lucrezia lante della rovere

“SONO CRESCIUTA IN UNA REALTÀ DICOTOMICA. PAPÀ NOBILE, PROBLEMI DI ALCOL E MANESCO. MIA MADRE SI MANGIAVA LA VITA, VIVEVA AL DI SOPRA DELLE SUE POSSIBILITÀ” – AMORI E DOLORI DI LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE: “ERO SEMPRE SULL'ORLO DEL BARATRO, 17 ANNI DOVEVO ANDARE DA COSTANZO, ERO TERRORIZZATA. MIA MADRE MI DIEDE DELLO XANAX E ALL'IMPROVVISO MI ACCORSI CHE SI POTEVA RESPIRARE NELLA VITA. LEI ERA COSÌ” – GLI AMORI CON MALAGÒ (“AVEVA GIÀ OBIETTIVI CHIARI, IO ERO UNA RAGAZZINA CHE NON SAPEVA DOVE SBATTERE LA TESTA”) E BARBARESCHI...

lucrezia lante della rovere foto di bacco (2)

Arianna Finos per “la Repubblica”

 

Lucrezia Lante della Rovere è a Ferrara, «giro un docufilm su Lucrezia Borgia per i ragazzi. Sono l'attrice, la Borgia, ma anche una serie di icone cinematografiche che raccontano, da Maleficent a Audrey Hepburn». Sugli scaffali sta per arrivare Apnea, autobiografia (Piemme) che parte dalla foto di nozze dei genitori, passando per l'infanzia difficile, gli amori famosi, da Barbareschi a Malagò, il palcoscenico, i figli, la vita e la morte.

lucrezia lante della rovere marina ripa di meana

 

Perché "Apnea"?

«Ho vissuto una vita in apnea, cercando di ingoiare il pianto. Facevo tutte le esperienze con paura, mancanza di respiro, angoscia, senso di inadeguatezza, con questi genitori che erano così diversi. Spesso facevo finta di trovarmi a mio agio e mi mettevo delle maschere, in realtà ero sempre sull'orlo del baratro, la sensazione di mancanza di respiro. A 17 anni dovevo andare a una delle mie prime trasmissioni, da Maurizio Costanzo, a cui mia madre aveva tirato la torta in faccia due mesi prima. Ero terrorizzata, non dormivo. Mia madre disse "prendi questo, lo prendo anche io". Era Xanax. E all'improvviso mi accorsi che si poteva respirare nella vita».

lucrezia lante della rovere le donne non vogliono piu

 

Con lo Xanax?

«Sì, perché lì ho capito che vivevo in uno stato psicofisico che non andava bene. È un po' il mio stato. Poi però ho trovato il mio respiro. Ho sempre avuto paura di sbagliare, all'asilo sorridevo e facevo finta di capire. Sono stata raccontata, come tutti, in mille modi. Questa è la mia versione. Una versione intima».

 

L'infanzia è stata dura, nel monolocale sotto l'attico di sua madre.

«Sono cresciuta in una realtà dicotomica. Papà nobile, ma senza mezzi, problemi di alcol e manesco. Mia madre che comprava le stoffine e si faceva fare i vestiti dalla portinaia. Poi era andata sull'appartamento sull'Appia. Si mangiava la vita, ma viveva al di sopra delle sue possibilità».

lucrezia lante della rovere marina ripa di meana

 

Le piaceva fare la modella?

«No, ma mi rendeva autonoma. Non stavo bene in entrambe le famiglie, un'anima in pena in fuga perenne. Dovevo mettermi "il carciofo in testa", come diceva mamma, trovare l'indipendenza».

 

Sua madre non le ha tirato torte in faccia ma gliene ha fatte tante: le regala una volpe per l'invito alla Scala e poi si mette fuori in una bara per protestare contro le pellicce, il servizio fotografico con i feti finti che precede il suo di mamma.

 «Lei era così. Le mamme vanno perdonate. La sua malattia, 16 anni, mi faceva pensare di dover trovare un modo con lei. Quando stava bene lo scontro era feroce».

 

lucrezia lante della rovere

Cos' ha pensato del suicidio assistito di Godard?

«Riuscire lucidamente a prendere questa decisione significa avere le palle quadrate». 

 

Sua madre fece un video sulla sedazione profonda poco prima di morire. 

«Era un video forte. Lei non ha avuto suicidio assistito, la sofferenza se l'è fatta tutta, stava per morire. Ma la sua battaglia "dateci la dignità per morire", era giusta». 

 

Al funerale le mise le corna di Maleficent. 

«È vero, siamo finiti anche su una indignata Famiglia cristiana . Ero distrutta dal dolore, i paparazzi fuori... le abbiamo messo un suo cappello: quale uscita di scena migliore? Lei mi ha insegnato la provocazione». 

 

I libri di sua madre sono stati terremoti. 

«Lei era il terremoto. I miei primi quarant' anni lo lessi sotto il banco di scuola. Mi colpì la questione degli aborti, non me ne aveva parlato. Non c'era dialogo tra noi, mi sgridava se dormivo col fidanzato. Era spregiudicata, ma non con me». 

lucrezia lante della rovere giovanni malago

 

Lei racconta amori e crisi con Giovanni Malagò, padre delle sue due figlie e con Luca Barbareschi. 

«Ma sono affettuosa, non racconto pettegolezzi o scandali. Sono persone che mi hanno formata e con cui io forse non sono riuscita a stare, con le mie paure e gelosie. Siamo amici». 

 

Malagò era ossessionato da Agnelli, la telefonata mattutina. 

«Giovanni è abbastanza spiritoso. Che a vent' anni parlasse con Agnelli è un onore. Lui è il presidente del Coni e deve parlare di cose serie, ma per me gli fa piacere. Aveva già obiettivi chiari, io ero una ragazzina che non sapeva dove sbattere la testa. Lui si bastava, io no. Era solido, io mi sono innamorata e disamorata della sua solidità. Ero anche in cerca d'altro». 

 

Luca Barbareschi? 

lucrezia lante della rovere

«Ha letto brani. Dice che vuole il libro con la dedica». 

 

Pensa spesso a sua madre?

 «Moltissimo, più passano gli anni e più mi ci riconosco. Il libro si apre e chiude con la foto delle nozze dei miei, io vengo da lì». 

 

Oggi è serena? 

«Abbastanza. A 56 anni ho trovato un mio equilibrio. La vita è sempre molto più forte di noi, ma oggi ho gli strumenti per affrontarla un po' meno in apnea».

lucrezia lante della rovere con tommaso ziffergelasio gaetani d aragona lovatelli e lucrezia lante della roveredago lucrezia lante della roverelucrezia lante della roverelucrezia lante della rovere lucrezia lante della rovere marina ripa di meana lucrezia lante della rovere marina ripa di meana e famigliamarina carlo ripa di meana lucrezia lante della rovere

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…