mozart - amadeus

MOZART: IN VIAGGIO CON PAPA’ – WOLFGANG NON ANCORA 14ENNE PARTIVA 250 ANNI FA CON IL PADRE LEOPOLD: RESTERANNO IN ITALIA 2 ANNI, TRA CONCERTI, GUADAGNI, MALATTIE E L'INCONTRO A ROMA CON IL PAPA - OGGI LEOPOLD VERREBBE INTERROGATO DA UN GIUDICE DEL TRIBUNALE DEI MINORI, CHE GLI CHIEDEREBBE: MA È TUO FIGLIO CHE LAVORANDO MANTIENE TUTTA LA FAMIGLIA? E DIRE CHE L'IMPERATRICE D’AUSTRIA LO CHIAMAVA "MENDICANTE" - VIDEO

Sandro Cappelletto per “la Stampa”

 

MOZART

Si fermeranno mai, questi Mozart? Sono appena tornati da un viaggio lunghissimo - Austria, Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra, Svizzera, Francia - e già parlano di ripartire. Voci insistenti dicono che andranno in Scandinavia, in Russia, perfino in Cina». Padre Beda Hübner, giovane bibliotecario dell' Abbazia di San Pietro a Salisburgo, è sgomento.

 

 

In città non si è mai visto qualcosa di simile: Leopold Mozart, un violinista stimato, che porta in giro in Europa per tre anni la moglie e i due figli, la più grande Anna Maria detta Nannerl e il fratellino Wolfgang. Padre Beda esagera solo con la Cina, perché in Scandinavia e in Russia i Mozart erano stati davvero invitati, e dimentica di aggiungere che il punto d' arrivo di tutto quel peregrinare sarà l' Italia.

mozart

 

Leopold ne parla da anni e finalmente la decisione è presa: il 13 dicembre 1769, 250 anni fa, padre e figlio, che deve ancora compiere 14 anni, montano in carrozza, lasciano Salisburgo e iniziano il primo dei tre viaggi italiani. Resteranno nel nostro paese due anni, percorrendo 3300 km e cambiando 200 volte cavalli ai cambi di posta. Entrando dal passo del Brennero, attraverseranno la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano,il Regno di Sardegna, il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, il Granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa, il Regno di Napoli.

 

L' Italia di allora, come ha scritto lo storico Stuart Woolf, era un «pezzo sulla scacchiera della diplomazia europea; ma a quel pezzo non fu mai attribuito maggior valore di una pedina». Eppure, la sua attrattiva verso gli artisti rimaneva irresistibile. Tutte le testimonianze concordano: se la fama di Wolfgang era già grande in Europa, è in Italia che avrebbe preso la laurea. La prenderà infatti, superando l' esame di ammissione all' Accademia Filarmonica di Bologna.

mozart

 

Leopold punta talmente sul viaggio che si è messo in aspettativa dall' incarico nell' orchestra di corte di Salisburgo. Sarà il figlio a dargli le soddisfazioni che non è riuscito ad avere? Da Bressanone a Verona, da Milano a Bologna, poi Firenze, Roma, Napoli e risalendo, Torino e Venezia. Ricevimenti, riconoscimenti, concerti, guadagni, fatica, malattie, l' incontro a Roma con il Papa, che lo nomina Cavaliere dello Speron d' oro, lui così piccino che per arrivare a baciare il piede della statua di San Pietrova presoo in braccio.

 

Wolfgang mai si lamenta, mai rimpiange l' assenza così lunga dall' abbraccio di sua madre e dai giochi con la sorella, sempre pronto ad ubbidire ai progetti del padre. Oggi Leopold verrebbe interrogato da un giudice del Tribunale dei Minori, che gli chiederebbe: ma è tuo figlio che lavorando mantiene tutta la famiglia? Sì, lui.

 

Il primo viaggio durerà fino al 28 marzo 1771, il secondo dal 13 agosto al 15 dicembre 1771, il terzo dal 24 ottobre 1772 al 13 marzo 1773. Per Milano, Wolfgang - che inquel periodo ama firmarsi Amadeo in Italia De Mozartini - scriverà tre opere: Mitridate, re di Ponto, Ascanio in Alba e Lucio Silla.

effetto mozart 2

 

Tre opere in tre anni: un tale investimento di fiducia verso un adolescente rimane episodio eccezionale. E ancora: sette quartetti per archi, tra cui il meraviglioso Adagio del Quartetto K 156, alcune sinfonie e arie da concerto, musica sacra e il mottetto Exsultate, jubilate, vertiginoso di fascino vocale.

 

Roma lo incanta: «Ho visto tante cose belle che se dovessi scriverle tutte non mi basterebbe questo foglio»; a Napoli visita il Vesuvio, Pompei, Ercolano, e si fa cucire un abito in amoerro marezzato: una stoffa di seta cangiante; a Venezia si mette in maschera e giocando con delle coetanee scopre la sessualità. Quando si tornerà a Salisburgo , scrive il padre alla moglie, dovrà dormire in una stanza tutta per lui.

 

amadeus - mozart

La lunga metamorfosi da bambino prodigio ad artista consapevole conosce una decisiva progressione. Frequenta i migliori compositori, violinisti e cantanti, conosce Giuseppe Parini e gli ambienti illuministi, impara la nostra lingua e sarà questa confidenza con l' italiano a permettergli di far esplodere di senso i libretti che per lui scrive Lorenzo Da Ponte. Impressiona la nettezza, già da ragazzo, dei giudizi: il canto degli evirati cantori gli è venuto a noia quanto l' opera barocca, che contribuirà a mandare in soffitta.

 

In Italia sarebbe rimasto forse per sempre, se l' imperatrice Maria Teresa d' Austria non avesse inviato da Vienna, in un ruvido francese, un dispaccio al figlio Ferdinando, arciduca a Milano: stai attento a mettere al tuo servizio queste persone inutili che girano il mondo comme des gueux, come dei mendicanti. Wolfgang trattato da pezzente solo perché era alla ricerca di un lavoro fisso.

leopold mozart

 

Vergogna all' Imperatrice. Poco tempo prima, il compositore Johann Adolph Hasse si era lanciato nella più esatta delle profezie: «Questo ragazzo ci farà dimenticare tutti».

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?