hammamet

IL CINEMA DEI GIUSTI – È DI DESTRA, È DI SINISTRA, È TROPPO CRAXIANO, TROPPO POCO... È GIÀ DIVISIVO IL FILM CHE GIANNI AMELIO REGISTA E AGOSTINO SACCÀ PRODUTTORE HANNO DEDICATO AGLI ULTIMI GIORNI DI BETTINO CRAXI, “HAMMAMET” - FINISCE COME PER 'TOLO TOLO', MA CON VECCHI RANCORI CHE TORNANO A GALLA. A MILANO, AI VECCHI COMPAGNI DI PARTITO RIMASTI, È PIACIUTO, A ROMA, DOVE IL CRAXISMO ERA MENO DILAGANTE, MOLTO MENO… – VIDEO

 

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

hammamet

Nostalgia di Bettino. È già divisivo il film che Gianni Amelio regista e Agostino Saccà produttore hanno dedicato agli ultimi giorni di Bettino Craxi, Hammamet. È di destra, è di sinistra, è troppo craxiano, troppo poco... Aiuto! Finisce come per Tolo Tolo, ma con vecchi rancori che tornano a galla. A Milano, ai vecchi compagni di partito rimasti, è piaciuto, a Roma, dove il craxismo era meno dilagante, molto meno.

hammamet

 

Personalmente ho trovato adorabili i tre riferimenti cinematografici presenti nel film a tre capolavori del nostro 900 cinematografico firmati Anthony Mann, Jacques Tourneur e Douglas Sirk. Ho trovato elegante la regia, strepitoso Favino e giusta la chiave di Gianni Amelio di farne appunto un racconto di coerenza politica e morale del tardo 900, in questo il Craxi di Favino vale un James Stewart o un Robert Mitchum. Rispetto alla scarsa coerenza politica e morale, poi, dei personaggi politici che abbiamo avuto dopo...

bettino craxi hammamet

 

Lo stesso Berlusconi, anche se non nominato nel film, fa una pessima figura e riceve un commento feroce da Craxi. Non avendo a sua disposizione una vera storia, in fondo abbiamo di fronte a noi il Craxi Napoleone del suo esilio in attesa di un cambiamento che non verrà, e potendo solo permettersi una serie di episodi più o meno ispirati alla realtà, l'incontro con un vecchio avversario politico amico, Renato Carpentieri, l'incontro con la sua ultima amante, Patrizia Caselli. Amelio e il suo sceneggiatore, Alberto Taraglio, sono costretti a inventarsi un meccanismo narrativo, un personaggio di fantasia che possa portare avanti il racconto.

BETTINO CRAXI SILVIO BERLUSCONI

 

È il giovane Fausto, Luca Filippi, figlio di un compagno di partito, Giuseppe Cederna, che all'inizio del film, alla fine del congresso trionfale di Milano all'Ansaldo, si permette di attaccarlo proprio sui punti che lo porteranno alla rovina politica. Come il diabete, che lo consumerà nel fisico, anche la persecuzione dei magistrati, giusta o sbagliata che fosse, gli starà addosso anche nel suo esilio come una malattia inguaribile. Nel continuo rantolo del respiro del Craxi di Favino senti la fatica del dover sopportare continuamente questi pesi.

HAMMAMET

 

Quello che ci presenta Amelio è un politico di alta statura che non vuole né arrendersi né rinnegare la propria storia, che vede chiaro il progetto politico e che per perseguirlo ha considerato peccati della politica quelli che la magistratura e l'opinione pubblica vede come ladroneggio.

 

pierfrancesco favino nei panni di bettino craxi in hammamet 1

Aver girato il film nella stessa villa di Craxi, nelle vere strade di Hammamet, con l'aiuto evidente della famiglia, e con l'occhio attento di un regista che sa muoversi nelle leggende cinematografiche del passato, fa di questo Hammamet un viaggio commosso nella storia recente italiana e se non un risarcimento, almeno un civile e sentito omaggio alla coerenza di un politico che non si è mai piegato ai venti del momento e alle facili giravolte. Magari avremmo voluto un film ambientato in altri anni del craxismo, ma la scelta di Amelio ci riporta a una brutta pagina della nostra storia e ci sembra che l'abbia trattata senza livori o risentimenti. Favino è bravissimo a muoversi e a parlare come Craxi, anche se non sempre il trucco funziona perfettamente. Ma anche in quei casi riesce sempre a ragionare sul personaggio.

HAMMAMETGIANNI AMELIO - HAMMAMET

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