giuseppina mino reitano

"PAPÀ ERA AMICO DEI BEATLES, SUONAVANO NEGLI STESSI LOCALI DI AMBURGO. SI ESIBIVA CON IL NOME 'BENJAMIN'" - MINO REITANO RACCONTATO DALLA FIGLIA, GIUSEPPINA: "I CRITICI LO PRENDEVANO IN GIRO PER 'ITALIA', L’UNICA CANZONE CHE LO VEDE SOLO INTERPRETE. LUI HA PAGATO LO SCOTTO DI ESSERE UN CANTANTE NAZIONALPOPOLARE. CREDO CHE SIA STATO CAPITO DAVVERO SOLO DOPO LA SUA SCOMPARSA" - VIDEO

Estratto dell'articolo di Mario Luzzatto Fegiz per il "Corriere della Sera"

 

mino reitano

Era commozione vera quella che si percepiva nel pomeriggio del 29 gennaio 2009 nella Chiesa di Sant’Eusebio di Agrate negli occhi di Adriano Celentano e Claudia Mori, di Roby Facchinetti, Gianni Morandi, Mike Bongiorno, Memo Remigi, Nicola Di Bari, Shel Shapiro, Mario Lavezzi, Valerio Merola, e tanti altri fra i quali il ministro Tremaglia, il presidente della provincia Penati, i sindaci di Reggio Calabria e di Fiumara.

 

giuseppina reitano

Il funerale di Mino Reitano, che era mancato due giorni prima a soli 64 anni per un cancro all’intestino, diede la misura concreta e precisa della popolarità di un personaggio profondamente radicato nella coscienza collettiva della gente comune, e anche profondamente stimato dai colleghi. […] Giuseppina, 45 anni, la figlia maggiore, custode dell’eredità artistica del padre insieme alla madre e all’altra sorella Grazia Benedetta, (44 anni, vive ancora nei pressi di Agrate nel villaggio costruito da Mino nel 1969).

 

È vero che era amico dei Beatles?

mino reitano 5

«Papà aveva un bellissimo rapporto con i Beatles non ancora famosi. Suonavano negli stessi locali di Amburgo. Quando McCartney arrivò come super ospite a Sanremo 1988 gli venne annunciato che c’era in gara anche una sua vecchia conoscenza, Mino Reitano. Reitano who? Non conosco nessun Reitano. Poi l’equivoco fu chiarito. Reitano si esibiva con lo pseudonimo di Benjamin. All’inizio partì da solo per la Germania, poi fu raggiunto dai fratelli. Benjamin and his brothers. Si esibivano in vari locali di Amburgo. I Beatles non si chiamavano ancora Beatles. Pete Best suonava la batteria (poi sostituito da Ringo Starr). A Harrison, Paul, Lennon, il nome Mino Reitano non diceva nulla. Lo chiamavano Benjamin. Beniamino».

mino reitano e patrizia vernola con le figlie

 

Che rapporto aveva con suo padre?

«Ho deciso di occuparmi a tempo pieno di papà tutelando l’immenso patrimonio musicale di Mino Reitano autore o interprete di successi come “Una chitarra cento illusioni”, “Io per lei” (dei Camaleonti), “Una ragione di più”. Autore per molti colleghi ma anche, appunto, interprete molto originale. In casa si masticava molta musica e papà è stato un grande maestro. Ma non ho mai desiderato salire sul palco. Ho sempre lavorato per lui dietro le quinte».

 

mino reitano

[…] I rapporti con i colleghi?

«Tutto lo ricordano in bene. Amore e rispetto del prossimo. Rapporti stretti con Morandi, Ranieri, Little Tony, Celentano. Adriano veniva per giocare a pallone nel nostro campo di calcio. A sorpresa è arrivato al funerale con Claudia. Del resto era facile diventare suoi amici. Dolce, affabile, simpatico, non sgomitava. I colleghi amavano stare con lui».

 

La critica lo prendeva in giro. Nel mirino la canzone «Italia».

«Ha citato l’unica canzone che lo vede solo interprete. Il testo e la musica sono di Umberto Balsamo. Lui ha pagato lo scotto di essere un cantante nazionalpopolare. Consapevolmente».

 

giuseppina reitano

Come nascevano le sue canzoni?

«Lui aveva ispirazioni immediate. Girava con un registratore mangiacassette e lo teneva sempre pronto. Non appena gli veniva una melodia lui registrava. In seconda battuta andava al pianoforte, magari in piena notte, e sviluppava la melodia a volte con un testo maccheronico».

 

[…] Era un buono vero. Perché fu osteggiato?

«Forse proprio per la sua bontà. Un ragazzo semplice che però aveva tanto da comunicare a livello vocale e di composizione. Questa sua normalità fornì lo spunto a qualcuno per prenderlo in giro. E lui rispondeva creando grande musica fino alla fine».

 

In cosa consisteva la sua unicità?

mino reitano

«Stiamo di fronte a uno dei più grandi artisti popolari italiani. Coniugava ricchezza di estensione vocale e di armonici con la capacità umana di saper coinvolgere il pubblico. Essere uno di loro. Era cresciuto in grande povertà. La sua grande umanità veniva percepita dalle platee».

 

Politica?

«Era molto rispettoso delle idee altrui. Pur non avendo studiato assorbiva molto dai mondi che frequentava allargando la mente».

 

mino reitano

L’ha mai visto arrabbiato?

«Raramente, ma sì. Si arrabbiava di fronte a certe critiche secondo lui ingiuste. Ma non dava in escandescenze. Si chiudeva in se stesso. Rabbia silenziosa. Si sentiva ferito e stava muto. Lui dava se stesso come uomo e come artista. Alla fine forse si chiedeva se era valsa la pena di tutto questo altruismo».

 

[…] Il rapporto con la sua terra d’origine?

«Si sentiva ambasciatore di Calabria nel mondo come dimostra l’album “Omaggio alla mia terra”. Sa una cosa? Credo che Mino sia stato capito davvero solo dopo la sua scomparsa».

giuseppina reitano mino reitanobeatles e mino reitano amburgo 1962 giuseppina reitano

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…