the irishman-20

CONFESSIONI DI UN ANZIANO SICARIO - CHARLES BRANDT HA SCRITTO IL LIBRO CHE HA ISPIRATO ''THE IRISHMAN'' DI SCORSESE: ''FRANK SHEERAN LO AVEVA LETTO E MI CONTATTÒ APPENA USCITO DI GALERA. CATTOLICO PROSSIMO ALLA MORTE, VOLEVA ESPIARE I 25-30 OMICIDI COMMESSI PER CONTO DEL CAPO DELLA MAFIA RUSSELL BUFALINO E JIMMY HOFFA. MA NON UCCISE SOLO IN AMERICA: ALLE GUARDIE DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI DACHAU…''

 

the irishman 9

 

Testo di Charles Brandt pubblicato dal ''Fatto Quotidiano''

Traduzione di Thomas Fazi

 

Nel giugno del 2007 il mio libro The Irishman, che oggi è diventato un film diretto da Martin Scorsese, è comparso brevemente nella lista dei bestseller del New York Times. Il romanzo è basato sulle confessioni del sicario della mafia, ormai defunto, Frank Sheeran, registrate nel corso di cinque anni. Ero un investigatore della omicidi in pensione e avevo lavorato su più di 56 casi di omicidio. Nel 1988 avevo scritto un poliziesco, Il diritto di rimanere in silenzio, basato su una serie di interrogatori che mi avevano permesso di risolvere alcuni casi.

 

charles brandt

Successivamente ho anche tenuto dei corsi di interrogatorio per poliziotti.

Frank "l' irlandese" Sheeran aveva letto il libro e mi contattò uscito di galera. In quanto cattolico ormai prossimo alla morte, Sheeran voleva espiare i 25-30 omicidi commessi per conto del capo della mafia Russell Bufalino e del capo dei Teamsters Jimmy Hoffa.

 

The Irishman racconta il viaggio di un uomo intrappolato tra due degli uomini, al tempo, più potenti d' America; le scelte che ha compiuto e come quelle scelte hanno influenzato la vita delle sue quattro figlie. Sheeran era stato un tiratore nella campagna d' Italia, nella Seconda guerra mondiale. Aveva passato 411 giorni sul campo di battaglia, aveva imparato ad uccidere i prigionieri.

charles brandt e i suoi libri

 

Le sue esperienze di guerra furono gli argomenti più difficili da affrontare durante gli interrogatori. Era più facile farlo parlare di un omicidio che aveva commesso in America di quello che aveva fatto alle guardie di Dachau.

 

Ho scritto The Irishman come se si trattasse di uno dei miei processi per omicidio, facendo appello alla giuria dell' opinione pubblica. Grazie all' interrogatorio di Frank, ho fatto luce su molti misteri intorno ad Hoffa ed a Crazy Joey Gallo; ed ho dimostrato, al di là ogni ragionevole dubbio, che la mafia americana fu responsabile dell' assassinio di JFK . E l' ho fatto portando a sostegno delle mie tesi prove più corroboranti di quelle che avrei normalmente sottoposto ad una giuria in un processo per omicidio.

 

Tre anni dopo l' uscita del libro, ricevetti una telefonata. Mi dissero che Robert De Niro che voleva parlarmi. Uno sceneggiatore gli aveva consigliato il mio libro.

the irishman 6

Colpito dalla complessità del personaggio dell' irlandese, De Niro si era interessato ai diritti del film. Mi precipitai nella camera da letto di mia madre, un' italiana di 93 anni, Carolina Di Marco Brandt, in fin di vita per un tumore. Mi guardò con i suoi occhi castani e disse: "Alza lo sguardo, Charles, sii grato".

 

La volta successiva che ebbi l' occasione di "alzare lo sguardo" e di essere grato per le sorti del libro fu esattamente dieci anni dopo, nel giugno del 2017. Netflix aveva comprato i diritti del film.

 

jimmy hoffa 3

Martin Scorsese l' avrebbe diretto. Robert De Niro avrebbe interpretato l' irlandese; Al Pacino avrebbe interpretato Jimmy Hoffa; e Joe Pesci avrebbe interpretato il boss, Russell Bufalino. Nel cast c' erano anche Bobby Cannavale, Stephan Graham, Ray Romano e Anna Paquin. In estate Netflix mi aveva ospitato in un hotel tra Broadway e la 54esima. Sono uscito con la sceneggiatura in mano, per dirigermi verso la casa di Martin Scorsese, dove ero atteso anche da De Niro e dallo sceneggiatore premio Oscar Steve Zaillian per discutere del testo. Avevo i miei appunti con me.

 

Mi girai verso ovest lungo la 54esima e guardai con gratitudine ad un alto edificio della compagnia telefonica all' angolo tra la 54esima e la Nona. Nel 1960 avevo lavorato per il cementificio che lo aveva costruito. Camminavo sulle travi sospese in aria per recapitare messaggi. Rischiavo la vita per 65 dollari a settimana. Ero a mio agio sulle travi, sapevo che mio nonno Luigi Di Marco, operaio sindacalizzato nato nelle Marche in Italia, aveva camminato sulle travi dell' Empire State Building durante la costruzione per mantenere sua moglie Rosa e dieci figli.

ricerche in michigan per cadaverer hoffa

 

E ora, nel 2017, stavo partecipando alla realizzazione di un capolavoro cinematografico basato su un libro che avevo scritto. "Alza lo sguardo, Charles", mi dissi, mi voltai e andai est. Guardare l' edificio divenne un rito che dovevo ripetere ogni volta che uscivo dall' hotel durante quell' estate. E ora, nel 2019, io e mia moglie Nancy stiamo per andare in Italia per promuovere l' edizione italiana del libro, ospiti del nostro editore italiano Fazi. Al mio arrivo alzerò lo sguardo e sarò grato alla famiglia Di Marco.

 

Sembra che tutti in questo libro e in questo film siano italiani, persino l' editore del New York Times che una sera, a Little Italy, era al Clam House di Umberto, dove identificò l' irlandese come il killer solitario di Crazy Joey Gallo.

the irishman 3the irishman 16robert de niro e martin scorsese sul set di the irishman 1jimmy hoffa

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?