL CONGRESSO (PREVISTO PER L’AUTUNNO 2021 O PER GENNAIO 2022) PER REGOLARE I CONTI - IL CONVITATO DI PIETRA SI CHIAMA MATTEO RENZI: SCIOGLIERÀ ITALIA VIVA E TORNERA' NEL PD?

Giovanna Casadio per "la Repubblica"

BARBARA D URSO ZINGARETTI

 

Un dissenso strisciante, un "logoramento quotidiano". Nicola Zingaretti ne ha preso atto, soprattutto ora che le bordate arrivano dagli amministratori dem, con in testa i sindaci Nardella, Gori, Decaro e il governatore Bonaccini. Ma sul fronte donne, su cui era esploso lo scontro nel Pd, oggi nella direzione convocata ad hoc, il segretario potrà rivendicare la promessa mantenuta: su 6 sottosegretari, 5 sono donne.

 

Anche se la composizione della squadra di sottogoverno nella coalizione con Salvini, è benzina su fuoco pure per le tensioni interne al Pd.

 

IL TWEET DI NICOLA ZINGARETTI A DIFESA DI BARBARA DURSO

Per il resto, dicono al Nazareno; «Il segretario non ha la pazienza di Giobbe». Quindi ha deciso che il congresso del Pd ci sarà, e si discuterà anche della sua leadership, se è questo che si vuole. A ottobre-novembre o al più tardi a gennaio 2022. Comunque sarà l' Assemblea dei mille delegati del 13 e 14 marzo a trarre il dado. Sarà lì la prima resa dei conti.

 

Sta tramontando l' idea del congresso cosiddetto per tesi, senza discussione sulla linea del segretario e senza primarie per la leadership.

 

BARBARA D URSO ZINGARETTI

Zingaretti sarebbe pronto ad ascoltare il suggerimento di Goffredo Bettini, cioè che occorre giocare in contropiede, non farsi macerare a fuoco lento. Rincarano al Pd: «Stop al logoramento quotidiano del segretario. La pazienza ha un limite. No a chi punta a logorare con Zingaretti anche il Pd, ingranando una marcia indietro per ritornare al partito solo e con pochi voti del 2018».

 

Ogni occasione è buona per le  contestazioni. L' ultima è la polemica sul tweet del segretario dem di solidarietà a Barbara D' Urso in procinto di vedersi chiudere la trasmissione Live - Non è la D' Urso. Twitta Zingaretti: "In un programma che tratta di argomenti molto diversi tra loro, hai portato la voce della politica vicino alle persone. Ce n' è bisogno".

ZINGARETTI BARBARA D URSO

 

Apriti cielo. Sui social Zingaretti si attira ironie ("Da Berlinguer alla D' Urso") e attacchi. Retweet ma anche commenti pesanti: "Gli hanno rubato la password?".

 

Soprattutto però c' è il gruppo degli amministratori che pressa nel Pd. Il presidente dell' Anci, e sindaco di Bari, Antonio Decaro lancia un Sos sul partito in balia delle correnti in un' intervista a Repubblica . I primi cittadini di Bergamo e di Firenze, Giorgio Gori e Dario Nardella, vogliono una scossa.

 

salvini bonaccini

Così come il governatore dell' Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, indicato come il futuro sfidante di Zingaretti. Nardella chiede che il Pd «recuperi orgoglio e vocazione maggioritaria» e che ritrovi i milioni di voti persi: nelle politiche del 2008 il Pd, al suo esordio, fu votato da oltre 12 milioni di cittadini, in quelle del 2018 da sei milioni. Aggiunge Nardella: «Sono in sintonia con le dichiarazioni di Decaro e Gori, nel campo democratico sta emergendo un fronte compatto, da nord a sud, di amministratori locali che hanno vinto le ultime elezioni, portando al Pd consenso e popolarità.

dario nardella stefano bonaccini

 

Sindaci e presidenti di Regione cominciano a parlare lo stesso linguaggio, perché vedono lo scollamento tra il Paese reale e un partito arroccato dentro i Palazzi romani e schiacciato dalla logica di potere delle correnti».

Scollamento è la parola più usata.

 

Il Pd è lontano dalle realtà locali, commissariato in Calabria, Basilicata, Umbria e con i segretari dimissionari in Veneto e Marche. Alessandro Alfieri della corrente Base riformista (ex renziani) chiosa: «Serve una discussione profonda sull' identità del partito e il suo ruolo». Nicola Oddati, zingarettiano, incalza: «Chi vuole sostituire Zingaretti lo dica. I sindaci aiutino il segretario». Sempre aleggia il convitato di pietra Matteo Renzi: scioglierà Italia Viva e potrebbe tornare nel Pd?

renzi bonaccinistefano bonaccini dario nardella 1bonaccinirenzi bonaccinirenzi bonaccinibonaccini restylingBARBARA D URSO CARLO GUARINO

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO