zerocalcare strappare lungo i bordi

LE CHIACCHERE STANNO A ZERO(CALCARE) - IL FUMETTISTA CONFESSA A “LEGGO” CHE NETFLIX NON SE LO CAGAVA: “HO BUSSATO CENTO VOLTE, HO MANDATO TANTISSIME MAIL, NEMMENO MI RISPONDEVANO” - “IL POLITICALLY CORRECT? È VERO CHE QUALSIASI COSA TU DICA C'È QUALCUNO CHE TI CRITICA MA ALLA FINE NON DETERMINANO NULLA. POSSONO PURE LAMENTARSI SU TWITTER MA POI IN PRIMA SERATA VA IN ONDA DI TUTTO, ANCHE ROBA VERGOGNOSA” - “INVECE DI ATTACCARE I NO-VAX SAREBBE PIÙ UTILE POTENZIARE I SISTEMI DI TRACCIAMENTO: FAR PASSARE L'IDEA CHE I NO-VAX SONO IL MALE ASSOLUTO NON MI SEMBRA UNA COSA SAGGIA”

 

Davide Desario per “Leggo”

 

DAVIDE DESARIO DIRETTORE DI LEGGO

Tutti ne parlano. Ma è stato detto davvero tutto su Zerocalcare? Forse no. Sicuramente sulla sua miniserie Netflix Strappare lungo i bordi sono state dette e soprattutto scritte tante cose a sproposito. E Michele Rech, è il vero nome del fumettista romano di sangue francese cresciuto a plumcake e centri sociali che tra qualche giorno compie 38 anni, ne è rimasto colpito, forse amareggiato, al punto da aver fatto una striscia di fumetti proprio contro i titoli dei giornaloni.

 

ZEROCALCARE 1

Hai letto i titoli dei giornali e ti sei stranito, hai detto che era meglio che dicessi cose più opportune. Ora che intervista vogliamo fare: vera o, a questo punto, darai solo risposte opportune?

«Io preferirei fare un'intervista che non risulti fatta con lo stampino. Vorrei che non ci fossero le solite domande e che non venissero fatti i soliti titoli. Come se dovessi essere inserito in una categoria e dire per forza le stesse cose. Quando mi rileggo non mi ci ritrovo. E penso che magari è accaduto a tanti altri di cui ho letto l'intervista, mi sono fatto un'idea su di loro e invece quell'intervista non li rappresentava».

 

zerocalcare strappare lungo i bordi 6

Ok, proviamo. In tanti hanno dato le definizioni più contorte della tua serie, ma se dovessi spiegarla tu, a mia madre che ha 86 anni, cosa diresti?

«È un cartone animato strano. Sono sei puntate da circa un quarto d'ora l'uno nelle quali il protagonista sono io.

 

zerocalcare strappare lungo i bordi 2

E io doppio tutte le voci degli altri personaggi tranne quella di un armadillo gigante (che è la mia coscienza) che invece è doppiato da Valerio Mastandrea. Il protagonista insieme a due amici fa un viaggio emotivamente difficile e questo viaggio è intermezzato da piccoli racconti di vita quotidiana. Io la definirei così».

 

Quanto c'è di autobiografico?

ZEROCALCARE

«Di autobiografico c'è moltissimo. L'unico personaggio fittizio è Alice, a cui capita una cosa molto dolorosa. E non avevo voglia di raccontare una persona specifica per non lederne la privacy. Evidentemente, però, nella vita mi sono trovato a vivere delle situazioni molto simili. Tutto il resto, invece, è autobiografico al cento per cento».

 

zerocalcare strappare lungo i bordi 2

Ma è Michele Rech che è andato da Netflix o è Netflix che è andata a cercare Zerocalcare?

«So' io che sono andato da Netflix. Cioè ho proprio insistito. Ho bussato cento volte, ho mandato tantissime mail alle quali all'inizio nemmeno mi rispondevano. Ma lo volevo a tutti i costi e gli ho fatto una capoccia così. Li ho dovuti convincere».

 

A proposito di Netflix: meglio la Casa di Carta o Squid game?

squid game

«Non ho ancora finito di vedere Squid game, ma ti dico Squid Game».

