cinema clan droga e soldi da ripulire

CINE-SUBURRA! LA PROCURA DI ROMA INDAGA SUGLI AFFARI SPORCHI DEL CINEMA TRA CLAN, DROGA E SOLDI DA RIPULIRE - I PUSHER CHE GIRANO "CON LO ZAINETTO PIENO" AL FESTIVAL DEL CINEMA, I TENTATIVI DI RICICLAGGIO CON LE RIPRESE DEL COMMISSARIO REX, LE APPARIZIONI DEL BOSS DE LA RUSTICA VICINO A SENESE, DANIELE CARLOMOSTI, NELLA SERIE ROMANZO CRIMINALE - GLI INTERESSI DEI CASAMONICA IN “FANTOZZI 2000” E IN "ZORA LA VAMPIRA". GIÀ NEL 2015 GLI INVESTIGATORI HANNO ANNOTATO CHE LA COMPAGNA DI ANTONIO CASAMONICA AVEVA...

Luca Monaco e Andrea Ossino per repubblica.it

 

SUBURRA

I pusher che girano "con lo zainetto pieno" al Festival del Cinema, i tentativi di riciclaggio con la pubblicità del Borotalco e le riprese del Commissario Rex, le apparizioni del boss de La Rustica vicino a Senese, Daniele Carlomosti detto "Il bestione", nella serie Romanzo Criminale, nei film con Christian De Sica, Alessandro Gassmann e Tom Hanks, oltre che in Gangs of New York, di Martin Scorsese. Anche la "mala" ama il grande schermo.

 

I ruoli attoriali, certo. Basti pensare alla presenza dei Casamonica, degli Spinelli, dei Di Silvio, nelle serie Suburra o in Vita da Carlo di Verdone. Attrae però soprattutto la produzione. Tanto da indurre la criminalità a mettere in piedi il "sistema cinema": un fenomeno scandagliato dalla magistratura.

 

La procura di Roma ha coordinato diverse indagini capaci di svelare le modalità attraverso le quali le organizzazioni criminali, specie certi personaggi vicini alla camorra, ripuliscono il denaro sporco infiltrando le loro aziende nelle produzioni degli spot pubblicitari e dei film. Rilevando cosa può avvenire dietro le quinte dei set cinematografici, ai festival o anche davanti alle telecamere, visto che i boss e i loro dipendenti non si sottraggono quando sono chiamati come comparse o attori, anche nelle pellicole da premio Oscar.

adamo dionisi suburra

 

 

 

Gli affari di Vitagliano

A Roma l'interesse delle grandi consorterie criminali per il cinema è un fatto noto. I carabinieri e i finanzieri lo avevano capito già nel 2018, quando il sostituto procuratore Nadia Plastina aveva disposto l'arresto di Gaetano Vitagliano, un imprenditore napoletano ritenuto vicino al clan degli scissionisti di Secondigliano e altre 22 persone, sequestrando anche 280 milioni di euro tra immobili (261), conti correnti e 54 società.

 

Secondo le accuse iniziali i personaggi in odore di camorra riciclavano denaro attraverso i locali della movida romana: dal Macao di via del Gazometro, fino alla catena di bar Babylon cafe, passando per il Mizzica e il Dubai Cafe. I seguenti processi non sempre accoglieranno le tesi della procura. Ma le successive indagini dei carabinieri hanno permesso di scoprire l'esistenza di tre società riconducibili a Vitagliano: la Cisco, la Cisco Unipersonale e la Project.

AMENDOLA CARLOMOSTI

 

Seguendo le fatture emesse da quelle società gli investigatori hanno bussato alla porta delle più importanti società cinematografiche, costrette a dover "giustificare operazioni di impresa soggettivamente inesistenti, rappresentate da prestazioni in nero fornite da terzi sul set di varie riprese cinematografiche".

