papa bergoglio lucetta scaraffia

“SE VOGLIAMO SVEGLIARE IL DESIDERIO DI DIO DENTRO DI NOI, TEMO CHE ASSISTERE AL PROGRAMMA DI FABIO FAZIO NON CI SERVA A MOLTO” - LUCETTA SCARAFFIA FA A PEZZI L’OSPITATA DI BERGOGLIO A “CHE TEMPO CHE FA”: “IL PAPA RISCHIA DI DIVENIRE UNA CELEBRITY COME ALTRE. ABBIAMO DAVVERO BISOGNO CHE SIA UN PERSONAGGIO DI SUCCESSO? IN QUESTO MOMENTO DIFFICILE, NON VORREMMO SENTIRCI DIRE, ANCHE DAL PAPA, VACCINATEVI. VORREMMO CHE CI AIUTASSE A SOLLEVARE GLI OCCHI IN ALTO, A CERCARE DI PIÙ, A DOMANDARCI IL SENSO DELLE NOSTRE VITE E DELLA MORTE. E CI RESTITUISSE IL RAPPORTO CON IL SACRO. CHE CON LA SUA DIVERSITÀ DA OGNI ALTRO LEADER CI RICORDASSE CHE ESISTE QUALCOSA DI PIÙ ALTO CHE NON PUÒ ESSERE VIOLATO NÉ TRASGREDITO”

Lucetta Scaraffia per “la Stampa”

lucetta scaraffia

 

Non è la prima volta che papa Francesco si espone in una intervista televisiva: l'ha già fatto più volte, in Spagna ma anche in Italia, dove ha suscitato stupore e perfino costernazione l'intervista rilasciata sul canale Nove a don Pozza, cappellano del carcere di Padova.

 

In questa intervista che non ha registrato un alto indice di ascolto - oserei dire per fortuna - don Pozza si rivolgeva al Pontefice dandogli del tu, e così ha giustificato questa mancanza di rispetto (almeno agli occhi di molti): «Do del tu al Papa? La prima volta che l'ho conosciuto l'ho appellato Santo Padre, poi lui mi ha dato del tu e allora ho proseguito sulla stessa strada: c'è un lato professionale e uno umano», ha spiegato il prete di Padova, aggiungendo: «La maestra delle elementari mi ha insegnato che il "tu" non è il pronome della villaneria ma della confidenza; io non sono nessuno per intervistare il Papa, il mio sogno era di conversarci, un po' come fosse mio nonno».

 

papa francesco e chiara amirante

In queste parole ci sono due affermazioni che lasciano perplessi: parla della missione del Pontefice come di una professione e poi ammette di aver conversato con lui come con suo nonno. Nessuno ha mai osato tanto con il Dalai Lama, per fare un esempio.

 

Fazio è un ottimo professionista e siamo sicuri che non cadrà certo in queste facili trappole, ma nel caso della sua trasmissione ci sembra che venga superato un altro confine: che il Papa non sia al centro di un programma speciale, bensì un personaggio celebre ospitato in un format esistente, noto per le sue interviste a figure soprattutto dello spettacolo e della politica.

 

don davide banzato e papa francesco

Con questa intervista, dunque, se Fazio cresce agli occhi dell'opinione pubblica grazie alla statura del suo interlocutore, il Papa rischia di divenire una celebrity come tante altre. Sono sicura peraltro che le domande saranno perfette e le risposte ancora di più, che simpatia personale e misericordia saranno miscelate in misura giusta per garantire il successo mediatico. Ma non è questo il punto.

 

papa francesco

Il problema è un altro: abbiamo davvero bisogno che il Papa sia un personaggio mediatico di successo? Abbiamo bisogno che scenda al nostro livello e si mescoli a noi, dandoci certo dei buoni consigli, ma sottolineando sempre e comunque che è solo un uomo come gli altri? In realtà, in questo momento così difficile, stremati da più di due anni di pandemia, di crisi economica a cui si accompagna una crisi dei legami sociali e delle istituzioni come le scuole e gli ospedali dalle quali dipende il futuro della nostra vita, non vorremmo sentirci dire, anche dal Papa, vaccinatevi, e siate vicini ai vecchi e ai bambini.

 

Vorremmo invece che ci aiutasse a sollevare gli occhi in alto, a cercare di più, a domandarci il senso delle nostre vite, a capire il senso della nostra morte. E vorremmo che la Chiesa si presentasse non tanto come una copia - magari migliore - della società in cui viviamo, ma che ci restituisse il rapporto con quella forza misteriosa che è il sacro. Vorremmo che il Papa ci insegnasse almeno a scorgere il sacro, quella realtà totalmente diversa, che ci incute rispetto e venerazione.

 

papa francesco 1

Che con la sua diversità da ogni altro leader del mondo ci ricordasse che esiste qualcosa di molto più alto che non può essere violato né trasgredito. Ricordandoci che l'etimologia indoeuropea del termine sacro significa «separato», cioè il totalmente altro da noi, dal nostro mondo, dal nostro sguardo. Se vogliamo alzare gli occhi alle stelle, se vogliamo svegliare il desiderio di Dio dentro di noi, temo che assistere stasera al programma di Fabio Fazio non ci serva a molto.-

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