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IL DIVANO DEI GIUSTI – STASERA, SE NON VEDETE “MANK” O “10 GIORNI CON BABBO NATALE”, C’È “VAMOS A MATAR, COMPAÑEROS”, PER ME IL MIGLIOR TORTILLA WESTERN DI SERGIO CORBUCCI CON TOMAS MILIAN E FRANCO NERO IMMERSI NELLA RIVOLUZIONE MESSICANA. NERO È DOPPIATISSIMO E FA IL FIGLIO DI MIGNOTTA EUROPEO CINICO E DISINCANTATO DALLA BATTUTA PRONTA, MENTRE MILIAN SI DOPPIA DA SOLO IN UN TRIONFO DI PAROLACCE PRE-MONNEZZA DI GRAN LIVELLO, MA È AI SUOI MASSIMI – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Stasera, se non vedete “Mank” di David Fincher su Netflix o “10 giorni con Babbo Natale” con Fabio De Luigi su Amazon, vi ricordo che su Cine 34 alle 21 c’è “Vamos a matar, compañeros”, per me il miglior tortilla western di Sergio Corbucci, Quentin Tarantino gli preferisce “Il mercenario”, con una canzoncina rivoluzionaria di Morricone che non vuole andarsene via neanche oggi dalla nostra testa. Cult di una generazione cresciuta a lotta politica e spaghetti-western.

franco nero vamos a matar companeros

 

La febbre prese soprattutto i vertici e la base di Potere Operaio di allora. Così scriveva Roberto Silvestri: “I western “extraparlamentari” di Corbucci accompagnarono il nostro movimento con un certo entusiasmo e molta curiosità: del ’70 è Vamos a matar compañeros con Tomas Milian e Franco Nero immersi nella rivoluzione messicana, con tutto il bagaglio di saggezza antica di un cinematografaro romano che la sa lunga, ha visto tutto e addita ai più fresconi la lezione del disincanto”.

 

tomas milian vamos a matar companeros

Per Steve Della Casa “Non sarà il miglior western, ma è il miglior esempio di quanto il Sessantotto sia penetrato negli strati più popolari e perché, quando i cortei stavano per scontrarsi con la polizia, mi veniva sempre in mente la scena finale e la musica del film”. Milian, qui, è Chato detto El Blasco, che ha proprio un basco guevariano ed è socio del mercenario Franco Nero (doppiato da Sergio Graziani), tal Yodlof, uno svedese esperto d’armi, contattato dal generale Mongo Alvarez, il notevole Francisco Bodalo, per liberare da Fort Yuma il professor Xantos, Fernando Rey, l’unico in grado di aprire una cassaforte in mano del generale.

 

Nero è doppiatissimo e fa il figlio di mignotta europeo cinico e disincantato dalla battuta pronta, mentre Milian si doppia da solo in un trionfo di parolacce pre-Monnezza di gran livello, ma è ai suoi massimi. Tra i due, però, la situazione era esplosiva. Notevolissimo Jack Palance come  cattivo con tanto di mano di legno e un falco amico, chiamato Mary Jane, che adora perché lo salvò dalla morte proprio rosicchiandogli la mano per liberarlo.

franco nero vamos a matar companeros

 

Nori Corbucci ricordava uno screzio tra Jack Palance e il marito con l’attore che va a protestare dalla produzione con la battuta “O lui o me”. La produzione, ovviamente, stava dalla parte di Corbucci. Franco Nero ricordava Palance come un uomo robusto, una persona eccellente, ma anche un animo sensibile, un poeta. “Ricordo che ogni tanto mi diceva: Franco… vado a scrivere una poesia su qualcosa”.

 

uma thurman come venere ne il barone di munchausen

Ma sono notevoli moltissime battute che scorrono nel film, come la risposta del  barista allo Svedese: “Il Generale Mongo in questo momento è occupato. Sta facendo la rivoluzione”. O la freddura dello Svedese ai giovani xantisti: “La nostra causa è giusta... Questa l’ho già sentita...”..

 

inside out

È come se Corbucci si fosse tolto fino alla fine la voglia di fare un Tortilla movie completamente libero e contaminato con la commedia, senza desideri troppo autoriali ma con una frenesia assolutamente onesta. Corbucci subì pure un processo a Bologna, dove era uscito in anteprima il film, per turpiloquio, perché Milian dice che deve andare “a fare la piscia”, e non era fine. Venne assolto.

