boom di messaggi odio sui social quando fa troppo caldo

RANCORE FA RIMA CON SUDORE: NEGLI STATI UNITI BOOM DI MESSAGGI D'ODIO SUI SOCIAL QUANDO FA TROPPO CALDO - UNA RICERCA CONDOTTA PER QUATTRO ANNI SU 4 MILIARDI DI TWEET RIVELA CHE I POST PIÙ VIOLENTI VENGONO PUBBLICATI IN COINCIDENZA CON TEMPERATURE ESTREME: SOPRATTUTTO OLTRE I 40 GRADI (MA ANCHE AL DI SOTTO DELLO ZERO)...

Massimo Basile per repubblica.it
 

boom di messaggi odio sui social quando fa troppo caldo

I delitti estivi hanno una versione ridotta sui social: sono i piccoli delitti su Twitter, fatti di messaggi violenti, razzisti, d’odio, che registrano un picco con l’aumentare delle temperature. Oltre i 42 gradi, la gente tende a riversare ancora di più il disagio usando i social per scaricare rabbia e rancore.
 
È quanto emerge da un’indagine scientifica condotta negli Stati Uniti per quattro anni, e i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista medica The Lancet Planetary Health.
 
Attraverso l’uso di algoritmi, gli studiosi hanno analizzato quattro miliardi di tweet geolocalizzati negli Stati Uniti tra il 1° maggio 2014 e il 1° maggio 2020, individuando 75 milioni di post violenti, scritti in inglese e provenienti da 773 città americane. I ricercatori hanno scoperto che il numero di messaggi d’odio si riduceva drasticamente quando la temperatura del posto da cui venivano scritti era mediamente tra i 15 e i 18 gradi, ma poi, in concomitanza con l’aumento del calore, tra i 42 e 45 gradi, si impennava fino al 22 per cento.

afa

 
In realtà, i toni si infiammano non solo quando la temperatura sale ma quando è estrema. Un picco del 12 per cento di tweet aggressivi è stato registrato in inverno, con temperature sotto i -3 gradi, cioè quando le persone si trovano fuori dalla loro “comfort zone”, la situazione in cui si sentono più protetti. Il troppo caldo o il troppo freddo scatenano nevrosi che si riversano sui social. E la statistica si è fermata prima che la pandemia da Covid costringesse milioni di americani a restare chiusi in casa.
 
Per non ridurre i dati a pura curiosità statistica, servirebbe che le piattaforme li usassero per rendere più efficaci i controlli sui contenuti, utilizzando gli stessi algoritmi per identificare in tempi rapidi i contenuti violenti, che poi producono effetti a catena. Ma non c’è molto ottimismo. A giugno Facebook ha ricevuto critiche per aver mancato di individuare messaggi d’odio scritti in lingue che non fossero l’inglese, e per non aver bloccato annunci pubblicitari che rilanciavano notizie false. L’odio alimenta interazioni e piace agli inserzionisti, dunque porta soldi alle piattaforme.
 

boom di messaggi odio sui social quando fa troppo caldo

Ma con un costo alto per gli utenti. Passare dall’autore di un post a bersaglio degli haters può essere un attimo: secondo un sondaggio di Pew Research quattro americani su dieci sono stati colpiti da messaggi d’odio, che possono generare stati d’ansia e depressione fino a mettere in pericolo la propria vita. “Essere bersaglio dell’odio online - ha spiegato al Guardian Annika Stechemesser, scienziata esperta di impatto climatico - è una seria minaccia per la salute mentale delle persone. Gli studi di psicologia ci dicono che l’odio online può aggravare le condizioni mentali specie tra i giovani e i gruppi emarginati”.
 
Una ricerca delle Nazioni Unite ha evidenziato come tre quarti delle donne, in tutto il mondo, hanno detto di essere state bersaglio di messaggi violenti. Un afroamericano su quattro ha ricevuto offese razziste. Twitter è stato scelto dai ricercatori perché è usato da un americano su cinque e perché molti tweet indicano la provenienza geografica. Davanti a un messaggio d’odio, potremmo dare una rapida occhiata alla temperatura del posto da cui un hater scrive, spesso nascondendosi dietro un nickname, e trovare conferma che non c’è niente di sbagliato in noi. È il tempo.

social 1

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)