 

Perché?

«La Casa di carta a un certo punto ha avuto un eccessivo lato amoroso. E a me sta cosa respinge».

 

 

la casa di carta

Nella serie c'è tanta musica diversa da Giancane a Ron. Quali sono in realtà i tuoi cantanti preferiti?

«Io tendenzialmente sento il punk, quindi se dovessi fare una top-ten la farei tutta di gruppi punk. Però se ti devo fare una lista varia, con cose che mi hanno accompagnato negli anni, ti dico: Clash su tutti, poi gli 883 che è una roba che mi porto nel cuore. Infatti una delle cose che mi dispiace è che nella serie non ci sta Max Pezzali, ma non sono riuscito a scrivere una parte a cui si adattasse. Poi i Chumbawamba, un gruppo di una ventina anni fa, e i poi Misfits».

DAVIDE DESARIO

 

Ultimo concerto?

«Gli Ultimi. Sono un gruppo punk romano, suonavano a Scalo san Lorenzo».

 

Invece tre film che non ti stanchi mai di guardare?

«L'odio di Kassoviz, Guida per riconoscere i tuoi santi di Dito Montiel e uno recente Tre manifesti a Ebbing Missouri».

 

Torniamo a parlare di media e giornali. Che mezzi usi per tenerti informato?

«Principalmente internet, i siti dei quotidiani online».

michele rech zerocalcare foto di bacco (4)

 

Per esempio?

«Repubblica, Messaggero e Corriere. Quando c'è qualcosa che mi interessa nello specifico compro più giornali e poi me la leggo su ognuno. Sulle questioni internazionali, essendo francese, mi guardo la tv francese».

 

E i social?

zerocalcare strappare lungo i bordi

«Instagram ormai lo uso soltanto per promuovere la mia attività. Facebook pure, ma lo uso anche per leggere le cose degli altri. Instagram... di vedere le foto degli altri non me ne può fregare di meno. Twitter lo uso un po' come fonte di informazione: seguo una serie di account che mi servono per avere il quadro della situazione, poi approfondisco sui giornali».

 

A proposito di attualità: il Covid ha cambiato le persone?

ROMA NO VAX SCONTRI CON POLIZIA

«A oggi ti dico di sì. Io, per esempio, appartengo a una comunità che è stata sempre molto omogenea, che si rispecchia in una gerarchia valoriale. Prima ci si confrontava, si litigava anche molto, ma con dei paletti. Invece, mi sembra che adesso nella mia comunità, ma nella società in genere, questi paletti siano saltati. C'è stata una lacerazione super profonda. C'è astio reciproco».

 

 

strappare lungo i bordi 1

E Michele è stato cambiato dal virus?

«Sicuramente sono più disorientato. Nel senso che prima del Covid io ero in una comfort zone in cui era tutto più chiaro. Adesso è tutto un gran casino».

 

 

Sei vaccinato?

«Certo. E appena sarà possibile mi faccio la terza dose».

 

PRIMA PAGINA LEGGO 6 DICEMBRE 2021

Nelle tue storie passa un po' il concetto del vivi e lascia vivere, della serie non rompere il cazzo al prossimo. Come lo declini tutto questo con i no-vax?

«Sono uno che pensa che il mio ruolo non è quello di acuire una guerra intestina nella società. Non credo che questo conflitto esasperato tra vax e no-vax serva a qualcosa. Non è così che convinci le persone a vaccinarsi e nemmeno che cambi di tanto la situazione pandemica.

 

Penso che i vaccini siano uno strumento utile, spero che si vaccini più gente possibile ma credo anche che invece di attaccare i no-vax sarebbe più utile potenziare i sistemi di tracciamento: far passare l'idea che i no-vax sono il male assoluto non mi sembra una cosa saggia e soprattutto non porta da nessuna parte: né dal punto di vista sanitario e né come coesione della società».

 

bandiera dell ypg nella serie di zerocalcare

Non pensi che in Italia siamo schiavi del politically correct?

