de gregori venditti

MUGHINI – IERI SERA SONO ANDATO ALLO STADIO OLIMPICO DOVE DE GREGORI E VENDITTI INAUGURAVANO LA LORO TOURNÉE A FESTEGGIARE IL CINQUANTENNALE DI QUEL LORO ESORDIO COL MITOLOGICO VINILE DAL TITOLO “THEORIUS CAMPUS” . DUE PROTAGONISTI IMPRESCINDIBILI DEL NOSTRO ITINERARIO SENTIMENTALE. NELLE LORO NOTE NEI LORO VERSI CI SIAMO COME CULLATI, NOI TUTTI, IN QUESTI ULTIMI CINQUANT’ANNI. DUE ARTISTI E DI FRONTE A LORO OLTRE 40MILA PERSONE. DIO LA MIA INVIDIA PER FRANCESCO E ANTONELLO, IO CHE… - VIDEO

 

Giampiero Mughini per Dagospia

 

de gregori venditti

Caro Dago, ieri sera ho fatto una eccezione ulteriore a quella che faccio annualmente per la tua festa di compleanno. Infrangere la regola ferrea di non andare mai in un posto dove si raggrumano più di sei persone. Mi sono recato ieri sera, e non è stata un’impresa da poco, allo Stadio Olimpico dove i miei due amici Francesco De Gregori e Antonello Venditti ci restituivano la serata che l’anno scorso era stata cassata dal Covid e dunque inauguravano questa loro tournée a festeggiare il cinquantennale di quel loro esordio col mitologico vinile dal titolo “Theorius Campus” .

 

Eravamo ben oltre quarantamila ad ascoltarli, ad applaudirli, a segnalare quanto da mezzo secolo li ritenessimo due protagonisti imprescindibili del nostro itinerario sentimentale. Nelle loro note nei loro versi nelle loro esche musicali ci siamo come cullati - noi tutti - in questi ultimi cinquant’anni.

de gregori venditti

Eravamo ben oltre quarantamila, un pubblico da stadio per l’appunto. E chi altri se non queste due medaglie d’oro della musica e dello show musicale meritavano un pubblico da stadio, e per giunta di uno stadio che se ne sta frammezzo alle meraviglie dell’architettura tra razionalista e fascista di quello spicchio di Roma. Ho detto architettura fascista a voler sottolineare che è una barzelletta quella di chi sosteneva che il fascismo non ebbe una sua cultura.

 

Quarantamila e passa anime ho detto. Che costituivano a loro volta uno spettacolo nello spettacolo. Accanto a me erano intere file di spettatori che accompagnavano a voce alta parola per parola le canzoni di Francesco e Antonello. Parola per parola, molti di loro che si mettevano in piedi e ondulavano al ritmo delle note musicali e mentre ne pronunziavano all’unisono i testi. Intere file, uomini e donne, gente di almeno quattro o cinque generazioni.

VENDITTI IZZO DE GREGORI COCCIANTE

 

Non lontano da me se ne stava seduta una ragazza che avrà avuto al massimo trent’anni, forse meno. Aveva le braccia nude e con quelle braccia accompagnava esattissimamente, come fosse un direttore d’orchestra, il cantare di Francesco e Antonello. Esattissimamente nel senso che i movimenti appropriatissimi delle sue braccia anticipavano di un ette le parole delle canzoni. Sempre. C’è che di tutti i linguaggi artistici, quello della musica ha un tasso di comunicatività e di coinvolgimento spaventosamente più alto di tutti gli altri. E poi c’è che i versi delle canzoni a noi care non invecchiano, anzi si cementano nella memoria. Due artisti e di fronte a loro oltre 40mila persone che stanno ascoltando i loro racconti su com’è il mondo. Dio la mia invidia per Francesco e Antonello, io che non ho nulla da raccontare e soprattutto non ho nessuno cui dirlo.

THEORIUS CAMPUS VENDITTI DE GREGORI

 

 

GIAMPIERO MUGHINI

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