 

Dalla pubblicità del Borotalco fino alla serie televisiva del Commissario Rex: molte produzioni venivano sfruttate dalla criminalità. Gli affari erano stati conclusi anni addietro, quelle indagini quindi sono state archiviate. Agli atti però resta quella che i carabinieri definiscono "una prassi consolidata": l'esistenza nel mondo del cinema, si legge nell'informativa redatta dai militari del Nucleo Investigativo, "di un consolidato e longevo sistema con il quale operai specializzati, quali macchinisti, elettricisti, fotografi, appartenenti a squadre costituite da tempo, si sono muniti di attrezzature e apparecchiature proprie".

 

DANIELE CARLOMOSTI 2

Queste squadre, una volta assunte da un produttore cinematografico, "offrono alla produzione - spiegano ancora i carabinieri - il noleggio delle proprie attrezzature e apparecchiature senza che questi ultimi debbano ricorrere a gare di appalto e quant'altro". Da qui l'esigenza di giustificare le operazioni, soprattutto in caso di controlli da parte di chi ha emesso "finanziamenti a supporto delle medesime produzioni".

 

 

Le testimonianze dei produttori

Per questo nell'autunno del 2017 molti produttori sono stati ascoltati come persone informate dei fatti dai carabinieri: nessuno di loro è mai stato indagato per alcun tipo di reato. Dal fratello di Massimo Boldi a quello di Pupi Avati. E ancora i legali rappresentanti della Cattleya, la società fondata da Riccardo Tozzi, il produttore nel 2001 ha sposato Cristina Comencini, la madre di Carlo Calenda. Mario Ferdinando Gianani, marito dell'ex ministro Marianna Madia e fondatore della Wildside, ha anche consegnato agli inquirenti cinque fatture siglate con le società lavatrici di Vitagliano.

daniele carlomosti il boss di la rustica

 

I militari hanno passato al setaccio i bilanci relativi alla "produzione denominata Luigi Tenco" della Vega's project, a quella del film Tutto tutto niente niente della Fandango, e anche le fatture emesse per realizzare Romanzo di una strage o Matrimonio a Parigi. Le società lavatrici di Vitagliano sarebbero entrate in contatto anche con gli studios di Cinecittà e con alcuni operai che hanno lavorato al film Venuto al mondo, diretto da Sergio Castellitto. "Gaetano Vitagliano o soggetti a lui riconducibili hanno pagato operai in nero con denaro contante, ricevendo da questi gli assegni della Duea Film", aveva invece raccontato Antonio Avati, fratello del regista Pupi e amministratore della Duea Film.

 

 

L'indagine sul produttore Muscariello

Vitagliano non è stato il solo a capire le potenzialità che offre il cinema a chi intende riciclare denaro. "Perché un film può costare 200 mila ma può costare pure 50 milioni di euro", diceva il produttore Davide Muscariello, classe 1997, una relazione sentimentale con una "tentatrice" della seconda edizione di Temptation Island e un'indagine a carico in cui si sospetta che l'uomo, coinvolto nell'inchiesta della finanza insieme a un carabiniere, un poliziotto e altre sei persone, avrebbe ripulito i soldi del clan Mazzarella di Napoli.

christian de sica daniele carlomosti

 

Muscariello non disponeva di "una realtà aziendale, di strutture, di risorse umane, professionali e strumentali adeguate rispetto alle operazioni fatturate", dicono le indagini del pm Francesco Cascini. E i suoi film non resteranno negli annali del cinema. L'ultima produzione, All'alba perderò, si è trasformata in un presagio: all'alba del 17 marzo scorso i carabinieri lo hanno arrestato, trovando anche collegamenti con l'ultimo boss albanese della Capitale, Elvis Demce.

 

 

Il Ghb al Festival del cinema

Non solo riciclaggio. Nel mondo del cinema e nei festival infatti girano molte persone e molti soldi. E il denaro attrae spacciatori di ogni sorta che sperano di fare affari. Lo spiega molto bene Clarissa Capone, la "zarina del Ghb" arrestata il 27 ottobre insieme ad altre 39 persone tra cui Claudia Rivelli, la sorella di Ornella Muti, che recentemente ha scelto di patteggiare la sua pena accordandosi con la procura per una condanna a 1 anno e 5 mesi di reclusione.

