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IL DIVANO DEI GIUSTI – LE VERE SORPRESE, ANCORA UNA VOLTA VENGONO DALLA NOTTE. "CIELO" ALL’1 IN PUNTO LANCIA “I PECCATI DI MADAME BOVARY” CON UNA EDWIGE FENECH GIOVANISSIMA COME MADAME BOVARY. LA VERSIONE ITALIANA RIPORTA MOLTE SCENE ULTERIORI CON LA FENECH OVVIAMENTE NUDA DIRETTE IN SEGRETO DA SERGIO MARTINO – PER I FAN E I COMPLETISTI DEL CICLO EMANUELLE NERA, ALLE 23, 25 “EMANUELLE NERA N. 2”, MA NON CON LAURA GEMSER, ATTENZIONE BENSÌ CON UNA IGNOTA SHULASMITH LASRI… – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

mank 2

State digerendo “Mank”? Da che parte state, con Mank o con Welles? Non è facile capirlo. Lo ammetto. Però, ritornandoci, e ci ritorneremo temo per parecchio tempo, è un dilemma che già abbiamo vissuto, ma si vede non superato, dopo nei primi anni ’70 dopo il celebre articolo del “New Yorker” di Pauline Kael che restituiva al solo Mankiewicz la proprietà artistica della sceneggiatura.

 

non ci resta che piangere 3

E pochi anni dopo un altro critico, Richard Corliss, si domandava che effetto avrebbe fatto, nei titoli di coda di “Quarto potere”, sentire al posto della voce di Welles, quella di Mankiewicz dirci “Io ho ideato e scritto questo film. Il mio nome è Herman J. Mankiewicz”.

 

Anche i tanti wellesiani di casa nostra hanno trovato “Mank” un insulto al genio e alla teoria, ormai vecchiotta e superata dell’autore responsabile di tutto. La verità è che il dilemma Mank/Welles smonta dal profondo la politica degli autori e molti vecchiumi della critica. Welles, cialtrone geniale, esattamente come Fellini, si appropriava di tutto. E’ una storia che capita spesso. Questo non scalfisce la sua grandezza.

 

non ci resta che piangere 4

Stasera alle 21 e dintorni la vera sorpresa mi sembra “Non ci resta che piangere” di e con Massimo Troisi e Roberto Benigni su Rete 4. Ci fece molto ridere a tutti il viaggio nel tempo di Troisi e Benigni nella città di Frittole, dove incontrano Carlo Monni come Vitellozzo, Paolo Bonacelli come Leonardo Da Vinci e Amanda Sandrelli come bella ragazza da conquistare.

 

mi manda picone

Fu un grande successo al tempo, scombinato come struttura, ma pieno di vita.  Cambiò completamente la carriera di Benigni, che fino allora era stata un comico eccezionale ma non così fortunato al cinema. Sceneggiatura, ammesso che sia mai esistita, scritta assieme a Vincenzo Cerami e Giuseppe Bertolucci. Una mano la dette pure il nostro amico Alberto Farassino, non so esattamente su cosa. Tutti morti, ahimé. Rimane solo Benigni.

 

 

julia roberts brad pitt the mexican

Vedo che Rai Storia propone alle 21, 30 “Mi manda Picone” di Nanni Loy con Giancarlo Giannini, Lina Sastri, Clelia Rondinella, e i grandi Carlo Croccolo e Aldo Giuffré. Prima o poi dovremo fare i conti con Nanni Loy, un autore, anche televisivo, che non ha avuto le attenzioni critiche che spesso meritava.

 

Tralascerei “The Mexican”, Paramount alle 21, 10, uno dei rari film di Gore Verbinski che non funziona, malgrado la storia e malgrado un cast impressionante, Brad Pitt, James Gandolfini, Julia Roberts. Non parliamo poi del disastro che è stato “Il GGG” di Steven Spielberg con Mark Rylance come Grande Gigante Gentile, 21, 20 su Italia 1, che non coglie nulla o quasi dello spirito di Roald Dahl, per colpa anche di questi trucchi impossibili. Ricordo che a Cannes rimasi delusissimo.