 

 

serena grandi tranquille donne di campagna

Su Italia 1 alle 21, 20, invece, passa un grande recente film della Pixar come “Inside Out” di Pete Docter, dove i nostri sentimenti diventano veri e propri personaggi. Rai Movie alle 21, 10 si lancia su un classicone delle commedie con Tom Hanks e Meg Ryan, “Insonnia d’amore” di Nora Ephron. Si rivede sempre con piacere.

tranquille donne di campagna

 

Cielo alle 21, 20 presenta un non riuscitissimo “Tranquille donne di campagna” di Claudio De Molinis alias Claudio Giorgi, più drammatico che commedia sexy con Philippe Leroy padre-padrone nell’Italia fascista e un bel po’ di belle donne del tempo, Rossana Podestà, Carmen Scarpitta e una Serena Grandi proprio agli inizi come cameriera disponibile. Non ne ho un bel ricordo.

 

Rai Storia alle 21, 15 ci porta alla ri-lettura di un vecchio film di e con Pietro Germi che non abbiamo certo scordato, “Il ferroviere”, con Sylva Koscina e Saro Urzì in grande spolvero. Non credo sia bellissimo “Le avventure di Huck Finn” girato da Michael Curtiz nel 1960, Tv2000 alle 21, 20, con Eddie Hodges, Tony Randall, Neville Brand come indiano cattivo e un Buster Keaton un po’ frastornato.

 

woody harrelson assassini nati

 

Rivedrei volentieri, invece, “Assassini nati” di Oliver Stone su sceneggiatura bellissima di Quentin Tarantino con Woody Harrelson e Juliette Lewis in fuga dal mondo e grandi cammei di Robert Downey jr, Tommy Lee Jones. Ma il mondo di Tarantino e quello di Oliver Stone non erano così affini.

 

il barone di munchausen 1

La notte si chiude con un recente e bellissimo film di Jean-Luc Godard su Rai Tre, “Le livre d’image”, all’1, 20 e con un altro film di Sergio Corbucci, “Di che segno sei?”, Cine 34 all’1, 40, dove sono indimenticabili l’episodio della gara di liscio con Adriano Celentano e Lilli Carati (bellissima) contro la coppia Mariangela Melato e Jack La Cayenna e quello con Alberto Sordi che riprende il suo celebre personaggio di Nando Moriconi diventato bodyguard del cumenda Ugo Bologna. Sordi favoloso: "Mi hanno rapito il 'comenda', da oggi sono disponibile per un nuovo incarico".

le livre d’image

 

Più tardi passano su Italia 1 alle 2, 20 un film che amo molto di Terry Gilliam interamente girato a Roma con effetti speciali davvero pericolosi, “Il barone di Munchausen” con John Neville, Oliver Reed, Uma Thurman mai così belle come Venere, Robin Williams, l’ottimo mélo d’amour fou “Alaska” di Claudio Cupellini con Elio Germano e Astrid  Bergen-Frisbey, lei è fantastica…

 

 

l'amante perduta di jacques demy

Tardi, molto tardi arrivano anche il sempre divertente “I baccanali di Tiberio” di Giorgio Simonelli con la coppia Walter Chiari-Ugo Tognazzi che finiscono nell’antica Roma, Rete 4 alle 4, 55, dove incontrano perfino Abbe Lane, e un capolavoro di Jacques Démy girato a Los Angeles nel 1969 durante la guerra in Vietnam, “L’amante perduta” con Gary Lockwood fresco di “2001 odissea nello spazio” e Anouk Aimée che riprendeva il suo personaggio ultra-nouvelle vague di “Lola, donna di vita”.

 

 

C’è pure il gruppo californiano degli Spirit, che allora mi piaceva molto. Agnes Varda, moglie di Démy, aveva girato il provino di Harrison Ford, che era la prima scelta del regista per il ruolo del protagonista, ma la produzione lo rifiutò perché totalmente ignoto al pubblico. Mi ricordo che lo vidi da liceale con una ragazza bellissima, ma ero più affascinato dal film che da lei. Che scemo.

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