«È vero che qualsiasi cosa tu dica c'è qualcuno che ti critica ma alla fine non determinano nulla. Possono pure lamentarsi su Twitter ma poi in prima serata va in onda di tutto, anche roba vergognosa. Insomma un gran vociare sui social ma non mi sembra che cada mai la testa di nessuno».

strappare lungo i bordi.

 

Al centro della serie c'è il delicato tema del suicidio. Sembra quasi che tu lo giustifichi o sbaglio?

«Direi quasi l'opposto. Non c'è da parte mia giudizio positivo o negativo. C'è incomprensione. Non entro nel merito. Non sono in grado di dire per quale ragione alcune persone che avevo intorno hanno deciso di farlo. C'è rispetto, quello sì. Faccio un passo indietro».

tokyo la casa di carta

 

Ti è mai capitato di pensare al suicidio?

«Sì e no. A chi non è mai capitato? Ma mai come opzione reale. Ma quando si vive un momento di particolare sofferenza penso sia normale pensare che in ultima analisi c'è anche quest'opzione».

 

mostra di zerocalcare (3)

Quando muore una persona che conosci cancelli il numero dalla rubrica del telefonino?

«No. Mai. Anzi spesso mi vado a rivedere i profili Facebook. A rileggere».

 

Tutto questo successo ti ha rovinato qualche rapporto?

«Io vengo da un mondo in cui andare in televisione è un demerito. Ma in realtà le persone con cui sono cresciuto mi conoscono, conoscono il mio percorso e le mie scelte. E queste persone mi hanno sempre dato molto affetto. Anche adesso. Le persone che oggi vogliono darmi le lezioni di purezza, che hanno scritto critiche, ostentano il loro radicalismo solo su internet. Ma poi nella vita non le ho mai incontrate».

 

Non ti faccio la domanda su Daniele Capezzone. Torniamo, invece, a Strappare lungo i bordi: il refrain del Sekko S'annamo a prendere un gelato è vero che è una citazione di Amore Tossico il film cult di Claudio Caligari?

zerocalcare strappare lungo i bordi 1

«Sto in fissa con quel film, mi piace molto. Può essere che inconsciamente lo porti sempre dentro. Ma la verità è che il Sekko si vuole veramente sempre prendere il gelato, anche nelle situazioni più assurde, più pericolose».

 

A questo punto qual è la gelateria preferita dal Sekko?

«È una conosciuta gelateria sulla Prenestina, Ma calcola che il Sekko non è un gourmet. Per lui tutti i gelati sono uguali».

strappare lungo i bordi.

 

Quali sono i tuoi angoli di Roma preferiti?

«Mah, forse quelli che non ci sono più. La libreria internazionale di Vittorio Marchi a via dei Volsci a San Lorenzo. Sempre a San Lorenzo, in via dei degli Etruschi, il negozio Disfunzioni Musicali (c'è una citazione nella serie, ndr) e Hellnation altro negozio di dischi che stava sulla Nomentana».

mostra di zerocalcare (2)

 

Romano e romanista. Che ne pensi di Mourinho? Ti piace come tipo?

«Scusami ma io ho il divieto assoluto di parlare di quella squadra. Gli amici miei dicono che porto sfiga. Pensa che quando c'è il derby mi mandano a vederlo a casa dei laziali».

 

E Milano?

«Io sono uno che gli piace vivere in città. E non andrei mai via da Rebibbia. Se mi punti una pistola alla tempia potrei andare in un altro quartiere ma sempre a Roma. Se mi puntassero tre pistole per andar via da Roma, mbè allora sceglierei Milano che è un'altra grande città. Ci vado spesso per lavoro. Mi piace».

 

Abbiamo finito. È stata un'intervista con lo stampino?

«Assolutamente no».

cappuccio rosso zerocalcarezerocalcare strappare lungo i bordi strappare lungo i bordi michele rech zerocalcare foto di bacco (3)strappare lungo i bordi 5zerocalcarestrappare lungo i bordi 4tokyo la casa di cartazerocalcare strappare lungo i bordiSquid Game a DubaizerocalcareHwang Dong-hyuk squid gamestrappare lungo i bordi.

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