 

il ggg 1

Meglio il vecchio cartoon costruito sulle tavole originali di Quentin Blake. Il problema, magari, era anche che per noi il GGG è solo quello disegnata da Quentin Blake, quindi quello di Spielberg facciamo fatica a accettarlo.

 

Cine 34 si butta su un grande successo della coppia Castellitto-Mazzantini alle 21, “Venuto al mondo”, con Penelope Cruz, Emile Hirsch e il piccolo Pietro Castellitto. Mi sembrò un po’ ridicolo, lo ammetto. Trovai invece una bella sorpresa “Mai stati uniti” di Carlo Vanzina, Rai Movie alle 21, 10, un ritorno alle vacanze americane vanziniane con Ambra, Anna Foglietta, Vincenzo Salemme, Ricky Memphis, un grande Maurizio Mattioli, Giovanni Vernia col pisello di fuori.

mai stati uniti

 

In seconda serata vedo che Rai Movie propone l’ottima commedia di Francesco Amato “Lasciati andare” con Toni Servillo e la spagnola Veronica Echegui. Ma ruba la scena a tutti un Luca Marinelli scatenato, a metà  tra il Vittorio Gassman de I soliti ignoti e il Diego Abatantuono di Fico d’India, come Ettore, fidanzato coatto e pericoloso della Echegui. “Vojo esse n’omo mejo”, dice tra le lacrime  alla ragazza.

 

la casa 2 3

Al punto che rischiamo un po’ di perdere di vista la storia che avevamo seguito per oltre un’ora scritta con grazia e interpretata alla perfezione da Toni Servillo come Elia Venezia, taccagnissimo psicanalista ebreo-romano, e dalla spagnola Veronica Echegui, come Claudia, personal trainer coattella e scollata che si innamora sempre delle persone sbagliate. Questo è un po’ l’unico appunto di struttura di racconto che si può fare a questa riuscitissima commedia di serie A.

 

edwige fenech i peccati di madame bovary 7

Inutile che vi dica che capolavoro sia “La casa 2” di Sam Raimi con Bruce Campbell, degno sequel di un film meraviglioso. Potete vederlo stasera su Mediaset Italia 2 alle 23, 25. Ma le vere sorprese, ancora una volta vengono dalla notte. Cielo all’1 in punto lancia “I peccati di Madame Bovary” diretto da Hans Schott-Schöbinger, che si firma John Scott, il famigerato regista di “Andrée” con una Edwige Fenech giovanissima come Madame Bovary e un cast di tedeschi, Peter Carsten, Gerhard Riedmann.

 

Edwige, dopo una serie di  piccoli film di coproduzione non da protagonista ha qui un film tutto suo da protagonista. Ma la versione italiana riporta molte scene ulteriori con la Fenech ovviamente nuda dirette in segreto da Sergio Martino per rendere il film più forte su richiesta del fratello Luciano, produttore.

 

venuto al mondo 2

Già a un anno di distanza dall’uscita del film, Edwige inizia il lamento: “Andai a vedermi Bovary recalcitrando e vergognandomi moltissimo. Quando è arrivata la scena allo specchio, dove io apro la camicia da notte e mostro il petto nudo, ho sentito davanti a me un signore esclamare: ‘’Mazza quanto è bona!’. Era accanto alla moglie. Lei gli ha dato uno schiaffo e se ne è andata via. Mi sono vergognata moltissimo… Tutti quegli spogliarelli incredibili io non me li aspettavo, le giuro, io non li volevo e ho litigato a sangue col produttore, con mezzo mondo, ma quelli, inflessibili: ‘Tu hai firmato, tu ti denudi’. E  alla fine che fai? Cedi. (..) Comunque Madame Bovary mi ha portato molto, le assicuro, come nome e come soldi”. Ecco.

