petrecca gramellini

PETRECCA, FACCE RIDE: “FACCIAMO NEWS NON PER I SALOTTI MA PER LA GENTE COMUNE” – IL DIRETTORE DI RAINEWS24, CHE HA DEDICATO L'APERTURA DEL TG NON ALLA FRANCIA MA AL FESTIVAL DI POMEZIA IN CUI SI ESIBIVA LA COMPAGNA, RISPONDE IN UNA LETTERA AL "CORRIERE DELLA SERA" ALL’ARTICOLO IN CUI GRAMELLINI GLI DAVA DELL’OTTUSO - "TROVO INGIUSTA L'OFFESA. LA NOSTRA E' UNA OTTUSITA' FELICE CHE RISPLDENDE DELLA GENUINITA' DELLA GENTE COMUNE" (A PARTIRE DALLA SUA COMPAGNA, ALMA MANERA?)

LA PREVALENZA DELL’OTTUSO

Massimo Gramellini per il Corriere della Sera - Estratti

massimo gramellini in altre parole

Non me ne vogliano i diretti interessati, ma la vicenda di Rainews che ignora le elezioni francesi perché le ha vinte la sinistra mi ha riportato alla mente una scena raccontata da Montanelli. 

 

(...)

Potremmo chiamarla la prevalenza dell’ottuso (non del cretino: non mi permetterei mai). Se sei serio, dai tutte le notizie.

 

Se sei furbo, quelle scomode le dai lo stesso, ma con taglio critico: enfatizzando l’antisemitismo del leader della sinistra francese Mélenchon o le difficoltà della variopinta maggioranza anti-lepenista nel formare un governo.

 

ALMA MANERA PAOLO PETRECCA

Se invece sei ottuso, le nascondi per puro automatismo d’obbedienza, senza neanche renderti conto che la tua capa, Giorgia Meloni, trarrà vantaggi politici enormi dalla sconfitta di Marine Le Pen. Cambiano i colori dei governi, ma immutabile rimane la sfumatura di grigio degli ottusi, mastice e zavorra di ogni potere, che adora circondarsene mentre dovrebbe considerarli i suoi peggiori nemici.

 

 

2 - «NOTIZIE E PLURALISMO QUESTA È LA NOSTRA REDAZIONE»

Lettera di Paolo Petrecca al “Corriere della Sera”

 

Caro direttore, ti scrivo pregandoti di darmi spazio sul tuo quotidiano, lo stesso che pubblica Il caffè di Massimo Gramellini ogni giorno e che nelle ultime ore si è occupato addirittura di me.

 

massimo gramellini foto di bacco (2)

Vorrei rispondere, semplicemente perché trovo ingiusto offendere un collega senza conoscerlo e, con lui, offendere il lavoro della sua redazione. Gramellini è Gramellini, d’accordo, lo ammiro e lo leggo da anni. E l’ho sempre visto anche in Rai, con i suoi programmi e i suoi editoriali meravigliosi.

 

Non sono un editorialista di chiara fama come lui, ma lavoro da 34 anni e faccio semplicemente il giornalista. E da oltre due anni e mezzo guido una squadra di persone che, nel bene e nel male, fanno quel che faccio io: cerchiamo di raccontare il mondo.

 

Non sempre ci riusciamo. Proviamo a non prendere buchi, sbagliamo come tutti, a volte anche aprendo i tg (ne facciamo circa una ventina al giorno) con notizie diverse da quelle scelte dalle testate principali. Ma due cose le facciamo sempre: non siamo omologati, per scelta editoriale e perché non facciamo tg generalisti, e soprattutto andiamo alla fonte, per verificare le notizie.

Paolo Petrecca Alma Manera

 

Cerchiamo di non scrivere di altri se non chiediamo loro almeno un parere. È una delle regole principali del giornalismo, che io, te e il caro Gramellini siamo stati in qualche modo costretti a recepire da giovani. Ricordi le famose 5 W che non fanno più gola a nessuno in questo mondo dei social e degli smartphone...

 

Siamo gli unici, noi di Rainews24, per esempio, che ancora incessantemente insistono a non mollare il racconto della guerra in Ucraina. Pensa, direttore, che ogni giorno, intorno alle 15, facciamo un tg in lingua ucraina. Per i profughi che sono stati costretti a fuggire dalle bombe di Putin.

 

paolo petrecca foto di bacco

Non fa ascolto, certo, il tg ucraino, ma è servizio pubblico. Come quello di raccontare la storia di città, centri minori, piccoli paesi, dove sono nati i miti, gli eroi, i nostri antenati. Anche per riportarli ai nostri figli. E a proposito di giovani: pensa ai miei di figli, direttore, che leggendo le parole di Gramellini hanno scoperto di avere un padre «ottuso» perché ha dedicato solo poche ore al voto in Francia domenica sera.

 

paolo petrecca foto di bacco

A Rainews24, nonostante tutto, facciamo sforzi continui per esserci, ovunque e comunque. Nel segno del pluralismo e in tutta la nostra «ottusità». Un’ottusità felice, però, che sfugge ai salotti e risplende della genuinità della gente comune. La stessa che incontri nei bar, nelle piazze, nei cinema, nei teatri, sulle spiagge, nelle scuole, nelle università, in Francia come in Italia, in Gran Bretagna come negli Stati Uniti .

paolo petrecca alma manerapaolo petrecca

 

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)