giulia maria crespi

“DALL'EPIDEMIA E' ARRIVATO UN AVVISO AL MONDO” - GIULIA MARIA CRESPI, GRAN SIGNORA DEL ‘FAI’: “GIUSTO CHIUDERE MONUMENTI E CINEMA, LA SICUREZZA VALE PIÙ DI OGNI ALTRA COSA MA NON IGNORIAMO IL FALLIMENTO DI UN SISTEMA CHE HA DISTRUTTO L'AMBIENTE E I BENI COMUNI, FACENDO PREVALERE L'EFFIMERO E L'ARRICCHIMENTO INDIVIDUALE…” (CERTO, DETTO DA UNA MILIARDARIA...)

Giangiacomo Schiavi per il “Corriere della Sera”

 

giulia maria crespi

«In questi giorni ho pensato alla storia», dice Giulia Maria Crespi, gran signora del Fai e dell' impegno civile. E la storia prima del coronavirus ha visto imperi crollare, devastazioni, guerre, epidemie, dalle quali è uscito un mondo in cerca di nuovi equilibri, attraversato da fermenti creativi nell' arte e nella cultura.

 

La malattia che infetta l' Italia e il mondo è un grande allarme sanitario, ma per lei è anche un brusco avvertimento. «Ci fa capire come da un giorno all' altro tutto quello che avevamo può non esserci più. La nostra civiltà retta sul denaro e sulla finanza può crollare da un momento all' altro, le cose che avevano valore di colpo non ne hanno più e si comincia a dare un senso a quel che abbiamo trascurato».

 

A 96 anni non è spaventata dalla vecchiaia ma dall' idea sbagliata che qualcuno ha della vecchiaia come vuoto a perdere, e trova che sia stato giusto chiudere la Scala, il Duomo, i cinema e i teatri perché la sicurezza delle persone vale più di ogni altra cosa.

giulia maria crespi

 

«Ricordo la guerra, le bombe su Milano, la Scala che riapre tra le macerie e la voglia di vivere nell' Italia liberata, ma non ho mai dimenticato la voce di Churchill alla radio che parla di lacrime, sudore e sangue...».

 

Per lei siamo a un bivio della storia anche con il coronavirus. «Impone di seguire le regole sanitarie che ci vengono dettate, ma non possiamo ignorare il fallimento di un sistema che ha distrutto l' ambiente e i beni comuni, facendo prevalere l' effimero e l' arricchimento individuale. Tutto a scapito della scuola, della cultura e dei territori, lasciati senza piani regolatori, trascurati e depredati con il saccheggio e l' abusivismo». Altri virus che hanno impoverito la terra, drogata con pesticidi e glifosati per farla rendere. Ed è la febbre della terra, con il business del turismo usa e getta dei torpedoni e della navi a Venezia, la mancanza di mezzi alla scuola «che dimentica la musica, trascura la storia dell' arte, ignora la geografia», l' abbandono dei luoghi appenninici e la svalutazione delle soprintendenze che la preoccupa. «Non si può dire che ripartiremo e andrà tutto bene. Bisogna dire le cose come stanno, alla Churchill».

Ermolli e Giulia Maria Crespi

 

E oggi le cose per il Pianeta vanno male. «Bisogna trovare le connessioni positive, ricreare un' armonia, che non sia solo distruttiva e finalizzata all' arricchimento. Penso alle piante e alla metafora del loro modello sociale, come scrive Stefano Mancuso, ai filapperi delle radici che cercano altri filapperi per tenersi uniti. Senza le piante saremmo un pianeta morto.

 

PIERGAETANO MARCHETTI GIULIA MARIA CRESPI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO

E allora, o noi cambiamo la precarietà di questo nostro modo di vivere che ha deificato robot e WhatsApp, oppure ci dovremo rassegnare alla catastrofe. Io non sono pessimista, ho fiducia nei giovani, sono migliori di chi li ha preceduti, ma per il dopo serve uno spirito nuovo, capace di pensare al bene comune». È Goethe con il Faust che Giulia Maria Crespi cita a memoria, quasi per esorcizzare le paure mentre i tg raccontano che si allarga la zona dei contagi.

 

«... Come tutto s' intesse nel gran tutto/ e ogni cosa nell' altra opera e vive/ Come, salendo e discendendo alterne/ le celesti energie vedo scambiarsi/ le secchie d' oro...». Dipende da noi, dice Giulia Maria Crespi, accendere scintille nel buio, capire questo brutale avvertimento come un altolà. «Dopo i 93 anni, mi sono sentita più sola, la mia casa è piu vuota, ma è come se avessi allargato la visione del mondo. Dobbiamo creare come le radici delle piante reticoli di fiducia e di speranza». Ripensa a Pasolini e all' invito a guardare il fiore di nocciolo durante l' inverno: fiorisce nel freddo per annunciare la speranza, le aveva detto. In inverno adesso fioriscono le viole. Ma non è un buon segno. Forse sono impazzite. Come questo mondo che davanti a un virus ha perduto le sue certezze.

CHIARA BERIA DI ARGENTINE E GIULIA MARIA CRESPI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…