2020quarantenagiusti0505

LA QUARANTENA DEI GIUSTI – SE AVETE GIÀ FINITO “HOLLYWOOD” SU NETFLIX, CON SCOPATE, POMPINI, CHIAPPE MASCHILI A GO-GO, NON BELLISSIMA PER CARITÀ MA IMPERDIBILE, VI CONSIGLIEREI PRIMA DI TUTTO TRE GRANDI FILM. “PRIMO AMORE” DI DINO RISI, “UOMINI E COBRA”, UNICO WESTERN DI MANKIEWICZ E “A HISTORY OF VIOLENCE" DI CRONENBERG – NIENTE MALE NEANCHE LA SERATA MADE IN SUD PRATICAMENTE DEDICATA A VITTORIO FELTRI SU RAI DUE, CON DUE FILM VOLGARISSIMI MA DIVERTENTI… – VIDEO

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

serie netflix 'hollywood' 14

Che vediamo oggi? Beh, se avete già finito la serie più stracultgaia del momento, “Hollywood” su Netflix, con scopate, pompini, chiappe maschili a go-go e la ricostruzione fin troppo accurata delle feste orgiastiche nella villa di George Cukor, non bellissima per carità ma imperdibile, vi consiglierei prima di tutto tre grandi film.

 

primo amore 5uomini e cobra 1

“Primo amore” di Dino Risi, Rai Movie alle 19, 10, con Ugo Tognazzi vecchio comico in una RSA pre-Fontana&Gallera innamorato perso della bellissima servetta Ornella Muti, che è anche una sorta di viaggio nel varietà e un omaggio al corpo e agli occhi della Muti.

 

gomorroide 1

serie netflix 'hollywood' 11

“Uomini e cobra”, Iris alle 21, unico western di Joseph L. Mankiewicz con Kirk Douglas, Henry Fonda e Warren Oates, copione meraviglioso pieno di colpi di scena e di serpenti a sonagli di Robert Benton e David Newman, un set incredibile ricostruito nel deserto da Edward Carrere fresco di “Mucchio selvaggio”. Mankiewicz preferiva la sua versione lunga da 165’ a questa da 126’, che taglia via gran parte del ruolo di Lee Grant. Io ricordo bene nella versione italiana di allora, però, il gran nudo integrale di Barbara Rhoades che venne tolto da quella americana.

 

primo amore1

Il terzo film è “A History of Violence” di David Cronenberg, Rai Movie alle 22, 55, capolavoro di tensione e di ragionamento sulla violenza americana con Viggo Mortensen, Ed Harris e Maria Bello ultrasexy. Niente male neanche la serata Made in Sud, praticamente dedicata a Vittorio Feltri con la benedizione di De Luca, proposta da Rai Due a partire dalle 21, 20 con due film volgarissimi ma divertenti, “Gomorroide” diretto neanche troppo segretamente da Francesco Prisco col gruppo trashissimo dei Ditelo Voi, quelli del “Fai schifo!!!”, ricordate?, e “Made in China napoletano” di e con Silvio Schettino.

la mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

 

gomorroide

“Gomorroide” inizia con l’incredibile urlo “Vai, Capucchioooooo’, vai!!!”, di una sguaiata ragazza in guepiére mentre sta scopando, pronta però a farsi subito il selfie da dopo-scopata col famoso Lello detto Capucchione. Oh!!! “Più so’ famosi e più so’ struonzi!”, urla un’altra donna a uno dei protagonisti, Mimmo, che non ha voluto farsi il selfie col suo bambino, perché stava discutende con l’ex-moglie. Per non parlare del complesso “M’ha shiattat ’nu’ fai schifo ’n faccia ch’n’appoc’ m’ittavo ’n ’derra!”. Oh, sarà un film volgare, ma almeno è fuori dalle regole, e sicuramente è più divertente l’idea dei due film napoletani alle 21 della serata Pupi Avati che a richiesta dello stesso Avati (ricordate quella lettera-manifesto che fece per il ritorno della cultura in tv?) ci propina Cine 34 (leggi Mediaset) con ben tre film del “maestro” dopo il regalo della giornata palinsesto a Pupi Avati che ci ha già propinato Rai Storia.

serie netflix 'hollywood' 12

la mazurka del barone, della santa e del fico fiorone 1non aver paura della zia marta

