cristiana lauro orange wine

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – C’E’ UNA MODA CHE TOGLIERÀ IL DISTURBO A BREVE: QUELLA DEGLI ORANGE WINE, OVVERO I SUPER MACERATI. SI TRATTA DI VINI UN PO' ESAUSTI DALLA PERMANENZA ECCESSIVA SULLE BUCCE CHE FINISCONO PER AVERE UN GUSTO PIATTO. SONO VINI CHE AFFATICANO LA BEVA, MENTRE PENSO CHE UN CALICE DI VINO DEBBA REGALARCI SORSI DI PIACEVOLEZZA E NON DI CERTO SACRIFICIO…

Cristiana Lauro per ilsole24ore.com

orange wine

 

 

Anche il mondo del vino è spesso percorso dalle mode. Alcune liberano la scena in fretta, mentre altre si trasformano in ondate più stabili, durature e difficili da scalzare. Certi consumatori sono molto sensibili alle tendenze del momento, ma il mondo del vino non è così attrezzato a rispondere alla domanda quanto, ad esempio, quello degli accessori e dell'outfit. Il mondo del vino è, infatti, meno mobile e piuttosto conservatore.

 

cristiana lauro 1

Facciamo ora un passo indietro. In molti ricorderanno che negli anni Novanta lo stile dei vini rossi era corposo e opulento – sia per concentrazione che per utilizzo eccessivo delle barrique – ma anche sui bianchi non si scherzava. Non per niente chiamavamo ironicamente vini “mangia e bevi” i primi e “bianchi del falegname” i secondi. Al netto della facezia – che mi auguro sia letta con indulgenza – devo ricordare che quell’ondata durò parecchio, fino a produrre la reazione opposta, non priva di eccessi e oltranzismi (ai quali l’epoca attuale ci sta abituando un po’ in tutti i settori, con innegabile responsabilità dei social usati male).

 

Attualmente, invece, lo stile dei consumatori è orientato su vini più sottili ed eleganti, a volte persino troppo esili e con qualche deriva sulle acidità decisamente fuori controllo. L’acidità nel vino è una componente importante, ma deve essere in equilibrio con il frutto e il grado alcolico, al fine di comporre una buona armonia gustativa.

 

cristiana lauro

Anche quella dei vini cosiddetti naturali più che una moda si sta rivelando un’onda lunga e duratura ed è figlia di un movimento nato in Francia molto prima che in Italia. Ma la definizione di “vino naturale” può essere fuorviante per il consumatore. La natura fa tante belle cose, ma non fa vino. Per trasformare un grappolo di uva in vino infatti sono necessarie la mano dell'uomo e la tecnologia, che tramite la vinificazione interrompono il processo naturale dell'uva. Detto questo, io cerco di bere vini più naturali possibili, senza interventi di chimica di sintesi nelle vigne e soprattutto prodotti da aziende con grande attenzione (certificata) alla sostenibilità.

 

Talvolta, addirittura, la certificazione biologica non basta, trattandosi di una normativa europea a maglie piuttosto larghe che, a questo punto, andrebbe rivista e modificata. Concordo infatti con Lamberto Frescobaldi (Presidente dell’Unione Italiana Vini) che ha posto di fronte alla normativa europea sul biologico il concetto di sostenibilità.

 

Il risultato incontestabile è che sulle emissioni di CO2 il biologico rischia di non farcela.Il vino naturale spesso non è nemmeno certificato come biologico, pertanto sul fatto che l’uva non sia stata trattata con prodotti chimici di sintesi o sulla quantità di solforosa che contiene, dobbiamo fidarci di quello che dice il produttore, giacché il vino è forse l’unico alimento in Italia senza obbligo di indicazione degli ingredienti in etichetta.

orange wine

 

Di contro però si sta affacciando – e dilaga un po' ovunque – la richiesta di vini a bassa gradazione alcolica che prevedo avranno una rapida ascesa, pur essendo in netto contrasto con i vini naturali. Infatti la gradazione del vino non si abbassa aggiungendo acqua, ovviamente, ma attraverso modalità enologiche che raggiungono il risultato con un approccio completamente diverso rispetto al vino cosiddetto naturale che, invece, sposa la cartolina del paesaggio come espressione del territorio alla ricerca di un gusto originario del prodotto. Il vino senza alcol dunque, è quanto di più distante ci sia dalle pratiche agricole, ma credo che rappresenterà la prossima “ondata” in arrivo.

 

cristiana lauro 4

Dulcis in fundo, c'è un’altra moda che mi fa un po' sorridere anche se sono convinta toglierà il disturbo a breve: quella degli Orange Wine, ovvero i super macerati. Si tratta di vini un po' esausti dalla permanenza eccessiva sulle bucce che finiscono per avere un gusto piatto, omologato da un metodo che mette un po’ da parte le variegate sfumature olfattive e gustative del vitigno e del territorio di provenienza. Questi, a mio avviso, affaticano la beva, mentre penso che un calice di vino debba regalarci sorsi di piacevolezza e non di certo sacrificio. Facendo un esempio pratico e per intenderci al meglio: i vini che facevano i nostri nonni erano a tutti gli effetti degli Orange Wine.

 

Al di là di mode e opinioni che col tempo passano e si modificano, bere un buon vino deve essere un piacere, deve far levare i calici e il morale e perché no, strapparci un sorriso, magari in compagnia. Visti i tempi che corrono forse è la cosa più importante da cercare nelle nostre amate bottiglie.

orange wineorange wineorange wineorange wine

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?