gustavo rol e federico fellini

FELLINI OCCULTO - LA RICERCA DELL'ARCANO E DEL TRASCENDENTE HA CARATTERIZZATO LA VITA DEL REGISTA - SI CIRCONDAVA DI CARTOMANTI E SENSITIVI, MAGHI E INDOVINI - IL RAPPORTO CON L’OCCULTISTA GUSTAVO ROL FU DECISIVO NEL DARE UNA SVOLTA AL FILM “CASANOVA”, LA CUI LAVORAZIONE, DURATA PER TRE ANNI, SI ERA IMPELAGATA NELLE DIFFICOLTÀ - GRAZIE AD ALCUNE SEDUTE SPIRITICHE IN CUI SAREBBE STATO EVOCATO GIACOMO CASANOVA, FELLINI RIUSCÌ A SBLOCCARSI - IL LIBRO DI MARINA CERATTO BORATTO E IL DOCUMENTARIO DI ANSELMA DELL'OLIO

1 - FELLINI DEGLI SPIRITI E DELL'ALTRO MONDO

Alessandra Levantesi per “la Stampa”

 

la cartomante di fellini marina ceratto boratto

Sebbene il titolo in terza persona possa sviare, La cartomante di Fellini è la stessa Marina Ceratto Boratto, autrice di un libro tanto affascinante quanto impossibile da definire. Un ritratto ravvicinato del maestro riminese? Un'autobiografia celata fra le righe di un'altrui biografia? Un flusso di coscienza? Lo spaccato di un momento magico del cinema italiano? Una confessione, una sorta di terapia junghiana? Fluviale e appassionato, La cartomante di Fellini (Baldini+Castoldi) è tutte queste cose.

 

E pur procedendo nel tempo e nello spazio per scarti, ricordi, assonanze, parentesi, è ondivago solo in apparenza: perché non perde mai di vista il suo baricentro, o meglio il suo Faro, ovvero Federico. La cornice è la Roma in gran fermento artistico e culturale degli anni Sessanta, l'io narrante una timida studentessa della scuola prestigiosa cattolica Cabrini, così religiosa che pensa di farsi suora.

 

caterina boratto

Il deus ex machina è l'incontro del destino fra Fellini e la mamma di Marina, l'attrice Caterina Boratto ritiratasi dalle scene per via del matrimonio con il gelosissimo Armando Ceratto, proprietario della clinica Sanatrix di Torino. Colpito dalla bellezza incontaminata di Caterina, il Maestro le inventa un ruolo, La Signora Misteriosa, nel film che si appresta a girare. Ed è così che, con indosso un tubino verde smeraldo degno dell'occasione, Marina approda sul set di 8 e mezzo, nei corridoi del Palazzo delle Civiltà dell'Eur dove le si palesa un uomo alto, magro, la giacca nera sbadatamente gettata sulla spalla che subito la abbraccia e apostrofa con i nomignoli «tesorino, Marinella, Marinotta, pastrocchia, bambocciona» con cui la chiamerà sempre.

 

marina ceratto boratto

All'adolescente il maestro appare: «Un testimone, un profeta o un apprendista stregone al primo incontro, lo ammetto, sospettai che fosse il diavolo incarnato». Ma è subito amore, seppur un amore sublimato: su quel set-harem orchestrato dal regista con piglio di giocoliere e popolato di divi, attori, comparse e straordinari collaboratori come Nino Rota, Gianni di Venanzo, Piero Gherardi, Marina capisce che «accetterà Fellini per sempre, difetti inclusi».

 

Nel corso di quasi cinquecento pagine, che tuttavia volano, la Ceratto annota tutto quel che ha visto e sentito sull'arco di una frequentazione interrotta solo dalla scomparsa di Fellini - il metodo di lavoro e gli insanabili contrasti con Giulietta (Masina), i complicati rapporti umani e le scivolate depressive - delineando la figura di un seduttore esplosivo, vitalissimo, spiazzante, poetico, dietro il quale si cela un uomo umbratile, tormentato, saturnino. Poco a poco, Marina scopre di condividere con l'adorato regista la sensibilità per l'arcano, il magico, il trascendente, l'analisi junghiana; e Federico, perennemente circondato da maghi (a partire da Gustavo Rol) e indovini, la nomina sua lettrice di tarocchi.

 

federico fellini e marina ceratto boratto

«Sopravvalutando le mie facoltà di sensitiva» scrive lei, ma è proprio grazie al suo radar di percettiva che un giorno entra nella farmacia di Anna Giovannini, la compagna segreta di Fellini. «Occhi turchini, fisico da signora grandi firme, voce melodiosa e avvolgente», Annina è una donna dalla sensualità materna che Federico ama in modo esclusivo e possessivo: ogni volta che può va da lei, quando lavora la inonda di telefonate e bigliettini. Nella sua esistenza di «traditore seriale», l'amante Anna così come la moglie Giulietta rappresentano punti fermi e inamovibili: «C'è qualcosa di eterno e necessario nell'unione di due esseri» confida; le donne sono un pianeta misterioso su cui non cessa di proiettare sogni e incertezze.