 

I tre film in questione di Avati su Cine 34 sono “Bordella” alle 19, 30, “La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone”, 21, 10 e “Tutti defunti tranne i morti”, 23, 05. A onor del vero va detto che sono stati scelti i tre film più eccessivi di Avati, soprattutto “Bordella”, ma tra “Primo amore” di Dino Risi e “Bordella” non c’è proprio storia. Stasera in prima serata, passa pure il non riuscitissimo “Suburbicon” di George Clooney con Matt Damon, Rai Movie 21, 10, da un vecchio copione dei Coen, e su Canale 5 l’ormai muffo “Padre Pio” di Carlo Carlei con Sergio Castellitto del 2000. C’è anche Gianni Bonagura, però… In seconda serata, oltre a “A History of Violence” di Croneberg, vedo che passa “Fargo” dei Coen su RSI alle 23, 30, mentre “Gli amanti passeggeri”, commedia stravagante supergaia di Pedro Almodovar arriva su Rai Movie davvero molto tardi, alle 00, 35. Uffa… Lo ricordo bellissimo. Ci sono battute meravigliose, "Voi coppie gay come siete etero!". La situazione base è quella di un aereo partito da Madrid per Città del Messico che si ritrova da subito in avaria, a causa di un carrello inceppato, e gira a vuoto sopra il cielo di Toledo (metafora politica della Spagna, dell'Italia, dell'Europa..) alla ricerca di uno scalo d'emergenza dove atterrare. Non c'è però da preoccuparsi perché, sul modello dei vecchi "Airport", sia i passeggeri che gli steward sono svitatissimi.

a history of violence

 

primo amore 3

Soprattutto Joserra, il grande Javier Camara, capo degli steward fidanzato con lo sposatissimo comandante Alex, Antonio de la Torre, sorpreso però proprio da Joserra a farsi fare una megapompa dal suo secondo, il bel Benito, Hugo Silva ("tu sei proprio una frociona!"). I tre steward cercano, a modo loro, di tranquillizzare i passeggeri della prima classe, visto che quelli della seconda sono stati pesantemente addormentati. Così i tre passano da un gran numero coreografato di "I'm so excited" delle Pointer Sisters a un micidiale cocktail, l'Agua de Valencia, rinforzato con una bella dose di mescalina tirata fuori dal culo di un bel passeggero ("per passare la frontiera il culo è la cosa più sicura!"), che farà sballare un po' tutti scatenando le già poco represse pulsioni sessuali dei presenti.

a history of violence 2

 

gli amanti passeggeri 1

Per chi non riesce a dormire ricordo ancora l’horror “Non aver paura della zia Marta” di Mario Bianchi, Cine 34 alle 1, 15, supervisionato da Lucio Fulci con Adrian Russo, Gabriele Tinti e la formosa Jessica Moore alias Luciana Ottaviani, o la ripoposta di “Avere vent’anni” di Fernando Di Leo con la coppia Gloria Guida-Lilli Carati, Cielo alle 1, 40. Alle 5 su Rai Movie passa anche “L’assedio di Siracusa” di Pietro Francisci con Rossano Brazzi, ma mi sembra tardino, no?

 

a history of violence 3

Oggi pomeriggio vedo che alle 16 si può scegliere tra il glorioso e ricchissimo “Spartacus” diretto da Stanley Kubrick con Kirk Douglas, Laurence Olivier, Iris, e il peplum nostrano “Perseo l’invincibile” di Alberto De Martino con Richard Harrison su Cine 34. Con  suoi quattro Oscar, diecimila comparse, incredibili combattimenti fra gladiatori, copione scritto dal blacklisted Dalton Trumbo, “Spartacus” è la degna risposta che voleva dare Kirk Douglas a William Wyler ealla MGM che non lo scelsero come protagonista di “Ben Hur”. Coatto come era Kirk, ci rimase malissimo e rifiutò il contentito del ruolo di Messala, che andò a Stephen Boyd.

