orsini freccero

CACCIARI, FRECCERO, ORSINI E GLI INTELLETTUALI DA TALK NELL’ERA DEL "GROTTESCO CRASH-SHOW" – FILIPPO CECCARELLI: “SE TROPPO POTERE FA PERDERE LA TESTA, TROPPA TV ALTERA I SENTIMENTI PER CUI A UN INDUBBIO SFOGGIO DI COMPETENZE CORRISPONDE UNA TENUTA PSICOLOGICA CHE SEMBRA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI - IL DILUVIO DI PAROLE, MOLTISSIME SUPERFLUE, L'ARCIGNA SEMPLIFICAZIONE E LA NECESSITÀ DI COSTRUIRSI UN PUBBLICO: NELLE GUERRE TUTTO QUESTO ACCELERA LA DISCESA GIU' PER IL BARATRO" - VIDEO

 

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

massimo cacciari

Ha consigliato l'altro giorno Massimo Cacciari nell'assemblea del Dubbio e della Precauzione (DuPre) di «stare attenti ai toni»: nel senso, s' immagina di abbassarli, moderarli, raffreddarli. Ma è possibile? Detto senza ipocrisia, il problema è se al giorno d'oggi, per essere ascoltati, lui e gli altri intellettuali non siano invece costretti ad alzarli, a radicalizzarli e a infuocarli, questi benedetti toni.

 

Nel dicembre del 2001, tre mesi dopo l'11 settembre, cominciarono ad andare moltissimo gli islamici, tanto più incendiari quanto più richiesti nei talk-show. Una volta, a Porta a Porta, proprio Cacciari se ne trovò a fianco uno particolarmente feroce che fece dei numeri terribili, sembra di ricordare anche a proposito del crocifisso. Durante un momento di silenzio, il filosofo si rivolse a Vespa: «Ma questo - disse incredulo - dove l'avete preso?».

CARLO FRECCERO

Oltre vent' anni sono passati e in tutta onestà, all'insegna del dubbio e un po' anche della prudenza, la sensazione è che le condizioni del discorso mediatico non solo paiono decisamente peggiorate, ma la stessa vita pubblica si è in qualche modo trasformata in una gigantesca attività di casting.

 

Di Carlo Freccero, altro esponente DuPre, si può pensare il meglio e il peggio, e lui è il primo a saperlo fin troppo bene. Per mantenersi bassi, si tratta certo di un uomo che sa sbalordire la platea, acclarato e anche acclamato performer perfino nelle aule parlamentari: messo sotto accusa in Commissione Rai, finì che il tribunalino lo congedò con applausi e abbracci. Insieme con la moglie, Daniela Strumia, ha scritto la prefazione alla Società dello spettacolo e ai successivi Commentari di Guy Debord (Baldini&Castoldi, 1997).

Filippo Ceccarelli

 

Ebbene, così come gli scoppi d'ira televisiva di Cacciari sono uno spettacolo ipnotico, le provocazioni culturali di Freccero, la sua istrionica brillantezza nell'evocare e combinare teorie, simboli, figurazioni e apparenti bizzarrie, sono un gustosissimo bocconcino per ascoltatori, telespettatori e, come dimostra anche questo articolo, lettori. La pandemia ieri, la guerra oggi.

 

Ma allungando la memoria si troverà che tanto Cacciari quanto Freccero hanno usato l'enfasi, i volti e i loro stessi personaggi per affermare opinioni e affermarsi come figure di primo piano nell'immaginario di questo tempo; è il loro mestiere e in fondo la loro vita. Non è pensabile che smettano, anche se una volta messi insieme l'effetto non è aggiuntivo, ma moltiplicatorio.

 

carlo freccero e ugo mattei

Con l'Ucraina l'algebra delle opinioni, ma più ancora delle visioni a distanza li ha messi in connessione con la nuova stella del professor Orsini, messia dell'analisi geostrategica ad alto impatto emotivo, ideale per il crash-show. Non si cadrà qui nella trappola se egli sia il pifferaio o meno di Putin, innanzitutto perché lontano dai teatri di guerra, e soprattutto in Italia, la rappresentazione con le sue maschere è ben più forte della politica; e poi anche perché dall'altra parte, quanto a pifferi "armiamoci e partite" non è che si scherzi tanto. Ma la risorsa scenica e generazionale di Orsini fa leva sull'ego, io qui, io là, io sento, tutti contro di me, ciao come sto. Anche questo sembra un effetto indotto.

 

orsini freccero

Se troppo potere fa perdere la testa, troppa tv altera i sentimenti per cui a un indubbio sfoggio di competenze corrisponde una tenuta psicologica che sembra costantemente sull'orlo di una crisi di nervi - cosa che in prima e soprattutto in seconda serata è apprezzatissima, essendo il sonno il vero nemico. Molto altro naturalmente contribuisce al degradarsi del dibattito pubblico: il diluvio di parole, moltissime superflue, la quantità di immagini false, il narcisismo e la militarizzazione delle credenze, l'arcigna semplificazione e la necessità di costruirsi un pubblico.

 

Il guaio vero è che nelle epidemie e nelle guerre tutto questo accelera la discesa giù per la china, al fondo della quale inesorabilmente qui da noi s' incontra il grottesco. Un baratro è l'uomo e il suo cuore un abisso, si legge nei Salmi (63,7): «Beati i perplessi » sospirava Guido Ceronetti.

orsini parsiorsini

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