leosini

SARO’ FRANCA (PURE TROPPO) – LA LEOSINI DIRETTRICE PER UN GIORNO DI “RAI STORIA” RIDISEGNA IL PALINSESTO CON DUE INTERVISTE, UNA A LUCA VARANI CHE CON L'ACIDO SFREGIÒ LUCIA ANNIBALI E L’ALTRA A ANGELO IZZO, IL BOIA DEL CIRCEO. SI INCAZZANO TUTTI – I VERTICI RAI CANCELLANO LE DUE INTERVISTE NEL GIORNO DEDICATO ALLA LOTTA CONTO LA VIOLENZA SULLE DONNE  - LA LEOSINI SI DIFENDE: “LA MIA ERA UNA PROPOSTA A SERVIZIO DEL PUBBLICO E NEL RISPETTO DELLE VITTIME. MA ACCETTO LA DECISIONE PER..."

M.TAMB. per la Stampa

 

Franca Leosini proprio non immaginava tanto trambusto per una scelta fatta in piena buona fede nella certezza di operare al meglio. La signora del giallo che con le sue interviste in carcere ai responsabili dei più efferati delitti ha creato un genere, è stata direttrice per un giorno di Rai Storia.

 

In questa veste si era trovata a sposare in pieno il palinsesto che era stato programmato dalla rete nel giorno dedicato alla lotta conto la violenza sulle donne. Comprese le due interviste, invece cassate: la prima a Luca Varani che con l'acido sfregiò Lucia Annibali, tolta tra le polemiche. La seconda eliminazione, l'intervista a Angelo Izzo, il boia del Circeo, passata sotto silenzio.

 

leosini

Leosini, le faccio una domanda ingenua, mi dica sinceramente, ma lei era proprio convinta di questa scelta?

«Convintissima, in piena coscienza e le dirò perché. Questa terribile vicenda credo sia, tra le tante che raccontano di violenza, la più paradigmatica. Quale violenza può essere più crudele di quella che viene inflitta a una donna e che le rimarrà impressa sul corpo per sempre? L'ha tenuta in vita obbligandola a pensare a quanto le ha fatto il giorno dopo».

 

Troppo forte il ricordo per la vittima se riproposto cosi, non crede?

«Assieme ai responsabili della rete abbiamo pensato che fosse importante mettere gli uomini di fronte all'operato di uno di loro che ha generato tanto dolore. Nel corso dell'intervista io ho incalzato Varani, ne è uscito come era giusto uscisse. Nessuna concessione come era giusto fosse e come uso fare in tutti i miei programmi che mostrano che cosa può fare di una persona apparentemente normale, un mostro».

 

Invece i vertici di rete e di Rai ci hanno ripensato e hanno soppresso le due interviste. Si é chiesta il perché data la sua convinzione di aver operato una buona scelta?

«Sono rimasta sconcertata perché, ripeto, ero certa di fare una buona proposta al servizio delle donne e indicativo del massimo rispetto per le vittime. Ma io sono una donna Rai e sono abituata ad uniformarmi alle decisioni della mia Azienda. Ho accettato per rispetto e per scongiurare l'ipotesi che tale scelta potesse ferire persone già duramente ferite. Capisco pure che le sensibilità possano essere diverse e che il mio modo di voler smuovere le coscienze può non essere condiviso».

varani annibali

 

Sulle possibili cause di tale decisioni, sulle polemiche e sulle pressioni non solo politiche per attivare tale decisione lei ha qualcosa da dire?

«Non tocca a me fare considerazioni di questo genere. E lanciarmi in congetture. Sono comunque contenta di essere stata direttore per un giorno di Rai Storia e di aver condiviso il palinsesto deciso dalla rete». Lei si rimprovera qualcosa a proposito di quella intervista fatta a Varani? «Non mi sono mai rimproverata perché nelle mie interviste, tutte studiate nei minimi particolari, ho sempre incalzato chi mi stava di fronte, senza mai tirarmi indietro».

 

 

VIA LE INTERVISTE A VARANI E AL BOIA DEL CIRCEO

Michela Tamburrino per la Stampa

 

tweet su franca leosini

Un fiume in piena, peggio, una tempesta perfetta che rischia di spazzare via i vertici Rai con il vento gelido di questi giorni. Gaffe, ripensamenti dell'ultim' ora, telefonate concitate ai politici, palinsesti che saltano con, in aggiunta, il primo referente dell'Azienda pubblica che spara sul comandante della nave Rai in difficoltà.

 

E su tutto pesa una morìa di audience sottolineata poco tempo fa dallo stesso ministro Gualtieri. Il caso Morra Il caso che spacca la politica e precipita come una bomba sui vertici Rai è lo stop al presidente dell'Antimafia Nicola Morra, invitato a "Capitolo V" su Raitre e rimandato a casa quando stava per entrare in studio.

 

angelo izzo

Una figura non brillante della rete comunque la si veda. Sembra che siano stati l'ad Salini e il direttore di Rai3 Di Mare a dividersi i numeri di telefono per chiedere ai referenti politici che cosa sarebbe stato meglio fare. Di Mare, che ultimamente non ne sta azzeccando una, sembra abbia chiamato i suoi amici pentastellati, tra i quali il buon ministro Spadafora che molto lo stima, per ricevere consiglio. Si vede che le chiamate incrociate e frenetiche hanno sortito lo stesso risultato e l'improvvido Morra se ne è andato, non prima di essersi assicurato un'altra vetrina su La7 e aver ribadito che su Twitter continua a essere trend topic come una velina.