 

perseo l’invincibile

Non avrebbe mai fatto il secondo a Charlton Heston. Kirk, diciamo, non si regolava. Cacciò dal set il regista Anthony Mann (ho detto Anthony Mann!) perché gli sembrava troppo debole con gli attori. Certo, di fronte a due prime donne prepotenti come Laurence Olivier e Charles Laughton uno come Mann, più adatto al western, si sentiva in soggezione. Quelli facevano come volevano, cambiando le battute. Così lo liquidò (la sola scena rimasta diretta da Mann è quella della miniere di sale) e chiamò Stanley Kubrick, con cui aveva fatto “Orizzonti di gloria”. Ma litigava anche con Kubrick. Che voleva fare di testa sua. Tolse di mezzo il direttore della fotografia Russell Metty prendendo il suo posto, anche se poi, quando arrivarono gli Oscar lo andò a prendere proprio Metty.

 

made in china napoletano

Litigava sul copione con Dalton Trumbo. Non gli piaceva la scena finale “Io sono Spartacus” e a Kirk glielo disse in faccia. Per risposta Kirk, quando scese dalla croce alla fine di un ciak interminabile, gli tirò una sedia in testa. Lo studio voleva girare tutto il film in America, per dimostrare che non c’era bisogno di andare a Roma o in Europa, e lui fece la scena della battaglia finale tutta vicino a Madrid. Insomma, furono 167 giorni di girato di inferno, sembra, al punto che Tony Curtis se ne uscì con la battuta “Chi mi devo scopare per scappare da questo set?”. Nel restauro del 1991 vennero aggiunti quattro minuti con la scena dove Laurence Olivier ci prova con Tony Curtis.

uomini e cobra

 

Si narra anche di una scena con Jean Simmons nuda uscita solo per la versione europea. Non mi sembra proprio di ricordarla. “Perseo l’invincibile”, Cine 34 alle 16, è invece il primo peplum ufficialmente firmato da Alberto De Martino. “A me avevano dato un copione”, ricordava, “che ho riscritto assieme a Mario Guerra e a Ernesto Gastaldi. L’ho girato quasi tutto in Spagna, a parte qualche interno a Cinecittà. I trucchi ce li hanno fatti Carlo Rambaldi e Eugenio Bava, padre di Mario, che ha fatto l’effetto della gente che diventava di pietra. Il dragone l’ha fatto Rambaldi, doveva uscire dall’acqua e avevano messo delle rotaie per farlo scorrere. Quando siamo andati a girare però c’era la bassa marea per cui quando usciva il dragone si vedevano le rotaie e si dovette rifare tutto.

 

made in china napoletano

Andò bene, ebbe critiche ottime in Francia”. Amando De Ossorio ricordava però di aver ripreso lui con i trucchi non riuscitissimi di Rambaldi. “Il regista terminò di girare e lasciò tutti i trucchi. I produttori erano spagnoli, il film si girò qui per cui fui chiamato a girare i trucchi. Il film venne girato tutto in Almeria e dovetti fare un mostro antidiluviano che attaccava dei cavalli. Per creare il mostro rivestii una gru di un tessuto che sembrava la pelle di un mostro. Il movimento sussultorio della gru funzionava per muovere il collo del drago. Non attaccava i cavalli, ma li gettava in mare”. Ma la Medusa di Rambaldi è favolosa… Attenzione che alle 16, 45 su Rete 4 passa un bellissimo western, “Ucciderò Willie Kid”, diretto da Abraham Polonsky con Robert Redford, Katherine Ross e Robert Blake. E’ il primo film che gira Polonsky dopo essere stato cacciato da Hollywood come comunista per quasi vent’anni. Willie Kid, interpretato da Robert Blake, da anni in carcere per omicidio, è il giovane indiano a cui si dà ingiustamente la caccia per tutto il film.

suburbicon

 

Vi segnalo infine il grottesco “Mortacci”, uno dei film di Sergio Citti che preferisco, su Cine 34 alle 17, 35. Ci sono Gigi Proietti, Vittorio Gassman con Galeazzo Benti, Malcolm McDowell, Sergio Rubini, Carol Alt. Doveva essere il film per la rinascita seria di Alvaro Vitali. Non fu così, ahimè. E’ imperdibile l’episodio di Andy Luotto come Scopone, tutto vestito di bianco, che muore cagandosi addosso dopo aver bevuto troppa aranciata fredda per far colpo su Michela Miti, la bella barista di uno stabilimento. La finisco qui che è meglio.

primo amore 4a history of violence 1mortaccigli amanti passeggeribordellamaria bello nuda in a history of violenceprimo amore

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...