fellini pennac

AMARCORD FELLINI: DOVE COMINCIA LA REALTÀ E FINISCE IL SOGNO? ARRIVA IL LABIRINTICO, ONIRICO ROMANZO DI DANIEL PENNAC DEDICATO AL SUO “REGISTA PREFERITO” - QUANDO FELLINI COMINCIÒ A FATICARE A TROVARE PRODUTTORI SI RESE CONTO DI NON RIUSCIRE ORMAI NEANCHE A SOGNARE; E PENNAC SI CHIEDE SE NON SIA MORTO PROPRIO PER QUESTO, IL 31 OTTOBRE DEL 1993 – DAL LIBRO VERRA’ TRATTO UNO SPETTACOLO CHE DEBUTTERA’ A MILANO IL 20 GENNAIO, A 100 ANNI DALLA NASCITA DI FELLINI - VIDEO

Riccardo De Palo per il Messaggero

federico fellini

Dove comincia la realtà e finisce il sogno? La domanda che si pone Daniel Pennac, nel suo ultimo romanzo La legge del sognatore (dal 16 in libreria per Feltrinelli), è la chiave per leggere questo libro labirintico, onirico, accattivante, che ha un solo, vero, protagonista: Federico Fellini.

 

L'autore francese (all'anagrafe, Daniel Pennacchioni), ammette di non aver mai avuto occasione di conoscere il suo «regista preferito», di cui si celebra il prossimo 20 gennaio il centenario dalla nascita; ma è attraverso film come Amarcord e 8½ che è cresciuto, e questo libro rappresenta un omaggio alla sua impareggiabile capacità creativa, alla sua fervida immaginazione.

daniel pennac cover

 

LA PSICANALISIIl libro (uscito lo scorso 3 gennaio in Francia, edito da Gallimard, che abbiamo letto nella versione originale), è dedicato non a caso a un amico psicanalista dello scrittore, Jean-Bertrand Pontalis, scomparso qualche anno fa; e, naturalmente, la storia inizia proprio da un sogno. Tutto da interpretare. Pennac si ritrova, bambino di dieci anni, nella casa di montagna dei genitori, con il suo amico immaginario Louis.

 

Il padre gli ha spiegato le meraviglie dell'energia idroelettrica; e fatalmente, mentre sta per addormentarsi, rivela al compagno che «la luce è acqua»; così, d'incanto, si accorge che una lampada comincia a colare come se ne contenesse veramente. Presto tutte le sorgenti di luce cominciano a presentare il medesimo problema, e a inondare il paese come durante un'alluvione, fino a trascinare con sé auto e detriti. Ma dov'è finito Louis? Dove sono i genitori?

 

IL DISEGNO«Lo spettacolo cominciava appena chiudevo gli occhi». I ricordi (veri? sognati) si susseguono, da quella camera da letto con un disegno felliniano alla nuotata in un lago, più di cinquant'anni più tardi, alla ricerca della fondatezza di quel sogno. Dove è inevitabile trovare un intero universo che si credeva perduto.

federico fellini disegni

In fondo cosa c'è in un ricordo, falsato irrimediabilmente dalla distanza, dalla fantasia, dall'emozione di un tempo? Siamo veramente fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni? E, soprattutto: «Sappiamo veramente quando comincia un sogno?»

 

Le coincidenze diventano piccole illuminazioni, tracce da seguire, indizi che prendono la forma di punti segnati in una mappa; alla ricerca di una pista inconscia, di una verità nascosta. C'è posto anche per una visione onirica nata da un incidente: quando Pennac cade e rimane per ore in coma, in seguito al colpo ricevuto. Al risveglio si chiede, da romanziere: qual è la proporzione di realtà dei sogni, e quindi del libro? Al massimo, un dieci per cento.

 

INDELEBILIIn fondo, ammette Pennac, ci si dimentica sempre di ciò che è «utile», mentre i sogni più antichi restano ricordi indelebili. Ma è Fellini ad averci aperto la «caverna favolosa delle sue immagini», ed è sempre il grande regista romagnolo ad averci regalato le sue visioni, che annotava ogni giorno appena sveglio, e che prendevano corpo in forme disegnate febbrilmente sulla carta - raccolte poi in un altro volume memorabile, Il libro dei sogni.

 

Quando Fellini cominciò a faticare a trovare produttori - ma come, possibile? Davvero non andavano più a vedere i suoi film? - si rese conto, con amarezza, di non riuscire ormai neanche a sognare; e Pennac si chiede se non sia morto proprio per questo, il 31 ottobre del 1993. Un uomo che trasformava le sue fantasie oniriche in set cinematografici aveva perduto, d'un tratto, la sua ragione di vivere, la sua bacchetta magica.

 

federico fellini disegni

RITORNO AL REALEFinzione a parte, la cosa più vera del libro, ammette l'autore, è proprio lo spettacolo che bisogna mettere in piedi per «resuscitare» il regista; sempre ammesso che il maestro lo voglia, che possa «sopportare questa prova». Pennac vorrebbe intitolarlo Federico Fellini è pronto a ricevere tutti coloro che vogliono vederlo, come quelle grandi adunate al mitico Studio 5 di Cinecittà, in cui si faceva ressa per avere udienza con il maestro. 

daniel pennac

 

GLI AMICIDal sogno alla realtà, il passo è breve. Così Pennac ha contattato gli amici italiani di sempre del centro Funaro di Pistoia, la regista teatrale Clara Bauer, la figlia compositrice Alice Pennacchioni, e tanti altri. Il risultato è uno spettacolo, ancora da mettere a punto, prodotto da Intesa Sanpaolo, che debutterà il 20 al Piccolo teatro Giorgio Strehler di Milano, giorno in cui, se fosse ancora vivo, Fellini avrebbe compiuto cent'anni (ricordiamo anche la tappa a Bologna, il 19, con Silvia Avallone alla Biblioteca Salaborsa per incontrare i lettori).

 

Come in precedenti show dell'autore francese, si tratta di mettere in tre dimensioni il testo sulla carta, con qualche attore sulla scena e lo stesso Pennac sul palco. L'evento si sposterà il giorno dopo a Torino, presso l'Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, per approdare il 22 a Rimini, al Teatro Galli, nell'ambito della settimana di festeggiamenti per il compleanno del maestro romagnolo.

Nato da un sogno, da un libro dei sogni, lo spettacolo celebrerà la definitiva risurrezione di Fellini.

 

federico fellinifellini 100 la mostradaniel pennacpennacfellini 100 la mostrafellini 100 la mostrafederico fellini 3federico fellini 12federico fellini 9federico fellini 8federico fellini 11federico fellini 10federico fellinifederico fellini 5federico fellini 7federico fellini 6FEDERICO FELLINI A VENTI ANNIfellini casanovafellinifellini la dolce vitaFELLINI E PASOLINIfellini 100 la mostrafellini 100 la mostrafederico fellini sergio leone

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…