women talking – il diritto di scegliere

IL CINEMA DEI GIUSTI -WOMEN TALKING – IL DIRITTO DI SCEGLIERE”, È UNA SORTA DI LUNGA SEDUTA DI UN GRUPPO DI DONNE DI VARIE ETÀ, ESASPERATE DALLA VIOLENZA CHE HANNO SUBITO DA ANNI DAI LORO UOMINI - HANNO TRE POSSIBILITÀ: NON FARE NIENTE. RIMANERE E COMBATTERE. ANDARSENE. SU QUESTE TRE POSSIBILITÀ COSTRUISCONO UNA SORTA DI TALK E DI PROCESSO A TUTTO IL SISTEMA PATRIARCALE MASCHILE… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia  

Women Talking – Il Diritto di scegliere

 

Avete tre possibilità. Non fare niente. Rimanere e combattere. Andarvene. Su queste tre possibilità un gruppo di donne, esasperate dalla violenza che hanno subito da anni dai loro uomini costruiscono una sorta di talk e di processo al mondo patriarcale maschile e alla loro posizione di vittime. “Women Talking – Il Diritto di scegliere”, il film scritto e diretto da Sarah Polley che esce per l’8 marzo, forte di ben due nominations agli Oscar, miglior film e miglior sceneggiatura, la sua, è appunto una sorta di lunga seduta di gruppo di questo gruppo di donne di varie età.

 

Women Talking – Il Diritto di scegliere

Ispirato a un vero e proprio caso accaduto a un gruppo di donne Manitoba nella lontana Bolivia nel 2011, tratto dal romanzo che da quella storia ne ha tratto Miriam Toews, spostato nel film nel 2010  in America in una colonia menonita dove gli uomini tengono le loro donne nell’ignoranza più nera, senza farle né scrivere né leggere e violentandole a piacimento mentre dormono con una droga per mucche, il soggetto del film, la sua credibilità, insomma, diventa molto presto un pretesto per mettere in scena qualcosa di diverso da quel che vediamo.

 

Women Talking – Il Diritto di scegliere

Non un processo a una certa comunità di maschi disgraziati, ma un processo a tutto il sistema patriarcale maschile e alla incapacità, da parte delle donne, spesso, di ribellarsi con forza all’orrore che subiscono dagli uomini tacendo e facendo finta di niente. Le ragazze, un cast memorabile che va da Rooney Mara come Ona, incinta di un bambino che già ama più di ogni altra cosa al mondo, all’incattivita Claire Foy come Salomè, dalla più anziana Frances McDormand come Scarface Janz a Jessie Bucley come Marich, parlano e parlano considerando non solo tutte le possibilità che hanno, ma a cosa possono portare le loro scelte.

 

Women Talking – Il Diritto di scegliere

Ben tenendo presente la loro posizione religiosa che le porta a non rispondere con l’odio e la violenza a altra violenza, quella maschile. E quindi pensano che restare le porterebbe a una ricerca di vendetta per quello che hanno subito. Ma pensano anche che non tutti i maschi sono così depravati come quelli che hanno abusato di loro. Al punto che hanno chiamato come “scrivano” del loro processo Ben Whishaw, che era uscito con la madre dalla comunità con la madre e ora è tornato e è innamoratissimo di Ona. E poi ci sono i figli, i fratelli.

 

Women Talking – Il Diritto di scegliere

Cosa fare di loro? Sarah Polley scrive all’inizio del film “ciò che segue è un atto di immaginazione femminile”, isolando quindi il talk, il film, il dibattito, da qualsiasi contesto di realtà. Anche se il processo al patriarcato maschile è reale e forte e tutto giustificato. Diciamo che non è un film facile. Ma è meno stravagante di quanto possa apparentemente sembrare.

 

Women Talking – Il Diritto di scegliere

E l’ignoranza di questo gruppo di donne nel 2010 serve alla regista, all’agguerrito cast, per dimostrare che il dibattitto sulla violenza maschile e su quale strada scegliere non è affatto un’invenzione. E’ qualcosa che sta già avvenendo in questi ultimi anni. E andrà avanti. Benissimo girato e ancor meglio interpretato, con una grande musica di Hildur Gudnadottir è un film militante e di grande eleganza. Assolutamente da vedere. In sala dall’8 marzo. 

Women Talking – Il Diritto di scegliere Women Talking – Il Diritto di scegliere Women Talking – Il Diritto di scegliere riprese del film women talking2riprese del film women talking1Women Talking – Il Diritto di scegliere

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!