calabresi mughini

"HA FATTO BENISSIMO CALABRESI A NON DARE LA MANO ALLE TRE PERSONE COINVOLTE NELL’OMICIDIO DEL PADRE, DUE DELLE QUALI SO BENISSIMO CHI SONO" – MUGHINI: "L'OMICIDIO DEL COMMISSARIO FU UN'OPERAZIONE CONDIVISA DA ALMENO 20 PERSONE CHE TACCIONO DA 50 ANNI PERCHÉ HANNO FATTO CARRIERA. L'APPELLO CONTRO DI LUI? GESTO IDIOTA. POCHI SI SONO PENTITI. TRA LORO PAOLO MIELI” – LE BORDATE AI 5 STELLE, LE MINACCE A SAVIANO “MAI ESISTITE”, LA BOLDRINI “MEZZA CALZETTA” E "LA SUBCULTURA" DEL MARADONISMO: "LO SCUDETTO DEL NAPOLI? CREATO DA DIEGO E DA ALEMAO…"

il commissario luigi calabresi

Federico Novella per “la Verità”

 

Giampiero Mughini, giornalista, scrittore, intellettuale, nonché luminare del pallone. Che ne pensa del maradonismo dilagante di questi giorni?

«Ha i tratti di una subcultura. Una cosa è commemorare apprezzare uno dei più grandi atleti del Novecento, altra cosa farne un Dio. L' interprete è stato immenso, tra i cinque calciatori più grandi al mondo. Trovo eccessivo però averlo esaltato anni fa nel più illustre teatro napoletano, ossia nella città di Totò, Eduardo De Filippo e Raffaele La Capria.

 

Eppure, in queste ore mi stanno insultando: solo perché ho detto che Maradona non è un santo. Lo dico con commozione per il tragico destino umano di un uomo morto a 60 anni ma che s' era autodistrutto da tempo».

 

Riconoscerà che lo scudetto del Napoli lo ha creato lui.

mario calabresi quello che non ti dicono

«Lui senz' altro eccome, ma anche Alemao che in una partita decisiva si diede per morto per una monetina da 20 lire piovutagli sulla testa che non avrebbe fatto male a una mosca».

 

Saviano ha scritto: «Non pensavo Maradona fosse mortale e non un Dio».

«Ho letto queste sue frasi, incredibilmente banali, in cui il napoletanista sopravanza così tanto l' intellettuale. Del resto, non so dire quanto Saviano valga come intellettuale».

 

Non crede alle minacce della camorra nei suoi confronti?

omicidio luigi calabresi a milano 17 maggio 1972

«I tribunali hanno registrato le testimonianze di mafiosi che dicevano che quelle minacce non sono mai esistite. Falcone non è che lo minacciarono, lo fecero saltare in aria».

 

L'altra ideologia della settimana, oltre al maradonismo, è il boldrinismo.

«Per carità, abbiamo parlato di un protagonista immenso come Maradona. Non passiamo parlare di una mezza calzetta».

Il boldrinismo è la declinazione odierna del femminismo che incontra il politicamente corretto.

ovidio bompressi giorgio pietrostefani

«Siccome sono un uomo che per 365 giorni l' anno onora la donna e il femminile, ai miei occhi il femminismo porta il nome di Carla Lonzi, non certo quello della Boldrini, la quale voleva che Mattia Feltri pubblicasse un suo insulso articolo contro Feltri padre. Per dire di Vittorio Feltri quello che si merita, nel bene e nel male, ci vuole ben altro che le risorse intellettuali di cui dispone la Boldrini».

adriano sofri

 

Si è scoperchiata l' ennesima polemica sul passato che non passa. Mario Calabresi non ha dato la mano a tre persone coinvolte nell' omicidio di suo padre. Chi sono?

«Ha fatto benissimo Calabresi, e io neppure sotto tortura dirò chi penso siano quei tre, due dei quali so benissimo chi sono. Uccidere un commissario di polizia in un agguato al centro di Milano fu un' operazione condivisa da almeno 20 persone, senza contare le rispettive fidanzate».

