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DENTRO O FUORI, UN MURO È PUR SEMPRE UN MURO – AL MUDEC DI MILANO LA MOSTRA DI TVBOY, PROPRIO LO STESSO MUSEO SU UN MURO DEL QUALE TRE ANNI FA DIPINSE UN MURALE PER PROTESTA - BEPPE SALA, INVECE DI FARLO CANCELLARE, AVVIÒ UN DIALOGO CHE ORA HA PORTATO L’ARTISTA A ESPORRE 70 TELE - PRESENTE IN GALLERIE DI MEZZO MONDO, ADESSO VIVE A BARCELLONA E NON HA INTENZIONE DI TORNARE IN ITALIA: “IL MONDO DELL'ARTE ITALIANA È UN AMBIENTE ELITARIO, MAFIOSO NEI SUOI CIRCOLI CHIUSI, NON TI APRE LE PORTE. E ALLORA…”

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Carlo Ottaviano per “il Messaggero”

 

Abbasso le mostre, viva la mostra se mia. A voler banalizzare, potrebbe essere questo l'attacco ideale per parlare di TvBoy, il più noto street artist italiano le cui opere sono esposte fino a domani al Mudec di Milano. Cioè quello stesso museo su un muro del quale nottetempo, appena tre anni fa - dipinse un murale (ovviamente non autorizzato) di protesta raffigurante se stesso di spalle con la scritta official/un-official. 

 

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Beppe Sala, il sindaco, invece di far cancellare lo sfregio, avviò un dialogo che ora ha portato Salvatore Benintende (il nome dell'artista all'anagrafe di Palermo dove è nato 41 anni fa), a esporre 70 tele in uno dei musei più vivaci sotto il Duomo. 

 

L'ANTICIPAZIONE

Arriva così dopo la presenza in gallerie di mezzo mondo, spesso accanto a giganti come Warhol, Lichtenstein, Haring, Basquiat la definitiva consacrazione per (l'ex?) artista di strada che il grande pubblico italiano scoprì nel 2018. 

 

Il primo governo Conte (Lega-5Stelle) era forse solo nella mente del Signore quando l'ancora sconosciuto TvBoy stampò su un palazzo a due passi dalla Camera dei Deputati il murale del bacio in bocca tra Di Maio e Salvini che in poche ore divenne top trend su tutti i social. 

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L'ERASMUS

In Spagna dove vive (a Barcellona) dopo aver trascorso l'infanzia a Palermo e la formazione prima a Milano, poi a Bilbao aveva già messo a segno clamorosi colpi con baci tanto impossibili quanto famosi: Trump bocca a bocca con Papa Francesco; Messi e Ronaldo, avversari sui campi di calcio, abbracciati sotto la scritta l'amore è cieco. In Spagna si era fermato (dopo l'Erasmus a Bilbao) perché si sentiva un po' stretto in Italia. 

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IL SUCCESSO 

Incontrandolo a Barcellona qualche mese prima dell'exploit del bacio Di Maio-Salvini, del mondo dell'arte italiana ci disse: «È un ambiente elitario, mafioso nei suoi circoli chiusi, non ti apre le porte. E allora la strada diventa la tua galleria e la street art avvicina democraticamente la gente all'arte». Oggi, raggiunto il successo, TvBoy non rinnega quelle affermazioni. 

 

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«Quando mi chiedono che lavoro faccio spiega in un'intervista a Nicolas Ballario, curatore della mostra - sai che cosa rispondo? L'artista contemporaneo. Spesso gli artisti si imbarazzano a dire una cosa del genere, ma io rispondo così senza remore, perché faccio l'artista e sono vivo. E penso che l'arte debba aiutare a generare altra arte». 

 

La mostra, organizzata da 24Ore Cultura (catalogo, 144 pagine, 34 euro) racconta il percorso del prolifico artista, soffermandosi sulle sue principali tematiche: l'amore, il potere, gli eroi, la storia dell'arte. Il primo nucleo è dedicato ai baci, che hanno reso famoso TvBoy nel mondo. 

 

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Sul potere c'è anche la famosa immagine di Draghi trasformato nell'idraulico Super Mario Bros, chiamato a rattoppare le perdite dei tubi. Nella sezione dedicata ai suoi eroi personali ci sono Raffaella Carrà, Leonardo da Vinci e Greta Thunberg. Infine, le tele più impegnative dedicate alla storia dell'arte. 

 

LE REPLICHE 

Ovviamente con le correzioni e le brutture del tempo, come Adamo al telefono che fa aspettare Dio nel Giudizio Universale di Michelangelo. A replicare le opere di grandi artisti aveva pensato già una decina di anni fa, quando a Palermo coprì (autorizzato) le enormi vetrine di un grande magazzino con una versione rivisitata della Vucciria di Guttuso. Ormai famoso, se lo rifacesse ora, nessuno direbbe quel che gli gridavano allora. «Le persone ricorda - passavano, mi vedevano lavorare ed esclamavano ma chi minchia fai, ma cu minchia sii?.

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