giorgio montanini daniele luttazzi enrico brignano

“BRIGNANO FECE INVERSIONE CON LA MACCHINA E MI GRIDO’: ‘MA LI MORTACCI TUA, FIJO DE ’NA MIGNOTTA’” - GIORGIO MONTANINI AL VELENO CONTRO IL COMICO ROMANO, CHE LO FECE CACCIARE DALLA STESSA AGENZIA PER CUI LAVORAVANO. IL MOTIVO? BRIGNANO SE LA PRESE PER I MONOLOGHI IN CUI MONTANINI LO INSULTAVA: "IO SONO FUMANTINO, MA L'HO VISTO E PENSATO 'QUESTO ME MENA'. AVEVA UNA FACCIA LUCIFERINA" - "LUTTAZZI? È UN CRIMINALE ARTISTICO PERCHÉ..." - VIDEO

 

giorgio montanini

Estratto dell’articolo di Beniamino Carini per www.mowmag.com

 

Giorgio Montanini al podcast Tintoria, fra le tante cose che ha raccontato, ha finalmente chiarito il suo trascorso burrascoso con Enrico Brignano, che ha caratterizzato i suoi inizi. Partito con Satiriasi in un piccolo locale, ha spiegato il perché aveva preso di mira il comico romano e la sua reazione alle battute taglienti quando ha scoperto i suoi video:

 

GIORGIO MONTANINI

“La comicità alla Zelig, come la sua, allora era al top, faceva 12 milioni di telespettatori come la partita della Nazionale di calcio. Poi arrivano quattro imbecilli come noi che iniziano a fare in un locale con dentro 50 persone un’altra cosa.

 

Eravamo contro loro, una formica contro un rinoceronte. Solo la contrapposizione poteva darci un po’ di visibilità. Così abbiamo iniziato ad attaccare. E con Brignano è stato un macello…”. Ecco tutto quello che è successo.

 

Così illustra due episodi inediti, da un lato spassosi ma anche a tratti inquietanti. “Quando ero a Satiriasi ci gasavamo e avevo preso Brignano come nemico. Lui lo conoscevano in 10 milioni, a me nessuno. Passano gli anni, faccio Nemico Pubblico sulla Rai e intanto anche Comedy Central. 

 

 

GIORGIO MONTANINI

Una sera venne Brignano a vedermi. Quella sera, per rispetto, non dissi niente contro di lui. Quando finisce la serata lo sento che mi ferma e mi dice: ‘Ti ho visto, sei proprio bravo, perché non vieni a Fregene, dove abitava al mare, a scrivere lo spettacolo nuovo? Io rispondo: ‘Grazie ma non credo di essere in grado. E lui: ‘Non ti preoccupare, ti cucino uno spaghetto allo scoglio…’.

 

Io che l’avevo insultato fino a quel momento, penso: spero che non veda mai un mio video”. E invece succede: “Ci penso un attimo, poi chiamo il mio agente, avevamo la stessa agenzia, e gli chiedo di usare un modo gentile di declinare. Lei lo fa, ma Brignano affascinato da Montanini va a vedere i miei video. E lì succede un bordello…”. Che cosa? “Mi fa cacciare dall’agenzia. Poi un giorno vado a registrare Nemico Pubblico, passa per strada e mi riconosce.

ENRICO BRIGNANO

 

Fa inversione, mi ferma, imbarca la macchina e non fa svoltare le auto per Termini, e grida: ‘Ma li mortacci tua, fijo de na mignot*a. Io sono abbastanza fumantino, ma ho visto Brignano e pensato: questo me mena. Ho visto il diavolo. Una faccia luciferina.

 

Sono rimasto in macchina. Sono ripartito e da lì è finita. Ma con Brignano non rinnego niente. Quello che ho sempre pensato lo penso sempre”. E ha concluso: "L'avevano chiamato 'l'editto Brignano', perché si era saputa questa cosa e come l'editto bulgaro di Berlusconi uscì sui giornali".  

 

Ma l’incontro a Tintoria, podcast condotto da Stefano Rapone e Daniele Tinti prosegue e Montanini rivela un’altro dissing con un collega allora molto famoso: Daniele Luttazzi: “Mi identificavo in un certo modo di fare comicità grazie a Luttazzi. Volevo fare quello che faceva lui, lo amavo in maniera viscerale. Un giorno vado all’Olimpico a Roma, prendo i biglietti per vederlo. Mi metto vicino a Marco Travaglio…”.

 

GIORGIO MONTANINI

Ma il problema è arrivato dopo: “Finito lo spettacolo vado dietro i camerini per abbracciarlo. Poi mi mandano un video: ‘Il meglio non è di Daniele Luttazzi’, c’erano tutti i suoi monologhi e il corrispettivo dei comici americani. Per me un tradimento vero. Poi con Satiriasi prendo il posto di Luttazzi nell’immaginario culturale.

 

Avevo riempito un vuoto. E inizio a ricevere messaggi strani: "Copi Luttazzi". Finché non mi arriva un dossier di 60 pagine. Un blog con un solo articolo. Come della Cia, ma contro di me che difende Luttazzi. Non ho le prove per dire che è stato Luttazzi… però era Luttazzi…

 

Daniele - si rivolge direttamente a Luttazzi - se pensi di non essere stato tu dimmi: Giorgio non ero io. Però era Luttazzi, con il suo modo di scrivere. Era lui. A me dispiace. Ho rispetto per Luttazzi? No. Non puoi copiare l’anima di altri comici. Se lo fai sei un infame”.

ENRICO BRIGNANO

 

Rapone prova a rivolgersi a Luttazzi per averlo ospite, ma Montanini lo gela: “Non verrà a Tintoria. Ha sbagliato, è un criminale artistico. Ti appropri dell’identità di altri comici, sei squalificato a vita. Ti vuoi redimere? Sali sul palco con spettacoli nuovi. Non lo ha mai fatto. Vieni qui, visto che la tv ti manipola, e parli. Non devi discolparti, racconta la tua versione. Se poi scompari e riappari in maniera subdola lasci il fraintendimento”.

DANIELE LUTTAZZI ENRICO BRIGNANOenrico brignano volevo un figlio maschioDANIELE LUTTAZZIDaniele luttazzidaniele luttazzidaniele luttazziGIORGIO MONTANINI

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...