 

Il presidente della Camera Roberto Fico, ospite in Rai da Lucia Annunziata, spara a zero contro l'Azienda pure se la conduttrice cerca di smussare: «Assolutamente grave, gravissimo che il presidente dell'Antimafia entri in camerino per andare in trasmissione e gli dicano "non puoi". Non sta né in cielo né in terra. Spero che in Rai ammettano che è stato un grande sbaglio». In soccorso di Morra pure il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: «Il nostro è uno strano Paese, Morra si è scusato.

massacro del circeo angelo izzo

 

La frase infelice su Jole Santelli ha fatto notizia tra le polemiche. Invece Domenico Tallini, arrestato per mafia, va in secondo piano. Io non vedo l'ora di ascoltare in Rai tutte le domande che i giornalisti vorranno fare a Nicola Morra. L'indignazione è un valore, impieghiamolo per l'Italia più libera».

 

Invoca la forza del cambiamento il vice mimistro Stefano Buffagni: «Per il futuro auspico che la Rai, ma tutte le televisioni, rispettino la rappresentanza dei cittadini e la legalità. È intollerabile vedere in Tv i vari Buzzi o il figlio di Riina e poi assistere a uno scempio come quello di venerdì. Come M5s dobbiamo aver la forza di cambiare questi meccanismi, consapevoli che di sole favole o ideali si muore: o il potere lo si esercita, o qualcuno lo farà per noi. Evolviamo, e difendiamo Nicola».

 

Accuse a Leosini Ieri invece, a essere sconvolta da venti di guerra è stata persino la pacifica Rai Storia. Direttore per un giorno della rete era stata nominata Franca Leosini, a poche ore dalla Giornata internazionale dell'eliminazione della violenza sulle donne. Cosi la signora in giallo di casa nostra, ai vertici degli ascolti di genere, aveva voluto mostrare il male con esempi paradigmatici.

FABRIZIO SALINI

 

Due nella fattispecie: la sua intervista a Luca Varani, condannato come mandante dell'aggressione con l'acido dell'ex fidanzata Lucia Annibali, e l'intervista a Angelo Izzo che si macchiò con altri della strage del Circeo: due donne seviziate in una villa e i loro corpi chiusi in un bagagliaio dove una delle due trovò la morte immediata, mentre l'altra non si riebbe mai più. Non pago, dopo anni di carcere, durante una uscita per buona condotta, Izzo ne ammazzò altre due.

 

tweet su franca leosini 1

All'ultimo saltate tutte e due le interviste «per ragioni di opportunità». Tutto nasce da una dichiarazione del senatore Matteo Renzi, dunque di Andrea Romano e di Valeria Valente del Pd. Si grida allo scandalo, si accusa una programmazione giudicata vergognosa, si chiama in causa l'Ad Fabrizio Salini reo di aver permesso che fosse recato a Lucia Annibali ulteriore dolore. A quel punto scende in campo la direttora Calandrelli che questa scelta in buona fede aveva promosso e che, abituata agli ambiti culturali, mai si sarebbe aspettata tanta baraonda. Si racconta abbia preso in mano il telefono e si sia consultata con la diretta interessata. Cambio repentino di programma.

FABRIZIO SALINI

 

Al posto dell'intervista che avrebbe potuto scavare nell'animo di chi guarda in modo più incisivo e certamente doloroso per tutti, è andata in onda una miniserie a tema ma da pubblico casalingo generalista. Lo stesso accade per il caso Izzo. La Rai interviene assicurando che la decisione è stata assunta «per non urtare la sensibilità delle vittime e dei telespettatori». Vallettopoli, no grazie Altra grana scoppiata ieri.

 

franca leosini

A interrogarsi sulla bizzarria del fatto è la portavoce della Conferenza democratica delle donne Cecilia D'Elia: «Apprendiamo che l'Ad ha appena nominato alla Direzione pubblica utilità Giuseppe Sangiovanni, toccato dalla cosiddetta vicenda "Vallettopoli" che fu una brutta pagina della Rai di qualche anno fa. Non solo avalla a Rai2 nomine di vicedirettori solo uomini. Per non farsi mancare nulla sceglie anche uno dei protagonisti di Vallettopoli per promuoverlo a capo di un un'importante direzione Rai. Chiediamo a Salini di riconsiderare, visti anche i recenti inciampi, l'opportunità di questa scelta».

 

E su questo punto le donne Rai del Pd non sentono ragioni. C'entra poco con il tema violenza ma molto sul lavoro delle donne, la dichiarazione fatta da Angela Caponnetto di Rainews 24 che ha ringraziato le forze dell'ordine «che ci hanno dato comunicazioni sottobanco e che continuano a lavorare per le Ong anche se hanno ordini diversi». A insorgere questa volta è Giorgia Meloni di FdI.

franca leosini foto di bacco (1)franca leosini intervistata foto di baccofranca leosini giovanni floris foto di bacco (2)franca leosini monica cirinna foto di bacco (2)

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...