obi wan kenobi

ANCHE I JEDI CADONO IN DEPRESSIONE - CON LA NUOVA SERIE SU OBI WAN KENOBI, DISNEY CERCA DI CREARE UN PONTE TRA LE GENERAZIONI DI APPASSIONATI DI STAR WARS - NELLA SERIE, OBI WAN E' SOLO E MORTIFICATO DOPO IL PASSAGGIO AL LATO OSCURO DELLA FORZA DEL SUO AMICO E ALLIEVO, ANAKIN SKYWALKER - EFFETTO NOSTALGIA: E' RICICCIATO HAYDEN CHRISTENSEN (CHE INTERPRETO' ANAKIN NEGLI EPISODI 1, 2 E 3) - VIDEO 

Ilaria Ravarino per “il Messaggero”

 

obi wan kenobi serie tv

Anche i jedi si mortificano. Cadono in depressione, cambiano nome, rinnegano la Forza nascondendo testa e spada nella sabbia di Tatooine. Comincia così, con un Jedi che appende il mantello al chiodo e 4 lunghi minuti di dove eravamo rimasti, la serie evento di Disney+ Obi-Wan Kenobi (da venerdì sulla piattaforma), anello di congiunzione tra la trilogia dei prequel, al cinema fra il 1999 e il 2005, e la trilogia originale, realizzata fra il 1977 e il 1983. 

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Un periodo già esplorato altre due volte da Disney, nel 2016 e nel 2018 con Rogue One e Solo, ma che per la prima volta cerca di legare narrativamente le due trilogie, riportando davanti allo schermo, in un colpo solo, categorie di fan apparentemente inconciliabili: gli ex millennials oggi ventenni, cresciuti con le spade rosse dei Sith e Jar Jar Binks, e i quaranta-cinquantenni nostalgici dello Star Wars originale, il Guerre Stellari di Mark Hamill, Carrie Fisher e Harrison Ford.

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Terreno d'incontro fra le due opposte fazioni, il personaggio del saggio jedi Obi-Wan Kenobi, centrale in entrambe le trilogie e interpretato nuovamente dal britannico Ewan McGregor, oggi splendido 51enne e produttore esecutivo della serie.

 

LA GENERAZIONE

 «Per anni, indipendentemente dal film che stavo promuovendo, la gente mi chiedeva quando sarei tornato in Star Wars ha raccontato l'attore durante la conferenza stampa di Obi-Wan Kenobi ed è strano, perché quando è uscita la trilogia non mi sembrava che le persone ne fossero entusiaste. E invece c'era tutta una generazione che era cresciuta con quei film. E che ne voleva ancora». 

 

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La serie si apre con un Obi-Wan inedito per tutti, ormai, solo Ben profondamente deluso dal suo allievo Anakin Skywalker, corrotto dal lato oscuro della forza, e caduto in piena crisi esistenziale. Una crisi Disney, si intende, fatta per risolversi entro 60 minuti dai titoli di testa (sempre: «In una galassia lontana lontana»). Nonostante la regista Deborah Chow abbia citato il film Logan come riferimento per «l'approccio» a Obi-Wan Kenobi, nella depressione dello jedi non c'è nessuna traccia di quell'abbrutimento rassegnato, e molto umano, del Wolverine alcolista del film sugli X-Man del 2017.

 

I FAN 

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Al pubblico di Obi-Wan Kenobi basta molto meno, ed ecco allora che nel secondo episodio lo jedi in crisi ha già ritrovato se stesso, in prima linea - spada laser in resta - per salvare dal rapimento la Principessa Leila, interpretata dalla bambina star di Birdbox Vivien Lyra Blair. Un ruolo centrale, il suo, in una saga che da una parte tenta di riallineare al politicamente corretto la narrativa squilibrata degli anni Ottanta («Leila vale quanto Luke», si sente rimproverare Kenobi, indeciso se proteggere il ragazzo o salvare la bambina), e dall'altra guarda con interesse ai nuovi, potenziali fan. 

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E cioè a quel pubblico di bambini per i quali i negozi già espongono il merchandise della serie, a partire dal grazioso droide volante LOLA, che dopo aver debuttato in uno spot tv torna in Obi-Wan Kenobi tra le mani della principessa Leila (90 dollari il prezzo per il pupazzo animatronico nei negozi americani). Tra i volti noti agli appassionati della saga spicca il ritorno del canadese 41enne Hayden Christensen, l'Anakin Skywalker ormai mutato in Darth Vader, con un cameo ben assestato nel finale e già in predicato per una serie tutta sua: «Perché no? Darth Vader è un personaggio iconico ha detto recentemente in un'intervista c'è ancora tanto da dire su di lui».

 

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LA MUSICA 

Si aggiungono invece alla famiglia di Star Wars l'attore inglese Rupert Friend, il Grande Inquisitore, e la cacciatrice di jedi Reva Sevander, interpretata dall'afroamericana Moses Ingram (già vista nella serie Netflix La regina degli scacchi). Nella serie anche il contributo del compositore storico di Star Wars, John Williams, che firmando il tema di Obi-Wan è tornato a comporre, dopo quasi 40 anni, una colonna sonora per la tv (aveva già bissato con Star Wars in occasione di Solo). 

 

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Concepita inizialmente come film e poi trasformata in miniserie, Obi-Wan Kenobi si compone di sei episodi da 45 minuti ciascuno, che la piattaforma dopo aver fatto uscire i primi due - distribuirà al ritmo di uno a settimana ogni mercoledì. Per la regista Chow si tratta di un progetto destinato a concludersi qui, ma nessuna paura: la saga di Star Wars è infinita come la galassia. Oltre alla terza stagione di The Mandalorian si prepara già uno Star Wars: Skeleton Crew, con la regia del papà di Spider-Man: No Way Home Jon Watts e il britannico Jude Law come protagonista.

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