moana pozzi

MOANA È “IL PUNTO DOVE IL MARE È PIÙ PROFONDO” – MARCO GIUSTI E IL RICORDO DELL’EROINA DEL PORNO CHE OGGI AVREBBE COMPIUTO 60 ANNI “SVANITO COME UN FIOCCO DI NEVE, IL CORPO BIANCO DI MOANA RIPERCORRE DA FANTASMA I NOSTRI ANNI ‘80. PICCOLA MARILYN MARTIRIZZATA ED ESALTATA DAL PORNO INUTILMENTE SANTIFICATA DAI MEDIA, E’ L’UNICA DIVA ITALIANA CHE..." - “VORREI ESSERE ETERNA". ETERNA LO È DIVENTATA, UN PO' COME MARILYN O JAMES DEAN, EROI TUTTI GIOVANI E BELLI - VIDEO

 

Introduzione a “Moana”, di Marco Giusti, Mondadori, 2004.

 

moana pozzi

Svanito come un fiocco di neve, il corpo bianco di Moana ripercorre da fantasma i nostri anni Ottanta. Piccola Marilyn martirizzata ed esaltata dal porno, inutilmente santificata dai media, icona femminile di desideri creativi e di desideri puri, bassi e chiari, impone nel cinema il suo corpo-macchina sessuale e in tv la sua testa, magnificamente pensante.

 

Più di tante star grandi e piccole del nostro schermo, Moana progetta razionalmente il suo mito e chiude drammaticamente la sua glorificazione, lasciandoci il suo grande corpo bianco, incontaminato e perfetto.

 

Nella sua breve vita, Moana tocca o è toccata da tutti i personaggi illustri che danno vita all’Italia di fine Novecento. E’ una galleria di celebrità che Moana colleziona amorosamente e dalle quali è a sua volta collezionata.

moana pozzi

 

Si parte da Fellini, ovviamente, che la vuole corpo racchiuso dentro mille schermi nello schermo del suo film sulla tv, Ginger e Fred, che la ridisegna come sogno dentro altri sogni, pronto poi a ridurla, a tagliarla, a escluderla dalla totalità di un’opera già così parcellizzata e moribonda (l’agonia del cinema dentro la tv… l’agonia di un’Italia come sarà dopo trent’anni di dominio televisivo, cioè oggi…).

 

E’ ancora Fellini, e il suo cartellone dell’Eur con Anita Ekberg gigantesca in Boccaccio ’70, che viene parodiato nella prima scena del primo hard ufficiale con il nome sul titolo della neo pornostar, Fantastica Moana, dove il suo grande corpo latteo, volutamente ekberghiano, prende vita proprio come un fumetto. Sfregio e omaggio al maestro, come vuole il mondo parallelo dell’hard, ma anche piccolo sfruttamento dell’universo felliniano per il lancio definitivo della nuova diva.

 

moana pozzi amami.

Si passa poi a Craxi, il più potente politico italiano degli anni Ottanta, e quello che cadrà con più rumore di tutti, l’amante velato e svelato che la porta in televisione e cerca di aiutarla nella sua scalata verso l’eternità. Anche Craxi verrà moanizzato quando si tratterà di elencare i nomi degli amanti celebri, il “politico anonimo”, troppo nascosto e quindi massimamente esibito.

 

nadia rinaldi moana pozzi amami.

Ma pensiamo anche a Mario Schifano, che la introduce nel suo studio da amica, Mimmo Rotella, che ne ritaglia il corpo dai manifesti dei suoi hard intuendone la grandezza da star, prima della santificazione, Sylvano Bussotti, che la espone alla Biennale come “musica del corpo”.

