la calda notte dell’ispettore tibbs

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - SE NON L’AVETE VISSUTA NEGLI ANNI ’60, È DIFFICILE CAPIRE COSA FU L’ESPLOSIONE DI SIDNEY POITIER IN UNA SERIE DI GRANDI FILM CIVILI CHE LO PORTARONO AL RUOLO DI UNA VITA, QUELLO DEL PROTAGONISTA DI “LA CALDA NOTTE DELL’ISPETTORE TIBBS”. PERCHÉ MAI SI ERA VISTO UN AFRO-AMERICANO RISPONDERE ALLO SCHIAFFO DI UN BIANCO RAZZISTA CON UN ALTRO SCHIAFFO. POITIER VOLLE L’ASSOLUTA SICUREZZA CHE LA SCENA NON VENISSE TAGLIATA DA NESSUNA COPIA E… - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

la calda notte dell’ispettore tibbs 9

Se non l’avete vissuta allora, negli anni ’60, è difficile capire cosa fu pure per noi, italiani lontani da Hollwyood e dal profondo sud segregazionista, l’esplosione di Sidney Poitier in una serie di grandi film civili che lo portarono al ruolo di una vita, quello del protagonista di “La calda notte dell’ispettore Tibbs” di Norman Jewison. “They call me Mister Tibbs” è la frase che darà maggiore dignità al personaggio, ma la scena che rimase più impressa fu un’altra. Perché mai si era visto un afro-americano rispondere allo schiaffo di un bianco razzista con un altro schiaffo, sicuramente più forte, come nella celebre scena dove Mister Tibbs prende a schiaffi il personaggio del bianco razzista Endicott interpretato da Larry Gates. Non fu facile arrivare a quello. E Poitier volle l’assoluta sicurezza che la scena non venisse tagliata da nessuna copia.

sidney poitier

 

Ma tutti, a cominciare dal produttore, Walter Mirisch, sapevano bene che negli stati segregazionisti del sud il film non sarebbe mai uscito, scena tagliata o meno. In Sud Africa verrà addirittura proibito, come quasi tutti i film con Poitier. Ma per Hollywood e per il popolo afro-americano che avrebbe visto il film sarebbe stata una rivoluzione. E faceva passare il tono del film, da giallo con schermaglie un po’ da commedia tra il poliziotto razzista di paese Rod Steiger e il poliziotto istruito di città afro-americano, qualcosa di davvero mai visto e di drammaticamente attuale. Del resto non era stato un film facile da girare.

 

la calda notte dell’ispettore tibbs 6

Lo stesso Poitier aveva voluto che, benché ambientato in una cittadina del più profondo sud, la lavorazione fosse spostata in Illinois, al Nord, nella cittadina di Sparta. Sapeva, perché ne aveva passate di tutti i colori quando, rischiando la vita nell’agosto del 1964, durante la Freedom Summer, assieme a Harry Belafonte in auto inseguiti dal Klan (o dalla polizia? O da tutti e due?) avevano portato 70 mila dollari in contanti per Movimento dei Diritti Civili a Greenwood, Mississippi, che lì avrebbe rischiato la vita. E quando fu obbligato a girare degli esterni in Tennesse per vederlo tra i campi di cotone, dormiva con la pistola sotto il cuscino.

 

Ma il Klu Klux Klan rese impossibile il suo soggiorno, al punto che ritornarono subito in Illinois. “Io non posso vivere dove non posso muovermi”, dirà durante la lavorazione del film, “dove non posso mangiare dove voglio. Io voglio vivere dove voglio e cercare i miei spazi dove voglio io”. Il 1967, del resto, quando si girò il film, fu un anno fondamentale per Sidney Poitier.

SIDNEY POITIER 11

 

Anche se aveva vinto un Oscar come miglior attore per “I gigli nei campi” di Ralph Nelson nel 1964, il primo Oscar da protagonista in assoluto per un attore afro-americano, e il primo con un ruolo non stereotipato come invece erano quelli da non protagonisti di Hattie MacDaniels per “Via col vento” e di James Baskett per “I racconti dello zio Tom”, è nel 1967 che Poitier gira, uno dopo l’altro “La scuola della violenza” di James Clavell, dove fa l’insegnante nero in una classe di bianchi dell’East End londinese, un film che andrà incredibilmente bene al botteghino, “La calda notte dell’Ispettore Tibbs” e il fondamentale “Indovina chi viene a cena” di Stanley Kramer, dove per la prima volta a Hollywood si parla di un matrimonio misto, cosa che era vietata per legge in 16/17 stati del paese. Sembra che sia con “La scuola della violenza”, ma il titolo inglese suona “To Sir With Love”, che i produttori rimangono stupiti dalla massa di ragazzi e soprattutto ragazze che vanno a vedere il film solo per lui.

