boncompagni non è la rai

“NON E’ LA RAI? QUANDO VEDEVAMO QUELLE 200 RAGAZZINE CI DICEVAMO: IL PARADISO DEVE ESSERE COSI’” – A 5 ANNI DALLA SCOMPARSA DI GIANNI BONCOMPAGNI, “SETTE” RISCODELLA ESTRATTI DELLA BOMBASTICA INTERVISTA DI GIANNI BONCOMPAGNI A SABELLI FIORETTI - LE RAGAZZINE CHE FACEVA INNAMORARE: “TENDO A FARMI CORTEGGIARE, A VOLTE CI RIESCO. LE STORDISCO PARLANDO” - LA MIA TV? "E' COME IL CHEWING-GUM" - E SU ARBORE E LA CARRA'...

 

Maria Luisa Agnese per “Sette - Corriere della Sera”

 

boncompagni non è la rai

«Era una trasmissione molto carina, ingenua, innocua. Quando la mattina vedevamo entrare quelle duecento ragazzine al centro di produzione del Palatino, fra colonne romane, pini, colli, sole, ci dicevamo: “Il paradiso deve essere cosi”».

 

Gianni Boncompagni aveva smitizzato, proprio su 7, parlando con Claudio Sabelli Fioretti in occasione dei suoi 70 anni, tutte le polemiche sorte intorno a quella sua invenzione tv, Non e la Rai, un programma che creava scandalo: trasmissione innocua e fresca per alcuni, la madre di tutte le “innocenti” per- versioni dello spettacolo per altri.

 

carra boncompagni 11

Sconcertavano tutte quelle minorenni date in pasto all’obiettivo, anche se lui con la gioia del vecchio che si abbevera all’energia giovane difendeva la loro gioventu senza malizia e continuava a inventare personaggi di talento come Ambra Angiolini, Lucia Ocone, Laura Freddi, Claudia Gerini; con fiuto feroce per quelle ragazzine che presto scopriva e altrettanto presto e misteriosamente spesso faceva innamorare con la forza della sua conversazione: «Tendo a farmi corteggiare, a volte ci riesco. Non sono un corteggiatore. L’unica mia arma e la chiacchiera, le stordisco parlando».

 

 

Eppure, quel gran cinico che era Boncompagni ha intuito e rappresentato l’essenza della tv per molti anni. «La tv e come il chewing-gum. La mastichi un po’, senti il sapore, poi la butti». Aveva cominciato in radio con una trasmissione di culto per la generazione dei baby boomer: Bandiera gialla, condotta a due con Renzo Arbore, e rigorosamente vietata ai maggiori di 18 anni. Loro li avevano superati abbondantemente i 18 (Boncompagni ne aveva 33 e Arbore 28) ma erano due furbacchioni simpatici che coi giovani ci sa- pevano fare e avevano inventato la prevalenza dei giovani in tv.

ambra boncompagni

 

Lui, Gianni, era appena tornato dalla Svezia dove era andato proprio a 18 anni con un amico, fuggendo dalla sua Arezzo troppo cattocomunista. La ha fatto molti mestieri, compreso l’interprete a un’asta di pellicce.

 

«Spesso facevo lo chaperon agli italiani importanti che arrivavano in Svezia. Quando Quasimodo venne per il Nobel lo accompagnai dovunque: musei, gallerie... Alla fine, distrutto, mi disse: “Ma qua non si fotte?”».

 

Tornato in Italia, con le tre figlie avute la da un’aristocratica e delle quali aveva ottenuto la patria potesta dopo il divorzio, primo ragazzo padre di qualche fama, ha ricominciato scrivendo canzoni: Il mondo, Ragazzo triste e poi Tuca tuca, A far l’amore comincia tu.

CLAUDIA GERINI GIANNI BONCOMPAGNI

 

Dopo Bandiera Gialla e arrivato Alto gradimento, sempre con Arbore piu Bracardi e Marenco, palestra di tormentoni e nonsense, e i successi con Raffaella Carra, a lungo sua compagna e punto di riferimento per le figlie di lui. Una cavalcata in quella tv leggera, a suo avviso molto piu difficile da azzeccare di quella pesante.

 

Prima della morte, il 16 aprile 2017, fece da Pronto, Raffaella? a Domenica in con relativo Cruciverbone, a Macao fino a Chiambretti c’e, sempre con l’alter ego dell’autrice Irene Ghergo. Alla fine dell’intervista per i 70 anni, Sabelli gli propose il Gioco della Torre. Una sola scelta secca, prendere o lasciare: «Renzo Arbore o Raffaella Carra? ». E lo sventurato rispose: «Salvo Renzo. Tra uomini ci capiamo di piu».

 

boncompagni e la carraGIANNI BONCOMPAGNI RENZO ARBOREDago a Domenica In con Gianni Boncompagni e Irene GhergoCLAUDIA GERINI E GIANNI BONCOMPAGNInon è la raiArbore Boncompagni - Alto Gradimentonon è la rainon è la raiRENZO ARBORE GIANNI BONCOMPAGNInon è la rainon è la raila reunion di non e la raiNON E' LA RAI 3non e la rairaffaella carrà barbara e gianni boncompagni

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…