 

E del resto per Fellini la vita stessa è sostanzialmente materia artistica, «un'amalgama incandescente» da esorcizzare e tradurre visionariamente sullo schermo. Vuoi in film «sortilegio» come 8 e mezzo, in film mai realizzati come il Mastorna; o in quel viaggio archetipo nella Roma antica che è il Satyricon.

 

federico fellini e gustavo rol

Un'opera, quest' ultima, dalla lunga e difficile lavorazione nel corso della quale Fellini «smantella gran parte del suo calore» nei riguardi di Marina. Lei ne soffre; ma se quella sorta «di pugno ricevuto in pieno volto» le da la spinta per affrancarsi, l'ammirazione e l'affetto rimangono intatti. Come si evince dalla lettura di questa torrenziale lettera d'amore che, restituendo con vividezza di Fellini il contraddittorio carisma, aiuta a penetrane lo straordinario mondo poetico.

 

Un esempio? «Gli piacevano le stazioni ferroviarie adorava il mare d'inverno, perder tempo nei ristoranti deserti, meditare nelle chiese vuote e cos' altro gli piaceva? Il suono delle campane, i letti molto alti, i fratelli Marx, Buster Keaton, John Ford, Bunuel, James Bond, Matisse, Piero della Francesca i romanzi di Simenon e Dickens, le ciliegie amava attendere anche se invano la donna che desiderava».  

 

federico fellini

2 - "GRAZIE ALLE SEDUTE SPIRITICHE CON L'OCCULTISTA ROL RIPRESE A LAVORARE AL PROGETTO DI CASANOVA"

Franco Giubilei per “la Stampa”

 

Sondare il mondo magico di Fellini è un po' come avventurarsi nell'inconscio del maestro, la cui fascinazione per il mistero e l'occulto risale all'infanzia, quando i suoni della campagna riminese si trasformavano nelle strane visioni di Federico bambino. Episodi che sono stati raccontati dallo stesso regista, segni precoci di una passione che non lo lascerà mai più e che ispirerà tutta la sua produzione, nella ricerca di un senso delle cose in cui immaginazione e realtà si sovrappongono continuamente. Ora questo aspetto, centrale nella sua opera come nella sua biografia, viene esplorato nel documentario Fellini degli spiriti di Anselma Dell'Olio che sarà presentato in anteprima dalla Cineteca di Bologna il 23 agosto alla rassegna «Il cinema ritrovato».

 

federico fellini

Selezionato dal Festival di Cannes nella sezione «Classics Sélection officielle», dal 31 agosto sarà distribuito nelle sale da Nexo Digital. Fra i protagonisti ci sono la cartomante che Fellini consultava regolarmente, Marina Ceratto, e poi Giuditta Mascioscia, la sensitiva che porta direttamente a un altro personaggio fondamentale in questo viaggio nei rapporti del maestro con il soprannaturale, cioè Gustavo Rol: «Fellini lo conobbe nel 1965 (l'anno di Giulietta degli spiriti, ndr), durante il viaggio di Dino Buzzati in cui lo scrittore raccontava per il Corriere l'Italia del mistero, e ne restò affascinato - spiega Marco Leonetti, direttore della Cineteca di Rimini -. Di fatto, Rol, che era un noto sensitivo, nella sua vita prese il posto dello psicanalista junghiano Ernst Bernhard, morto poco tempo prima e figura molto rilevante per lui».

caterina boratto

 

Un ruolo importante, quello giocato dall'occultista torinese nella vicenda umana e artistica del regista: «Rol è stato decisivo nel dare una svolta al film Casanova, la cui lavorazione, prolungatasi per tre anni, si era impelagata nelle difficoltà di Fellini con un personaggio che detestava - aggiunge Leonetti -. Grazie ad alcune sedute spiritiche col sensitivo, in cui sarebbe stato evocato Giacomo Casanova, il maestro sarebbe riuscito a trovare la chiave giusta per raccontarlo. Sarà ancora Rol a convincere Fellini ad abbandonare il progetto del film su Mastorna».

 

Il documentario di Dell'Olio chiama in causa anche collaboratori e amici stretti del regista, oltre a colleghi come William Friedkin (autore de Il braccio violento della legge e L'Esorcista) e Damien Chazelle (Oscar per La La Land), tutti contributi alternati a preziosi materiali d'archivio di Rai Teche e Istituto Luce.

 

gustavo rol e federico fellini

Il fil rouge resta lo sguardo di Fellini verso quell'Oltre che affiora puntualmente nella sua opera sotto forma di apparizioni enigmatiche e strettamente imparentate col sogno, un'altra dimensione tanto amata dal nostro da trasformarsi nell'omonimo Libro, che raccoglie i disegni delle sue visioni notturne: «Nei film di Fellini compaiono come Epifanie, in un incrocio fra visibile e invisibile - conclude Leonetti -, si tratti dell'immagine del Rex in Amarcord come di Sordi in altalena nello Sceicco bianco o del Cristo trasportato dall'elicottero della Dolce vita: sono cancelli di comunicazione con un mondo altro».

federico fellini GUSTAVO ROLCatterina Gustavo RolGustavo Rolfederico fellini e gustavo rol

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…