 

E gli intellettuali omertosi?

leonardo marino

«A quel tempo ce n' erano caterve. Oggi si limitano a tacere per vigliaccheria, perché se metti becco in un argomento del genere, ti fai dei nemici. E parlo per testimonianza diretta. Io su questa storia ci ho scritto un libro: a parte l' amico Cazzullo, non ne parlò nessuno. Anzi, venni querelato da un paio di militanti di Lotta continua».

paolo e mario calabresi con la madre gemma

 

Lei ha scritto: «Come si fa a vivere 50 anni nella menzogna più bieca?».

«Ci sono carriere da difendere, soprattutto nell' editoria e nella comunicazione. Intendiamoci, non che io oggi voglia inchiodare una persona alla sua eventuale responsabilità morale per un episodio di quarant' anni fa. Basterebbe però dire semplicemente: ho approvato, ho applaudito, mi dispiace di averlo fatto».

 

C' è chi scelse di non farlo.

«Nando Adornato mi raccontò che, nel suo liceo, quando arrivò la notizia dell' attentato omicida, l' intera classe scattò in piedi ad applaudire. Lui quasi si nascose per non farsi vedere che non applaudiva».

 

Quelli che oggi tacciono fanno ancora lezioni di civismo?

luigi calabresi

«Ognuno risponde di sé stesso. Ho sempre pensato che, in fatto di moralità, non si possano dare lezioni. I sacerdoti del Bene, e Saviano è uno di questi, per me sono insopportabili. Humphrey Bogart non dava lezioni di coraggio: era il coraggio».

 

Non ha avuto parole molto tenere nei confronti degli intellettuali che parlano di politica.

«Molti sono dei pagliacci, ma non tutti. Molti».

 

I mandanti morali sono ancora sulla cresta dell' onda?

«Il famoso appello dell' Espresso contro Calabresi del 1971 è stato firmato da 800 persone, e nell' elenco c' erano tutti. Fu un gesto idiota, di cui in pochi si sono pentiti. Uno di loro, il mio amico Paolo Mieli».

 

Troppo pochi?

«Dopo tanti anni, avrei voluto che qualcuno in più dicesse: è stata una porcata, e purtroppo ci ho creduto. Niente da fare. Non vogliono rovinare il loro pubblico potenziale. Cialtroni da due soldi».

 

Comunque, la difficoltà a metabolizzare il passato fa parte del nostro dna.

giampiero mughini

«La mia generazione ha avuto la fortuna pazzesca di non dover combattere una guerra, e di vivere in un Paese con reddito in crescita. Anziché ringraziare il cielo, ci siamo inventati una guerra psicotica, l' antifascismo degli anni Settanta, che non aveva senso poiché il fascismo venne seppellito dalle bombe americane del '45».

 

Dunque?

«In virtù di questa guerra psicotica i miei compagni di viaggio sono andati per strada ad ammazzarsi tra di loro. E ne conosco tanti. Un pomeriggio dei primi anni Settanta lanciarono le molotov contro la biblioteca giuridica del ministero di Grazia e giustizia, accanto a casa mia. Un poliziotto li inseguì e ne uccise uno. Per una molotov scagliata contro la porta di una biblioteca, rendiamoci conto».

 

Anche il coronavirus viene descritto come una guerra.

mughini cover

«Non cadiamo nel ridicolo. Ci sono 53.000 morti in Italia ma è altra cosa di una guerra. Nel 1944 io bambinetto accompagnavo mia madre a prendere l' acqua alla fontana. Alzavo lo sguardo e vedevo gli aerei alleati che si avventavano su Firenze, dove vivevamo».

 

Come lo vive il lockdown?

«Non mi fa né caldo né freddo. Vivo come sempre. Mi sveglio, vado in edicola a prendere i giornali, e poi la passo la giornata nella mia stanza dei libri. Capisco il problema delle famiglie i cui figli non possono andare a scuola e che restano a gironzolare per casa».

Paolo Mieli

 

Il Mughini ventenne che si scontrava con la polizia a Parigi, oggi si ribellerebbe?