 

E ancora i grandi comici italiani degli ultimi trent’anni, Massimo Troisi, forse qualcosa in più che uno dei duecento amanti e del quale cerca in tutti i modi di non raccontare troppo, Roberto Benigni, che la fa ridere, Beppe Grillo, Carlo Verdone, che la immortala sirena in Borotalco. Ma non sarebbe Moana se non apparisse contemporaneamente anche nel cinema delle pratiche basse dei comici del tempo, cioè assieme a Alvaro Vitali, Andrea Roncato, Lino Banfi, Bombolo, non ancora parodia di se stessa, ma corpo-presenza da rintracciare come una reliquia dopo la sua scomparsa in film che lei ha sempre detto di odiare.

 

moana pozzi erotic flash

Commediole che la vedono nuda fra le tante, mai Moana. Per arrivare a quello avrà bisogno di dell’inferno dell’hard e di partner che, pur attraversandola in ogni parte del corpo, non le offuscheranno il primo piano da star come un qualsiasi comico degli anni Ottanta.

 

Sfida anche il calcio, logicamente. Amante di Tardelli nella realtà, velina opinionista nel fondamentale “Appello del martedì” di Italia 1 condotto da Maurizio Mosca, parodia scatenata del “Processo del lunedì” di Aldo Biscardi e suo superamento spettacolare, poi vero corpo erotico assieme alla rivale Cicciolina nell’unico hard dedicato all’Italia dei Mondiali, Cicciolina e Moana ai Mondiali, dove le parodie oscene di Biscardi, Maradona e Montezemolo diventano corpi attivi nella flagranza del cinema hard.

 

moana pozzi provocazione

Del resto Moana attraversa l’alto e il basso, la verità e la parodia anche in pubblicità, ragazza della Saiwa e “donna più bella del mondo” dei folli spot dei mobili di “nonno” Ugo Rossetti, nella politica, candidandosi nel Partito dell’Amore e incontrando sul serio le star del nostro giornalismo come Indro Montanelli.

 

E, ovviamente, in televisione, dove passa da icona nuda dello scandaloso “Matrjoska” di Antonio Ricci su Italia 1 a star erotica delle private, a opinionista delle grandi trasmissioni di Rai e Mediaset, intervistata da Pippo Baudo, Giuliano Ferrara, Maurizio Costanzo, da “Mixer” e da “Samarcanda”. Porta nelle reti nazionali la flagranza del corpo dell’hard senza turbarci con le esibizioni maniacali e reali del porno.

moana pozzi provocazione 2

 

Riporta nell’hard la figura nazionalpolare della diva del salotto televisiva che solo il suo pubblico affezionato vede in azione con Rocco Siffredi e Ron Jeremy. Al suo meglio Moana attraversa i due mondi del salotto borghese e della latrina del porno riuscendo a usarli entrambi per la sua ascesa mistica e, contemporaneamente, a starne fuori come se fosse sempre l’ospite più gradita che potete avere al massimo per una sera.

 

moana pozzi ecstasy

Solo Sabina Guzzanti ne frena la forza parodiandola da un corpo esterno, quello del comico appunto, che ne mette in discussione la verità, catturandone l’aspetto più normalizzante della star, quello sessual-pedagogico dell’esperta televisiva. Logico che Moana la rifiutasse, svelando Sabina Guzzanti l'ossessività dell’operazione che Moana conduceva su se stessa nella sua marcia verso l’essere Moana, cioè la costruzione di un corpo-mito, che poteva essere autoparodiato, ma non parodiato da altri, perché con la risata ne venita minata la logicità.

 

Moana, per tutta la vita, e perfino con la propria morte, ha sempre cercato maniacalmente di costruire oltre che il proprio corpo, base del mito, la propria funzionalità logica. Il rapporto col suo corpo non è meno ossessivo di quello con la propria testa, almeno analizzando i suoi discorsi in tv e sui giornali. Moana è sempre presente a se stessa, non dice mai sciocchezze, parla non l’italiano della tv ma un italiano complesso e perfetto, non adatto a una star del porno, anni luce lontano dal cicciolinismo anni Settanta di Schicchi-Staller.

moana pozzi

 

L’ultimo suo interesse, magari, è proprio quello verso il sesso, che lei adopera sempre come un mezzo per costruire Moana, mai per se stesso. La più pagata delle star italiane dell’hard è in realtà una delle meno “brave” sulla scena. Lo dicono tutti i suoi registi. E non riesce a sfondare internazionalmente come Cicciolina. Perché è una star di testa e di parola.