 

 

gli indomabili dell’arizona

Per i fan e i completisti del ciclo Emanuelle Nera, Cielo propone alle 23, 25 “Emanuelle Nera n. 2” di Bitto Albertini, ma non con Laura Gemser, attenzione, che era stata presa sotto contratto da Joe D’Amato, bensì con una ignota Shulasmith Lasri, pare fosse israeliana qui al suo unico film, che il regista ribattezza Emanuelle Nera (che classe…) oltre ai fedelissimi della serie Angelo Infanti, Don Powell, Dagmar Lassander.

 

La storia oia vede questa nuova Emanuelle Nera, professione fotomodella, che cerca di ricostruire il suo passato dopo una terribile esplosione durante la guerra in Libano. In Inghilterra il film esce, più propriamente, col titolo “The New Black Emanuelle”.

edwige fenech i peccati di madame bovary 0

 

Intanto  su la7, finiti i talk politici, si sparano un capolavoro comico come “Fracchia contro Dracula” di Neri Parenti dove Paolo Villaggio-Fracchia, che lavora in una scalcinata agenzia immobiliare, per soddisfare le esigenze del cecatissimo Gigi Reder, che cerca una casa vicino Roma a 5 milioni di lire trattabili, lo trascina sulla sua utilitaria in Transilvania per vendergli l’unica casa comprabile a quel prezzo, cioè il maniero del conte Dracula, qui interpretato dal simpatico Edmund Purdom, con tanto di sorella vampiretta, Anja Pieroni, e Igor, Giuseppe Cederna perfetto nel ruolo.

 

Reder, cecato come una talpa, non capisce bene dove è finito, mentre Fracchia è desiderato dalla vampiretta, che ha scoperto che è vergine. Attenti che nella scena del ballo dei vampiri c’è pure Plinio Fernando come vampiretto. Cine 34 alle 2 presenta un raro, ma solo perché non lo rivedo da allora, “A mezzanotte va la ronda del piacere”, polpettone male amalganato di commedia all’italiana diretto da Marcello Fondato con scarso brio ma interpretato da un sueprcast, Claudia Cardinale, Monica Vitti, Vittorio Gassman, Giancarlo Giannini e da un Renato Pozzetto che fu infilato a riprese finite perché andava di moda.

 

a mezzanotte va la ronda del piacere

 

Mi sembrò un disastro. Mi piacerebbe parecchio vedere invece “Gli indomabili dell’Arizona”, Iris alle 2, 30, diretto da Burt Kennedy e interpretato da Henry Fonda e Glenn Ford nel 1965. Erano i primi anni degli spaghetti western e nessun regista americano si capacitava del successo dei film di Leone.

 

lasciati andare 1

In un celebre reportage di “Film Review” del 1969, proprio Burt Kennedy spiega al vecchio Ford che spagnoli e italiani fanno anche loro dei western. “Stai scherzando?”, dice Ford. E Kennedy: “No, hanno i loro e sono anche popolari”. John Ford gli chiede: “E come sono?” E Burt Kennedy lapidario: “No story, no scenes. Just killing”, cioè “Nessuna storia, nessuna scena. Solo ammazzamenti”.

 

 

 

mi manda picone 3

Cerchiamo di registrare, invece, su Rai 3 alle 2, 50, il rarissimo “Cronache del 22”, cinque episodi diretti da registi esordienti, Francesco Cinieri, Giusepe Orlandini, Guidarino Guidi, Moraldo Rossi, Stefano Ubezio che raccontano ognuno a modo loro la marcia su Roma e l’avvento del fascisco in Italia. Fra gli attori ricordiamo Adriana Asti, Andrea Checchi, Franco Giacobini Cosetta Greco, sorella di Moraldo Rossi, e Paolo Poli. Canzoni di Dario Fo e Fiorenzo Carpi cantate da Laura Betti. L’ho visto un secolo fa. Vattelo a ricordare…

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