travaglio conte di maio

L'AVEVA ''FATTO'' MALE - IL PRIMO COMUNICATO STAMPA SUL FINANZIAMENTO DA 2,5 MILIONI PER IL GIORNALE DI TRAVAGLIO PARLAVA DI UN'OPERAZIONE CON CASSA DEPOSITI E PRESTITI, CHE POI HANNO DOVUTO CORREGGERE - SUL FRONTE DEI CONTI, IL GRUPPO EDITORIALE HA CHIUSO IL BILANCIO 2019 CON UN ROSSO DI CIRCA 1,5 MILIONI (RISPETTO ALL' UTILE DI 35.407 EURO DEL 2018) -ANCHE IL GRUPPO ''24 ORE'' HA INVIATO LA RICHIESTA PER L' OTTENIMENTO DA UN POOL DI BANCHE DI UN FINANZIAMENTO A MEDIO-LUNGO TERMINE

 

Camilla Conti per ''la Verità''

 

travaglio conte

Due milioni e mezzo per sostenere il progetto di sviluppo industriale della società. È il prestito che il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio riceverà da Unicredit con la garanzia di Cassa depositi e prestiti. Anzi no, dal fondo centrale di Garanzia.

Perché nel primo comunicato diffuso nel pomeriggio di ieri dalla Seif, Società editoriale Il Fatto, si legge che «il finanziamento è assistito dalla garanzia di Cdp pari al 90% dell' importo».

 

Salvo poi rettificare meno di mezz' ora dopo con un' altra nota (dai contenuti identici relativamente agli altri punti) che «il finanziamento è assistito dalla garanzia concessa dal Fondo Centrale di Garanzia pari al 90% dell' importo».

Semplice errore o lapsus freudiano, considerando le affinità del direttore del quotidiano con gli alleati grillini del governo Conte? Al netto dell' ironia, va ricordato che Seif è quotata sia in Piazza Affari, sull' Aim, sia sull' Euronext di Parigi.

 

MARCO TRAVAGLIO E CINZIA MONTEVERDI

Di certo, la società ha sottoscritto un contratto di finanziamento che prevede il rimborso in sessanta mesi con un preammortamento di dodici mesi a un tasso variabile in linea con gli standard di mercato. In entrambi i due comunicai, quello iniziale e quello rettificato, il direttore finanziario Luigi Calicchia sottolinea che «l' operazione con Unicredit va considerata come un finanziamento bridge necessario a supportare il programma di investimenti in corso, tra l' altro già previsto nel piano industriale aziendale. Visti i trend positivi registrati nel 2020 in termini di volumi e ricavi, imputabili anche agli investimenti effettuati negli ultimi diciotto mesi, si ritiene importante proseguire nell' implementazione del piano di sviluppo dotando la società di adeguate risorse finanziarie».

cinzia monteverdi alla quotazione del fatto

 

All' assemblea di fine aprile nel libro soci di Seif comparivano l' ex direttore del Fatto, Antonio Padellaro, e la presidente e ad Cinzia Monteverdi con una quota del 16,26% ciascuno, la srl marchigiana Edima srl e la società editrice Chiarelettere con l' 11,34% ciascuno e l' immobiliarista Francesco Aliberti con il 7,35 per cento.

 

Sul fronte dei conti, il gruppo editoriale ha chiuso il bilancio 2019 con un rosso di circa 1,5 milioni (rispetto all' utile di 35.407 euro del 2018) e 540.435 euro di disponibilità liquide. I ricavi sono stati stabili a 31,9 milioni (- 0,17% rispetto al 2018) ma l' Ebitda è sceso del 62% a 1,2 milioni. «Nel 2019 la società ha proseguito il processo di trasformazione digitale già intrapreso, che è alla base del piano industriale triennale, investendo in questa strategia più del doppio dei capitali raccolti in Ipo», si legge nei documenti agli atti.

 

Nel panorama editoriale non è solo il Fatto ad aver chiesto un paracadute pubblico. Come ha scritto La Verità lo scorso 21 maggio, anche Il Sole 24 Ore bussa alla porta delle big del credito per avere un prestito garantito dallo Stato. Aggiungendosi, così, alla già lunga lista di società pronte ad approfittare dei finanziamenti bancari assistiti dal paracadute pubblico previsto dal decreto Liquidità.

 

sole 24 ore fate presto 2011

Il gruppo 24 Ore ha inviato la richiesta per l' ottenimento da un pool di banche di un finanziamento a medio - lungo termine, assistito da garanzia e ha anche chiesto la proroga della linea di cartolarizzazione dei crediti commerciali oltre la scadenza attualmente prevista al 31 dicembre 2020. Basterà? Nel resoconto viene sottolineato che i risultati di queste azioni, pur essendo state avviate a partire dal mese di marzo, si vedranno «a partire dal secondo trimestre che, tuttavia, si prevede rifletterà gli effetti negativi legati al Covid-19 con maggiore intensità».

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…