 

DANIELE CARLOMOSTI GANG LA RUSTICA

Spacciavano nuove droghe, tra qui quella dello stupro. Fentanili consumati nei festini della "Roma bene" o venduti nei festival. "Calcola che quando ci stava il Festival del Cinema io là ci andavo con lo zainetto pieno... cioè ci stavano giornalisti... cioè ci stava di tutto e di più... e da là poi so... sono arrivata ad un politico...da che ti fai il giornalista la voce si espande, la voce è arrivata pure all'assistente del politico...", conferma la ragazza non sapendo di essere intercettata.

 

 

 

La doppia vita del "bestione" Carlomosti dalla stanza delle torture al set

Soldi e fama. Le ambizioni dei criminali spesso coincidono con le opportunità offerte dal piccolo e dal grande schermo. E così capita spesso di trovare comparse o attori che tra estorsioni, furti, torture e crimini di ogni sorta prestano il loro volto al cinema. L'ultimo è Daniele Carlomosti, 43 anni, soprannominato "il bestione".

 

È il boss di La Rustica, che trascorreva le sue giornate tra i set e la stanza delle torture allestita dentro un appartamento popolare in via Naide 116 per seviziare le sue vittime, i cattivi pagatori. Dalla borgata di Roma Est fino a Cinecittà, Carlomosti ha lavorato con Christian De Sica, Alessandro Gassmann e Tom Hanks.

DANIELE CARLOMOSTI GANG LA RUSTICA

 

Ha partecipato anche alle riprese di Gangs of New York, di Martin Scorsese ed è stato fotografato al fianco di Claudio Amendola sul set del film di Antonio Albanese, Come un gatto in tangenziale, la stessa pellicola dove le gemelle Valentina e Alessandra Giudicessa hanno interpretato due ladre seriali, un ruolo che deve essere venuto spontaneo visto che capita diverse volte di imbattersi nelle sorelle tra i corridoi della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, dove le due sono state accompagnate a più riprese per aver commesso furti.

 

 

 

I Casamonica dalla Romanina a Cinecittà

Lenka Kviderova

Altro fenomeno è l'interesse dei Casamonica per il mondo del cinema. Già nel 2015 gli investigatori hanno annotato che Lenka Kviderova, compagna di Antonio Casamonica e indagata insieme al suo ragazzo e altre due persone per un'estorsione ai danni del titolare di un ristorante a Ponte Milvio, aveva redditi che provenivano da alcune produzioni cinematografiche. La donna infatti aveva recitato in diversi film tra cui Fantozzi 2000 - La clonazione e in Zora la vampira.

 

Tre anni dopo, nel 2018, L'Espresso invece aveva scoperto che Luciano Casamonica, nipote del famoso Vittorio (ricordato per il funerale in stile "Padrino") e una serie di precedenti alle spalle, era stato reclutato nella serie co prodotta da Cattleya e Rai Fiction per scritturare sinti che recitarono nella seconda stagione di Suburra. I primi passi nel mondo del cinema Lucky Luciano, così si fa chiamare Luciano Casamonica, li ha mossi da bambino, recitando in western con Orson Welles e Tomas Milian. I suoi giovani parenti hanno coltivato la passione per il cinema. I Casamonica, gli Spinelli e i Di Silvio sono di casa a Cinecittà, non fosse per altro che la cittadella del cinema si trova a due passi dalle loro abitazioni alla Romanina e costituisce un importante polo economico sul territorio che controllano da decenni.

 

antonio casamonica

I nipoti di Nando, uno dei fratelli di Vittorio Casamonica, salutato con il funerale show in piazza don Bosco al Tuscolano nel 2015, hanno preso parte alla serie Vita da Carlo su Amazon prime, oltre che in Suburra, dove i Casamonica, non a caso, interpretano loro stessi. Attoriali durante le perquisizioni e gli arresti, ai funerali con la colonna sonora del Padrino come nei film.

 

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