«Il Mughini di Parigi non esiste più. Non partecipo minimamente dello stato d' animo dell' assembramento. Io sto magnificamente da solo e per i fatti miei».

 

Non le dà fastidio l' iperpresenzialismo dei virologi?

«Non pontifico su materie che non conosco. Ciascun virologo risponde per sé stesso. Però per la televisione è stata una manna: si possono fare intere trasmissioni che costano 100 lire, con un virologo e un ospite a caso che parla relativamente italiano».

 

C' è chi pensa che la tragedia economica sia peggiore di quella sanitaria.

«Molte categorie stanno combattendo una guerra di sopravvivenza. C' è gente che torna a casa dai figli senza sapere come pagare le bollette. E senza godere del reddito di cittadinanza».

 

Un sussidio che non le piace?

«Per carità, anche all' estero ci sono misure analoghe. Però all' estero sanno come farle funzionare. Da noi vedo tanti imbroglioni in giro».

mughini

 

Un Paese diviso anche nella tragedia?

«Certamente i lavoratori del pubblico impiego non ci hanno rimesso un centesimo. Ma c' è sempre stata l' Italia dei garantiti, quelli che saltano il lavoro per un ginocchio dolorante, mentre le partite Iva vivono alla giornata, nel senso che rischiano ogni volta il loro lavoro e il loro reddito. Per questo continuo a pensare che lo stipendio di Bari non dev' essere uguale a quello di Milano».

saviano

Cioè?

«È evidente: con 1.000 euro al Nord non compro le stesse cose che posso permettermi al Sud. Gli affitti, tanto per dirne una, a Bari viaggiano al 40% in meno che a Milano».

 

Ci crede al partito di Giuseppe Conte?

«Oggi i partiti non esistono più, e quindi è facile farne degli altri. Conte va in televisione 10 volte al giorno, mille iscritti al suo partito li trova. Poi cosa possa rappresentare un partito di Conte non ne ho la più pallida idea».

 

Non sembra essere ispirato dal personaggio.

«Ai miei occhi non è interessante, difatti su di lui non ho mai scritto una riga. La cosa pazzesca è che lui prima era capo di un governo "ics", oggi è capo di un governo "ipsilon". Se oggi mi chiedessero un nome di un valido presidente del Consiglio sarei in grave difficoltà. Mi piaceva Matteo Renzi, ma oggi è divenuto uno degli uomini più odiati d' Italia».

 

Mi faccia una fenomenologia dei 5 stelle.

laura boldrini si mette i guanti 1

«Non ho mai capito chi siano davvero. L' unico elettore dei 5 stelle che ho conosciuto in carne e ossa era una giovane avvocatessa. Mi disse: ho votato i 5 stelle perché ho litigato con il fidanzato».

 

Per il resto?

«Se trovassi per strada un 5 stelle, lo toccherei per verificare di quale materiale è fatto, se esiste davvero oppure no».

 

ALEMAO CARMANDO

Tra alti e bassi, sembra che Pd e M5s siano destinati a viaggiare insieme?

«Questo governo nasce da uno sgambetto di Renzi in area di rigore con il quale ha messo insieme due formazioni politiche che non avevano nulla in comune, e questo pur di sgambettare la Lega».

ULTIMO VIDEO DI DIEGO ARMANDO MARADONA

 

Il Pd vede il protagonismo di Conte con un certo fastidio: lo si accusa di pensare troppo alle nomine, e troppo poco ai provvedimenti necessari al Paese, come le priorità del Recovery fund.

«Sì, ma il Pd che idea contrappone? Del resto, se cerchi di costruire un' identità politica sulla base dei paradigmi di 30 o 40 anni fa, stai nelle nuvole, in quanto tutto della nostra vita pubblica è mutato radicalmente».

LUIGI DI MAIOluigi calabresimaradona - chiesa maradonianadiego armando maradona santo diego armando maradona santo diego armando maradona santo 3cabrini maradonamaradona - chiesa maradonianaadriano sofri giorgio pietrostefani e ovidio bompressi

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