 

E’ una star pensante e ragionante, sempre presente a se stessa, mai abbandonata alla deriva del cinema o della televisione. Costruzione impossibile dentro quel corpo, dentro quel cinema e quella televisione. Moana ci ha attraversato rapidamente, ha toccato i nostri occhi e la nostra testa, prima di colpirci al cuore con la propria morte. E’ l’unica diva italiana, di tutto il nostro cinema, che ci ha eccitato con la razionalità e ci ha fatto piangere col proprio corpo. Puntava a farci capire come era e non come era fatta. Moana non è un corpo o una testa, è “il punto dove il mare è più profondo”.

 

FANTASTICA MOANA, UN RICORDO AUDACE

“Ecstasy” con Moana Pozzi

Elvira Serra per il “Corriere della Sera”

 

Domani avrebbe compiuto sessant' anni. Ed è difficile immaginare come sarebbe diventata, perché gli eroi son tutti giovani e belli, e lei era bella ed era anche un'eroina, a suo modo, Fantastica Moana , sogno erotico di padri e di figli, perfino capolista del Partito dell' Amore alle politiche del 1992 (pensava davvero di fare i raid negli ospedali per vedere se le cose funzionavano) e audace candidata alle amministrative di Roma l' anno successivo.

 

La madre Rosanna Aloisio raccontò tutt' altra figlia, nei giorni della morte, avvenuta il 15 settembre del 1994 all' Hôtel-Dieu di Lione per un tumore al fegato. Le leggevo Sant' Agostino, disse a Epoca , e quando mi interrompevo mi chiedeva di andare avanti perché la faceva stare bene.

moana

 

Aggiunse che aveva chiuso gli occhi con il rosario tra le dita e che uno degli ultimi pensieri fu per i nonni: «Ci rivedremo tutti insieme in paradiso, li andrò a cercare appena arrivo. Speriamo si possano mangiare anche lì gli agnolotti al vino».

 

Non che non fossero mancati gli scontri con una figlia che era la nemesi di una famiglia super cattolica, scuola dalle Orsoline e dai Padri Scolopi, clavicembalo e chitarra classica al Conservatorio, papà ingegnere nucleare impegnato nel volontariato.

 

E invece Anna Moana Rosa Pozzi, con quel nome che in dialetto polinesiano significa «il punto dove il mare è più profondo», ha fatto la storia del porno. Rivendicandone la scelta, sempre con eleganza. E guadagnandosi la stima di insospettabili intellettuali come Enzo Biagi, che facendo un parallelo con i ladri di Tangentopoli scrisse: «È più rispettabile una persona che dà del suo in confronto a chi si appropria di ciò che è di altri».

 

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«Vorrei essere eterna, vorrei non finire mai, essere sempre così... Sarebbe una cosa meravigliosa», rispose lei in una delle tante interviste, frasi testamento raccolte da Marco Giusti in Moana , pubblicato nel 2004 per Mondadori. Eterna lo è diventata, un po' come Marilyn o James Dean, Amy Winehouse o Paul Walker, eroi tutti giovani e belli.

 

E se sentirne il nome ci riporta subito alla mente le sue onde bionde e il sorriso liquido, forse è proprio perché non è mai voluta essere diversa da come era. Con Pippo Baudo ammise: «Non sono pentita. Ne parlavo con mia madre pochi giorni fa. Le dicevo: mi dispiace che ti dispiaccia, ma rifarei tutto quello che ho fatto».

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