marie laforet

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – SI SONO CHIUSI PER SEMPRE I BELLISSIMI OCCHI DI MARIE LAFORET, VOLTO E VOCE DEGLI ANNI ’60, RIBATTEZZATA PER SEMPRE “LA RAGAZZA DAGLI OCCHI D’ORO”, CHE ERA POI IL TITOLO DI UNO DEI SUOI PRIMI FILM. MA IL SUO VERO ESORDIO, DAVVERO ESPLOSIVO, ERA STATO ANCORA VENTENNE A FIANCO DI ALAIN DELON NELLO SPETTACOLARE “IN PIENO SOLE” – SEMPRE BELLA E ELEGANTE, MAGARI NON FU UNA GRANDE ATTRICE, MA... – VIDEO

 

 

Marie Laforet rip

Marco Giusti per Dagospia

 

marie laforet 2

Si sono chiusi per sempre i bellissimi occhi di Marie Laforet, volto e voce degli anni ’60, ribattezzata per sempre La ragazza dagli occhi d’oro, che era poi il titolo di uno dei suoi primi film diretta da Jean-Gabriel Albicocco, suo primo marito, ne ebbe ben cinque. Ma il suo vero esordio, davvero esplosivo, era stato ancora ventenne a fianco di Alain Delon e di Maurice Ronet nello spettacolare giallo In pieno sole di René Clement, 1960, nel ruolo di Marge.

 

marie laforet 3

Il pubblico non se la poteva certo scordare. Nata Maiténa Marie Brigitte Douménac nel 1939 a Soulac-sur-mer, di origini catalane-occitane, fu da subito e per sempre conosciuta come Marie Laforet. Grazie proprio ai suoi due primi film, la sua carriera era lanciata per sempre. Si divise tra Francia e Italia per tutto il resto della sua vita. La troviamo così in produzione diverse, quasi sempre a fianco delle star del tempo, di Annie Girardot in Amori celebri di Michel Boisrond e di Jacques Charrier in Il diavolo sotto le vesti di Michel Deville. In Italia è una delle protagoniste assieme a Anna Karina di Le soldatesse di Valerio Zurlini, un film molto discusso al tempo.

marie laforet

 

Non si può dire una delle muse della Nouvelle Vague, anche se in qualche modo la sfiorò con Claude Chabrol nel divertente Marie Chantal contro il Dottor Kha, dove è appunto la protagonista, Marie Chantal. Si mosse decisamente meglio nel noir e nel poliziesco, da Colpo grosso a Parigi a La gang dei diamanti, e dove trovò il suo regista di riferimento nel prolifico Georges Lautner, che la diresse più volte, soprattutto con Jean-Paul Belmondo in Poliziotto o canaglia e Irresistibile bugiardo, ma anche con un vecchio Robert Mitchum in Presunto violento. Dopo essersi spostata in Svizzera già nel 1978, dove aprì anche una galleria d’arte e ebbe ben tre matrimoni, lavorò molto in Italia.

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La troviamo così con Alberto Sordi in L’avaro di Tonino Cervi, con Francesca Dellera in La bugiarda di Franco Giraldi, con Marcello Mastroianni in A che punto è la notte, ultimo film diretto da Nanni Loy, con Nancy Brilli in Tutti gli uomini di Sara di Gianpaolo Tescari e con Michele Placido nella fortunata serie La piovra 3 diretta da Luigi Perelli. Sempre bella e elegante, non cambiò mai il suo stile e illuminò coi suoi occhi, magari non essendo mai stata una grande attrice, i tanti set che frequentò tra un matrimonio e l’altro.

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