fabio fazio michele serra

FAZIO, CHE STRAZIO! - L'EX DIRETTORE DELL'ESPRESSO GIOVANNI VALENTINI IMPALLINA SU “IL FATTO” IL "MARCHETTIFICIO" BY FABIOLO FAZIO, TRA SUPER STIPENDIO E CONFLITTO DI INTERESSI CON LA SOCIETA’ OFFICINA - "LE INTERFERENZE DI SALVINI? RISCHIANO DI RAFFORZARLO". E UN SILURO ARRIVA ANCHE A MICHELE SERRA: "FAZIO COME BIAGI? NON SCHERZIAMO"

GIOVANNI VALENTINI

Giovanni Valentini per “Il Fatto Quotidiano”

 

"L`audience, di per sé, non può aggiungere nulla ai codici di un Servizio pubblico" 

(dall’intervento di Sergio Zavoli al Seminario della Commissione di Vigilanza Rai - Roma, 24 novembre 2009)

 

Può anche darsi che, nei piani della Lega, Fabio Fazio sia la "vittima designata" per impossessarsi definitivamente della Rai. E un`occupazione manu militari del servizio pubblico televisivo da parte del Carroccio, nel segno della lottizzazione partitocratica, non sarebbe certamente auspicabile.

 

FABIO FAZIO E MICHELE SERRA

Ma ciò non toglie che le critiche manifestate da Matteo Salvini sul maxi-compenso del conduttore e dal presidente Marcello Foa sull`esaurimento della sua "carica innovativa" abbiano un fondamento oggettivo. Se si parte dall`assunto che non può essere l`audience a giustificare il servizio pubblico, non basta appigliarsi ai dati di ascolto delle trasmissioni condotte da Fazio (‘’Che tempo che fa’’ e ‘’Che fuori tempo che fa’’) per giustificare un compenso stratosferico come il suo (quasi 9 milioni di euro in quattro anni).

fazio salvini

 

Né si possono fare i conti fra quanto costano e quanto ricavano in termini di spot i due programmi di Rai1, come se si trattasse di una qualunque rete commerciale piuttosto che dell`ammiraglia della televisione pubblica. Non è da oggi, del resto, che chi scrive sostiene la necessità di un duplice affrancamento della Rai dalla sudditanza alla politica e dalla schiavitù dell`audience, tanto più che adesso il canone d`abbonamento è inserito nella bolletta elettrica.

 

C`è poi un aspetto particolarmente delicato - su cui è in corso un’istruttoria davanti alla Corte dei Conti - che riguarda il conflitto d`interessi in capo a Fazio, conduttore e produttore di se stesso, in forza del contratto (circa 10 milioni all`anno) con la società "Officina" di cui è proprietario al 50%.

 

FAZIO-SERRA-FREAK ANTONI

Tant`è che - come si sa - ha scelto di dimettersi dall`Ordine dei giornalisti per diventare "artista" e per poter percepire così il suo astronomico compenso, al di là dei "tetti" fissati dalla legge per le aziende pubbliche. A maggior ragione, dunque, il conduttore non può essere paragonato a un professionista del calibro di Enzo Biagi, come s`è avventurato a sostenere Michele Serra su ‘’Repubblica’’, rimbeccato giustamente dal deputato del Pd Michele Anzaldi.

marcello foa 5

 

In realtà, al di là del fatto che le interferenze di Salvini rischiano alla fine di rafforzare la posizione di Fazio, non ha tutti i torti Foa a rimproverare al conduttore-produttore di aver perso la "capacità innovativa". Spesso le sue trasmissioni si trasformano in una passerella di attori, comici e giornalisti amici, con l`accomodante ospitata di qualche politico, per promuovere film, spettacoli teatrali, canzoni, libri, non sempre degni di una rete come Rai1. Una specie di "marchettificio", vale a dire "il luogo - per citare il vocabolario Treccani delle esibizioni compiacenti e interessate", "propizio per catturare i favori del miglior offerente". 

 

enzo biagi

Con l`occasione si può ricordare al bi-presidente sovranista, messo ora sotto accusa dalla convergenza M5S-Pd in Commissione di Vigilanza per il doppio incarico di presidente della Rai e di RaiCom, l`ormai dilagante tendenza di molti conduttori e conduttrici televisivi a fare pubblicità, in veste di testimoni al, dentro e fuori i propri programmi.

 

Secondo la terminologia della normativa antitrust, dovremmo parlare di "pubblicità ingannevole" e di "pratiche commerciali scorrette", dal momento che il contenuto televisivo si confonde con il messaggio pubblicitario sfruttando il "potere mediatico" del conduttore-testimonial. Forse, la "Rai del cambiamento" potrebbe cominciare una buona volta da qui.

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...