bianca berlinguer aldo grasso alessandro orsini

CONFLITTI E INTERESSI – LE CRITICHE CONTINUE DI ALDO GRASSO A “CARTABIANCA”, FINO A INVOCARNE LA CHIUSURA (PECCATO ORIGINALE GLI INVITI A ORSINI), HANNO FATTO IMBIZZARRIRE BIANCA BERLINGUER CHE SU FACEBOOK HA REAGITO SOTTOLINEANDO IL CONFLITTO DI INTERESSE DI GRASSO: “MA VI SEMBRA NORMALE CHE IL CRITICO TELEVISIVO DEL GRUPPO EDITORIALE AL QUALE APPARTIENE LA TRASMISSIONE MIA DIRETTA CONCORRENTE, DIMARTEDÌ, SI AUGURI LA CHIUSURA D'AUTORITÀ DI CARTABIANCA?”

ALDO GRASSO

Francesca D'angelo per “Libero quotidiano”

 

Vien da chiedersi cosa avrebbero fatto o detto a Bianca Berlinguer se il suo programma andasse male in ascolti. No, davvero, perché nonostante il successo di pubblico la nostra è ormai puntualmente massacrata. Persino adesso che #Cartabianca è finito, c'è chi continua a polemizzare. L'ultimo della (lunghissima) lista è Aldo Grasso: il noto giornalista del Corriere della Sera ha scritto un piccato articolo sui talk show, esordendo così: «È finita Cartabianca e, in tutta onestà, spero non torni più».

 

orsini bianca berlinguer

Secondo Grasso ci sarebbe un problema alla base di tutti i talk show Rai che, a suo avviso, ormai «inquinano il dibattito pubblico, creano mostri e diffondono menzogne e malafede» mentre andrebbero guidati da «persone che sappiano affrontare la complessità» della realtà. Il pregresso di cotanto astio è noto: Berlinguer è diventata invisa al mondo intero nel momento in cui ha dato spazio a Alessandro Orsini, le cui posizioni sono considerate filo-russe.

 

bianca berlinguer

Da allora, i rossi compagni della Berlinguer le hanno voltato le spalle. Come è noto, si è provato persino a fare chiudere il programma, salvato da Carlo Fuortes. Non fosse stata per l'entrata a gamba tesa dell'ad Rai, #Cartabianca sarebbe già diventata #Cartastraccia.

Il programma è stato quindi confermato per l'autunno eppure c'è chi, come Grasso, ne invoca la chiusura. Berlinguer ha fatto l'unica cosa che al momento le è consentita: difendersi. Da sola. Inutile sperare in alleati.

 

Così, ha pubblicato un post di fuoco su Facebook iniziando con il sottolineare il conflitto di interessi alla base dello stigma di Aldo Grasso. Il ragionamento è semplice: per chi scrive Grasso? Per il Corriere. E chi è l'editore? Cairo. E cosa fa Cairo in tv? DiMartedì su La7, che è diretto concorrente della Rai.

 

NADANA FRIDRIKHSON BIANCA BERLINGUER

«Ma vi sembra normale che il critico televisivo del gruppo editoriale al quale appartiene la trasmissione mia diretta concorrente, Dimartedì, si auguri la chiusura d'autorità di Cartabianca?», esordisce su Facebook Berlinguer. «E dico "d'autorità" dal momento che gli ascolti ci hanno costantemente premiato, ma per Aldo Grasso la risposta positiva del pubblico sarebbe un criterio valido solo per le tv commerciali perché i loro bilanci dipendono dagli ascolti, non per il servizio pubblico. La Rai, finanziata in parte dal canone, cioè dai soldi dei cittadini, dovrebbe invece disinteressarsi del consenso degli ascoltatori».

 

BIANCA BERLINGUER E GLI OSPITI DI CARTABIANCA

A questo punto la Berlinguer sfata il falso mito degli ascolti che non contano: «Ma chi altri dovrebbe giudicare, se non quegli stessi cittadini che pagano il canone e gestiscono il telecomando, della qualità e del gradimento di una trasmissione? O a decidere del destino di un programma devono essere, in singolare sintonia, il critico televisivo del gruppo editoriale concorrente e una parte della classe politica?». L'obiezione non fa una piega.

Vediamo cosa risponderà Grasso o uno dei tanti franchi tiratori di Berlinguer che, a quanto pare, non hanno nessuna voglia di prendersi una vacanza.

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…