IL DIVANO DEI GIUSTI – TRA I FILM BUONI DELLA SERATA NOTO CHE PASSA UNO DEI COEN BROTHERS PREFERITI, “L’UOMO CHE NON C’ERA”, BIANCO E NERO SOFISTICATISSIMO DI ROGER DEAKINS, UN GENIO, CON BILLY BOB THORNTON COME BARBIERE CON QUALCHE PROBLEMA CHE NON SMETTE MAI DI FUMARE – AVVERTO CHE STASERA C’È ANCHE “EMANUELLE: PERCHÉ VIOLENZA ALLE DONNE?”, TERZO FILM DELLA SAGA EMANUELLE, CON UNA EMME SOLA. OVVIAMENTE NON È  PROPRIO UN FILM FEMMINISTA DICIAMO, O PROTO-#METOO – VIDEO

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Il divano dei Giusti 5 novembre 2020.

Marco Giusti per Dagospia

 

Mentre infuria in tv lo scontro dei talk sulla sfida Biden-Trump e vedo che Mauro Corona ha trovato rifugia da Barbara Palombelli, ma non si scorda il primo amore…, avverto che stasera su Cine 34 alle 23, 05 passa “Emanuelle: perché violenza alle donne?”, terzo film della saga Emanuelle, con una emme sola, che unisce Joe D’Amato, Laura Gemser e la sceneggiatrice e giornalista Maria Pia Fusco, che firma qui la sceneggiatura da sola.

 

emanuelle perche' violenza alle donne? emanuelle perche' violenza alle donne?

Ovviamente non è proprio un film femminista diciamo, o proto-#metoo. La bella Emanuelle, ancora fotoreporter, si presenta come autostoppista nuda protetta da un minuscolo asciugamano. La acchiappa un camionista e la porta allo Sheraton, dove fanno l’amore. Lì incontra il torvo Ivan Rassimov nei panni del Presidente del comitato aiuti per il Terzo Mondo dell’Onu (vabbé…).

 

Poi vola a New york dove incontra un celebre guru, George Eastman alias Gigi Montefiori reduce dal western, che sostiene di aver scoperto il segreto del coito prolungato. Lo smaschera, poi fa l’amore con una ragazza che ha subito una serie di violenza e finisce per partire verso Hong Kong assieme all’amica Cora Norman, Karin Schubert non ancora scivolata nell’hard, per scoprire una tratta delle bianche.

 

Le due ragazze a Hong Kong scovano un cinese cattivissimo che fa accoppiare le ragazze con gli animali, ahi!, e lo rinchiudono con un cane sodomita. Nel finalone, Emanuelle torna a casa su un peschereccio dove sollazza tutta la ciurmaglia. Questo nelle note del tempo. Vai a sapere cosa vedrete davvero stasera.

 

 

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Noto che ci sono anche Marino Masè e Gianni Macchia, un emiro e il grosso Al Thomas, nero de Roma come eunuco. Seconda l’esperto Franco Grattarola qui non ci sono scene hard per l’estero con Marina Frajese. Nelle mie note risultava… Per la rivista specializzata “Delirium” tra i migliori della serie.

 

l’uomo che non c’era l’uomo che non c’era

Subito dopo, vedo, su Cine 34 alle 00, 25 parte “L’assassino è ancora tra di noi”, 1986, mostro-movie girato contemporaneamente a “Il mostro di Firenze”, sulla stessa tema, dal produttore di Z movies e qui regista, opera prima, Camillo Teti con Mariangela D’Abbraccia e Luigi Mezzanotte. La cosa assurda è che Teti è produttore anche del film rivale, “Il mostro di Firenze” appunto, diretto però da Cesare Ferrario, considerato più serio e meno caciarone.

l’assassino e' ancora tra di noi 3 l’assassino e' ancora tra di noi 3

 

Questo, girato in tutta fretta, 900 milioni di budget, location a Roma e dintorni, passa in censura rapidamente tagliando due sequenze che riguardano il primo delitto del mostro, e esce con un divieto ai 14 anni mentre il film di Ferrario è ancora in censura a lottare con tagli e un divieto ai 18 anni. Il pubblico fiorentino, però, lo accoglie malissimo. “Poche ambizioni d’autore”, scrive Ranieri Polese su “La Nazione”, anche se risulta una certa conoscenza della sintassi del racconto, dei meccanismi della paura e forse un impacciato pudore”. 

 

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Tra i film buoni della serata noto che passa uno dei Coen brothers preferiti, “L’uomo che non c’era”, Iris all’1, 45, bianco e nero sofisticatissimo di Roger Deakins, un genio, con Billy Bob Thornton come barbiere con qualche problema che non smette mai di fumare. A un certo punto sembra che non fumi, gli offrono una sigaretta e lui tira su la mano con la cicca accesa. Era solo fuori campo.

 

Ci sono anche Frances McDormand e James Gandolfini. Ambientazione da noir anni '40 alla James M. Cain. Lo adoro. Grandioso anche “L’importante è amare” di Andrzej Zulawski, Rete 4 alle 4, 45, con Romy Schneider, Klaus Kinski, Fabio Testi e Jacques Dutronc meraviglioso come critico di film di serie B e marito cornuto della Schneider, attrice finita in un porno, che è pazza di Testi, fotografo. Per amore, Testi le produce un “Riccardo III” interpretato da Kinski fuori di testa. Nella copia italiana vennero eliminate scene violente e erotiche. Purtroppo. Se pensate di vederle stanotte alle 4, 45 siete pazzi. Anche se non si sa mai…

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