yaphet kotto

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – SE NE VA PURE UNA ROCCIA COME YAPHET KOTTO, 81 ANNI, L’ULTIMO DEI GRANDI CATTIVI DELLA SAGA DI JAMES BOND RIMASTI. MA NON FU SOLO UN CATTIVO, SI SPRECANO I SUOI RUOLI DA POLIZIOTTO E DA CAPO DELLA POLIZIA – ENORME, ALTO 1,91, NATO A HARLEM, NEW YORK, NEL 1939, DA PARTE DI PADRE AVEVA UNA DISCENDENZA DIRETTA CON RE ALEXANDER BELL. IL SUO PERIODO D'ORO RIMANE QUELLO DEGLI ANNI '70 E DEL TRIONFO DELLA BLAXPLOITATION – VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

yaphet kotto e roger moore vivi e lascia morire

 

Se ne va pure una roccia come Yaphet Kotto, 81 anni, l’ultimo dei grandi cattivi della saga di James Bond rimasti, fu il Dottor Kavananga e il suo alter ego Mr. Big in “Vivi e lascia morire”, 1973, ma fu anche uno strepitoso Idi Amin in “I leoni della guerra”, 1976, Parker nel primo e fondamentale “Alien” di Ridley Scott. Ma non fu solo un cattivo, si sprecano i suoi ruoli da poliziotto e da capo della polizia.

 

il cast di vivi e lascia morire

Enorme, alto 1,91, nato a Harlem, New York, nel 1939, da parte di padre aveva una discendenza diretta con Re Alexander Bell, che comandò la regione Douala in Camerun alla fine dell’800 prima del colonialismo. Il padre, Njoki Manga Bell era arrivato a Harlem nel 1920 e aveva cambiato il nome diventando Abraham Kotto, ebreo e camerunense.

 

Alla fine degli anni ’50 Yaphet Kotto già pensa di diventare attore e lo troviamo a teatro come alternativa a James Earl Jones nella celebre commedia “The Great White Hope”. Al cinema, dopo i corsi all’Actor’s, arriva a metà degli anni ’60.

 

yaphet kotto i leoni della guerra

Il suo esordio è in “Nothing But a Man” di Michael Roemer, uscito nel 1964, dedicato ai diritti della minoranza nera, che vede protagonisti Ivan Dixon, Abbey Hoffman, Julius Harris. Dopo aver interpretato anche un africano in un Tarzan televisivo con Ron Ely, lo troviamo in due film maggiori nel 1968, “Poker di sangue” di Henry Hathaway con Dean Martin e Robert Mitchum, e “Il caso Thomas Crown” di Norman Jewison con Steve McQueen. Si impone da subito, sia per la incredibile presenza fisica, sia per la voce che per la grande comunicativa.

 

yaphet kotto arnold schwarzenegger the running man

 

Lo ritroviamo diretto da William Wyler nell’ottimo “Il silenzio si paga con la vita” assieme a Lee J. Cobb, Lola Falana, Roscoe Lee Brown. Per la prima volta nella storia del cinema americano si vede sullo schermo un nero, proprio il Sonny Boy Mosby di Yaphet Kotto, uccidere un bianco e farla franca. Fu una rivoluzione.

 

Nel 1972 dirige il suo unico film da regista e produttore, “The Limit”, dove interpreta un poliziotto in motocicletta. E’ ancora un poliziotto, il tenente Pope, nel notevole “Rubare alla mafia è un suicidio” di Barry Shear, dove se la vede con un gruppo di gangster neri che hanno rubato 300 mila dollari alla mafia italo-americana. Con lui recitano Anthony Quinn e Anthony Franciosa.

yaphet kotto

 

“Non riesco a smettere di ridere quando penso a Anthony Quinn”, diceva Kotto. “Non mi lasciava dire niente. Quando gli dicevo di quanto fosse dura da bambino ad Harlem, mi ha raccontato di come è stato impiccato per il collo in Russia e lasciato per morto. Quando gli ho detto che mi sarebbe piaciuto vincere un Oscar. "Non preoccuparti, ti presterò il mio". "Non sai quanto sia difficile diventare neri in America".

