ilaria capua coronavirus

MI SI NOTA DI PIÙ SE PRENDO IL VIRUS O SE LO EVITO? ILARIA CAPUA RIVELA DI ESSERE IN ISOLAMENTO DA MESI. "DAL 7 AGOSTO SARÒ USCITA DI CASA 20 VOLTE, FACCIO SOLO UNA PASSEGGIATA PER SGRANCHIRMI LE GAMBE. NON MI VOGLIO AMMALARE, NON ME LO POSSO PERMETTERE, ANCHE COME IMMAGINE. DEVO DIMOSTRARE CHE QUESTO VIRUS POSSO TENERLO A BADA”. SE AMMALANDOTI TEMI PER LA TUA IMMAGINE SIGNIFICA CHE HAI INTERIORIZZATO LO STIGMA, SEI SUBLIMINALMENTE CONVINTO CHE IL CONTAGIO SIA UNA PUNIZIONE…

G.Gan. per la Verità

 

ilaria capua

Mi si nota di più se vengo o se non vengo? C' è qualcosa di Nanni Moretti nell' ultima uscita di Ilaria Capua, rockstar del virus in eterno collegamento dagli Stati Uniti dove si trova in isolamento volontario da quattro mesi.

 

Mi si nota di più se prendo il virus o se lo evito? Federica Pellegrini, Valentino Rossi, Cristiano Ronaldo, alcuni attori sparsi in Skype, per non dire del prode Massimo Giannini, hanno risposto con diagnosi dolenti, dirette emaciate, convalescenze sofferte ma online. Lei preferisce la strategia opposta.

 

Occhiale rosso e psico-quadro alle spalle, la virologa misura le parole e le pause in ogni talk show, sembra un' Oriana Fallaci sul fronte dell' epidemia e mostra di tenere molto alla propria immagine.

 

silvio berlusconi e ilaria capua dimartedi 2

La rivelazione a Un giorno da pecora su RadioRai è singolare: «Dal sette agosto sarò uscita di casa 20 volte, faccio solo una passeggiata per sgranchirmi le gambe. Non mi voglio ammalare, non me lo posso permettere, anche come immagine. Devo dimostrare che questo virus posso tenerlo a bada».

 

Così scopriamo che i vip sono divisi: c' è chi mostra resilienza al Coviddi adattandosi a prenderlo e a raccontarci minuto per minuto la sua evoluzione (postneorealismo pop da sezione dedicata alla prossima mostra del cinema di Venezia) e chi lotta rintanata fra computer, divani e tazze di tè per tenere lontano il contagio.

 

ilaria capua a un giorno da pecora 1

Effettivamente la character assassination è un cruccio e il virologo col virus induce al pessimismo. Dopo aver consigliato di lavare le mani e di mettere la mascherina - quest' ultima unica variabile della scienza moderna rispetto al dettato medioevale di Galeno - il solo rimedio è il buon esempio. Che si concretizza con una passività a due velocità: lady Capua discetta con alto magistero di agenti patogeni aspettando che arrivi il vaccino, esattamente come il pizzaiolo all' angolo. Peraltro chiuso. Pura conversazione, niente di più e niente di meno.

 

«Non mi voglio ammalare anche come immagine». Si apre un mondo. Rispetto all' uscita della signora ci sono tre brevi approfondimenti da fare. Il primo è una conferma: non ha mai visto una terapia intensiva. Quindi il professor Alberto Zangrillo bardato da Doctor House ha ragione quando manda a scopare il mare i teorici e teologi della pandemia, nuova categoria dello spirito, filosofi delle particelle elementari chiamati da Giovanni Floris, Myrta Merlino e Corrado Formigli detto involtino a spiegare un dramma che ignorano.

ILARIA CAPUA

 

Chi aiuta la gente a non morire soffocata sta altrove. Molto altrove.

 

Il secondo pensiero va diretto al senso di colpa. Se ammalandoti temi per la tua immagine significa che hai interiorizzato lo stigma, sei subliminalmente convinto che il contagio sia una punizione.

 

ilaria capua

Di conseguenza diventa comprensibile l' aggressività nei confronti di Donald Trump (che infatti Capua accusa di cattivo esempio perché «ha utilizzato una cura che costa un milione di dollari»), di Boris Johnson, di quei leader politicamente scorretti che avrebbero meritato di acchiapparsi il virus. Ricordiamo le carinerie della gauche più lieve e sofferente davanti al contagio di Silvio Berlusconi e di Flavio Briatore. Tutti feroci millenaristi a invocare il giudizio divino.

 

Terza sensazione, la più forte: gentile dottoressa Capua, beata lei che può permetterselo di stare quattro mesi in Florida a guardare il tramonto verso Key West mentre l' italiano medio attende il misero ristoro. Non se la prenda se cambiamo canale, rispetto alla sua immagine (allo specchio) è più istruttivo un cartone animato.

G. Gan.

ilaria capua ilaria capuailaria capua

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?