 

la calda notte dell’ispettore tibbs 5

Non è solo una star o l’unica star afro-americana di Hollywood, è anche la star più sexy del momento. Noi tutti, quando vedevamo i suoi film, lo sapevamo benissimo. Per dare la giusta luce al colore della pelle di Mister Tibbs, film in gran parte notturno, il direttore della fotografia Haskell Wexler si inventa qualcosa che non si era mai visto. E gli effetti si vedono. Ma è soprattutto lui, Sidney Poitier, a sapersi muovere con un’eleganza e una bellezza che pochi altri attori del tempo sembravano possedere. “Io sono la sola star nera di Hollywood?”, dice ai giornalisti, “Ma non  posso credere di essere il solo essere umano di talento tra venti milioni di neri. Questo dipende solo dal fatto che Hollywood non dà mezza chance alla mia razza. La mia fortuna a Hollywood è da attribuire a pochi campioni di progressismo che ho incontrato, Stanley Kramer, Joe Mankiewicz, Richard Brooks, Mike Frankovitch e i dirigenti della United Artists”.

SIDNEY POITIER

 

Tutto vero, ma certo nessun attore ha avuto la carriera fulminante di Sidney Poitier. Già nel 1959, quando uscì “The Defiant Ones” di Stanley Kramer, dove recitava assieme a Tony Curtis, veniva definito dai giornali come “Una delle maggiori attrazioni di Hollywood”, perché oltre a essere l’unico protagonista afro-americano nei film di Hollywood era soprattutto bellissimo. Per tutti gli anni ’50, Hollywood sa perfettamente che tipo di attore ha tra le mani, ma, pur inserendolo in buoni film di registi, appunto, progressisti, gli rifila costantemente un partner bianco di peso.

 

la calda notte dell’ispettore tibbs 4

Lo troviamo così in “No Way Out” di Joe Makiewicz come medico nero che si scontra con Richard Widmark, in “Il seme della violenza” di Richard Brooks dove affronta il professore Glenn Ford, in “Edge of teh City” di Martin Ritt dove fa coppia con John Cassavetes. In “Qualcosa che vale” di Richard Brooks affronta l’amico Rock Hudson. Regolarmente trova una star bianca da affrontare, da Bobby Darin a Paul Newman, da Alan Ladd a Tony Curtis. Almeno ne “I gigli del campo” è l’unico maschio tra tante donne. Ma quando vincerà l’Oscar, battendo l’Albert Finney di “Tom Jones”, e darà un bacio alla premiatrice Anne Bancroft, la scena verrà tagliata per non avere problemi.

la calda notte dell’ispettore tibbs 4

 

In America è qualcosa che non si può ancora vedere. Ralph Nelson, il regista del film, gli offrirà subito dopo il ruolo da co-protagonista, assieme a James Garner, del bellissimo western “Duello a El Diablo”, dove, per la prima volta, il fatto di essere afro-americano non è neanche accennato. E’ uno sceriffo, elegantissimo, stilosissimo, in un mondo dove niente sembra esser così definito. La svedese Bibi Andersson, musa di Ingmar Bergman, lascia casa e famiglia per andare dal suo amante indiano. Ma è l’anno dopo, come abbiamo visto, che Poitier esplode davvero e fa esplodere con tre film il razzismo e le contraddizioni di Hollywood. Niente sarà più come prima. E dopo diventerà possibile che i due amici, lui e Harry Belafonte, si ritrovino per girare da protagonisti un film tutto loro. Completamente liberi.   

la calda notte dell’ispettore tibbs 8la calda notte dell’ispettore tibbs 3la calda notte dell’ispettore tibbs 10

michael caine sidney poitier mandela e de klerk SIDNEY POITIERsidney poitier michael caine mandela e de klerk sidney poitier tony curtis sammy davis jr jack lemmonQuancy Jones con Lupita e Sidney Poitier oscar winner sidney poitier with daughter sydney tamiia poitier Sidney Poitier doveva fare il lavapiatti

 

mike nichols sidney poitier 11

la calda notte dell’ispettore tibbs 2

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...