 

"Ascolta Yaphet, finché non sei messicano, non sai cosa significa essere nulla!" Quando stavamo girando la scena sulla 110 esima ad Harlem ... gli ho detto: "Finalmente sono con la mia gente". "La tua gente? La mia bisnonna era una schiava in Alabama!" E’ grazie a questo ruolo, comunque, che viene scelto come il cattivo Dottor Kananga, una sorta di Papà Doc, e il suo alter ego Mr. Big, nel primo Bond con Roger Moore, “Vivi e lascia morire”, 1974.

yaphet kotto alien

 

In piena blaxploitation, il film avrebbe dovuto avere oltre a un cattivo nero, anche una Bond girl nera, ma i produttori non se la sentono e chiamano un’attrice bianca. "C'erano così tanti problemi con quella sceneggiatura”, dichiarò Yaphet Kotto.

 

“Ho dovuto scavare in profondità nella mia anima e nel mio cervello e trovare un livello di realtà che avrebbe compensato il mare di schifezze stereotipate che Tom Mankiewicz aveva scritto che non aveva nulla a che fare con l'esperienza o la cultura dei neri”. Alla fine, però notava che “l'intera esperienza non è stata gratificante come avrei voluto che fosse".

yaphet kotto con la figlia sarada e la moglie toni pettyjohn

 

Gira grandi film di blaxploitation come “E’ tempo di uccidere detective Treck” di Jonathan Kaplan con Isaac Hayes in un ruolo che era stato pensato per Robert Mitchum. Kotto accetta il suo ruolo solo perché aveva bisogno di soldi per il divorzio. O “Friday Foster”/“Assassinio all’aeroporto” di Arthur Marx con Pam Grier, Godfrey Cambridge, Eartha Kitt. Ricordo come molto bello anche il più complesso “Rapporto al capo della polizia” di Milton Katselas con Michael Moriarty e Susan Blakely.

yaphet kotto alien 2

 

Non era del tutto riuscito, invece, “Drum – L’ultimo Mandingo” di Steve Carver, sequel del primo “Mandingo”. Nel televisivo “I leoni della guerra” di Irvin Kershner, interpretato da Peter Finch e Charles Bronson, uno dei film dedicati al celebre raid israeliano all’aeroporto di Entebbe, è un più che credibile Idi Amin, il sanguinario dittatore ugandese.

 

alien

Sono film maggiori sotto ogni punto di vista anche “Tuta blu” di Paul Schrader dove recita con Richard Pryor, dedicato alla corruzione nei sindacati americani, “Alien” di Ridley Scott e “Brubaker” di Stuart Rosenberg con Robert Redford. Parlando di “Alien” ha detto: “Tutte le scene erano impegnative, in particolare quando sai che devi recitare dentro set enormi. Gli effetti speciali determinano dove puoi camminare.

 

homicide life on the street

Poi ti chiedi come puoi sopravvivere in una lotta contro un mostro. Sarai ricordato? Ridley Scott è stato fantastico. Ci ha dato uno schema di novanta pagine che spiegava in dettaglio ciascuno dei nostri personaggi e poi è scomparso dietro la telecamera. È così che dirige; gestisce la sua macchina fotografica. La sceneggiatura di Alien era bloccata. Era uno dei migliori copioni che abbia mai letto, quindi non c'è stato molto da migliorare”.

 

richard pryor yaphet kotto

Nel 1980 diventa il primo nero a interpretare in un film Otello, il Moro di Venezia, in “Othello” diretto da una misteriosa Liz White. Lo troviamo ancora detective in “Condannato a morte per mancanza di indizi” di Peter Hyams con Michael Douglas e in “Midnight Run” di Martin Brest con Robert De Niro e Charles Grodin. Fa tanta tv, tante serie, sia negli anni ’80 che negli anni ’90. Lo troviamo come Al Giorello in “Homicide: Life on the Street”, una serie che dal 1993 arriva fino al 1999 e dove contribuirà anche alla sceneggiatura delle puntate. Ma in generale il suo periodo d’oro rimane quello degli anni ’70 e  del trionfo della blaxploitation.

poker di sangue yaphet kotto nel 2004ava duvernay ricorda yaphet kotto yaphet kotto aka mr. big in vivi e lascia morire yaphet kotto con la terza moglie sinahon yaphet kotto alien

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…