ferragni meme

SE BOTTICELLI HA L'INFLUENCER - STEFANO BARTEZZAGHI: “RESTA COMICO MA DIVENTA ALLA FINE FORSE VEROSIMILE CHE FERRAGNI STIA ALLA NOSTRA EPOCA COME LA VENERE BOTTICELLIANA STAVA ALLA SUA. MA QUESTO NON PERCHÉ NOI PRENDIAMO UNA INFLUENCER PER UN'OPERA D'ARTE. È VERO L'INVERSO: ACCADE PERCHÉ CONSIDERIAMO LE OPERE D'ARTE DEL NOSTRO PATRIMONIO, INESTIMABILE E TRASCURATO, COME OGGETTI D'ARREDAMENTO PERFETTI PER PUBBLICIZZARE ABITI, AUTOMOBILI, VIDEOCLIP (MAHMOOD AL MUSEO EGIZIO DI TORINO)’’ – FEDEZ: “VE LA PRENDETE CON LA FERRAGNI SOLO PERCHE’ E’ LEI. MAHMOOD…” - VIDEO

https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/polemica-fedez-difende-chiara-ferragni/364254/364810

 

FEDEZ

Da video.repubblica.it

 

CHIARA FERRAGNI E FEDEZ

Fedez risponde sulle sue storie Instagram alle polemiche scatenate dalla visita privata di Chiara Ferragni agli Uffizi a seguito di un servizio fotografico.

 

"Non è la prima volta che vengono ambientati degli shooting per la moda in luoghi d'arte. Perché non vi siete indignati prima?

 

Tre giorni fa è uscito un video bellissimo di Mahmood girato al Museo Egizio: ditelo che ve la prendete solo perché è Chiara Ferragni", dice il rapper.

 

FERRAGNI UFFIZI 5

"Se la profanazione - ha continuato - consiste nel fatto che mia moglie abbia una foto che ha gli Uffizi per sfondo, volevo dire che qualsiasi turista fa questa cosa. Se è un pronlema parliamone".

 

 

SE BOTTICELLI HA L'INFLUENCER

Stefano Bartezzaghi per la Repubblica

 

Visitare musei, di questi tempi, non è affare da poco; è anzi affare da pochi, tra prenotazioni obbligatorie e presenze contingentate. Se però è Chiara Ferragni a visitare la "Nascita di Venere" di Sandro Botticelli allora gli Uffizi occupano all' improvviso il centro dell' interesse.

FERRAGNI UFFIZI 4

 

La fotografia che testimonia la visita della signora giovane e famosa (diciamo pure celeberrima) al museo ha portato decine di migliaia di visitatori Instagram sull' account del museo, che diventano invece le solite centinaia di migliaia sull' account della medesima Ferragni (il dato già fa capire chi fra i due soggetti - museo e visitatrice - dia lustro a chi).

 

Sull' account istituzionale degli Uffizi una didascalia di arguzia leggermente delirante proponeva paragoni fra gli standard della bellezza femminile ai tempi del Rinascimento e quelli in vigore ai tempi nostri. Anche senza questo innesco la miccia dell' indignazione più facile si sarebbe consumata rapidamente.

 

FERRAGNI UFFIZI 9

Subito è infatti detonata la reazione che già si registrò per gli usi privati di Ponte Vecchio, le sfilate di moda all' Ara Pacis e tutti gli altri casi in cui il marketing della comunicazione più patinata ha spinto il suo anelito alla location inattesa sin oltre la soglia di luoghi consacrati all' arte.

 

Nel frattempo il cantante Mahmood ambientava un suo videoclip al Museo Egizio di Torino, destando però meno scalpore. Ma ecco che le fattispecie non sembrano proprio appartenere al medesimo genere. In una sfilata di moda si sfila, in una cena si mangia, in un videoclip si balla e dunque c' è una vera e propria occupazione degli spazi a fini che non sono quelli istituzionali. C' è dunque materia per una discussione.

FERRAGNI MEME

 

Ma se Chiara Ferragni visita il museo dove starebbe il problema? Il museo ha tenuto a testimoniare il suo passaggio, come accade sempre per le visite illustri, in pizzeria come in Vaticano.

 

A muovere l' indignazione saranno forse allora i motivi per cui Ferragni è famosa, che potrebbero lasciar pensare che agli Uffizi finalmente i due sensi della parola "estetica" siano confluiti.

 

FERRAGNI UFFIZI 1

Infatti è sicuramente comica l' idea di comparare Venere e Ferragni, come canoni di bellezza. Ma la medesima sproporzione in Italia non ha mai preoccupato, in alcuna delle millanta occasioni in cui il marchio del made in Italy ispirava e ispira contiguità fra le glorie artistiche e le produzioni moderne, panneggi barocchi e capi di stilisti, donne felliniane e statue giunoniche, carrozzerie e modanature manieriste.

 

Non è da oggi e non è a causa dei social network né di chi ne ha fatto una legittima professione (se non a suo modo un' arte) che si è svilita la natura del patrimonio artistico italiano con il considerarlo una faccenda di mero buon gusto nazionale.

 

FERRAGNI

Forse per consolarci della penuria di talento contemporaneo abbiamo ridotto a sapienza tecnica la grandezza di chi ha fatto la nostra storia dell' arte, dell' architettura, della letteratura. Leonardo? Un ingegnere. Michelangelo? Un creativo pieno di idee. Raffaello? Un devoto cantore della bellezza femminile. Dante? Bravo nelle descrizioni e nei dialoghi.

 

Resta comico ma diventa alla fine forse verosimile che Ferragni stia alla nostra epoca come la Venere botticelliana stava alla sua. Ma questo non perché noi prendiamo una influencer per un' opera d' arte. È vero l' inverso: accade perché consideriamo le opere d' arte del nostro patrimonio - inestimabile e trascurato - come oggetti d' arredamento venuti particolarmente bene.

venere di botticellila venere di botticelli vista da deep dream

chiara ferragni e fedezchiara ferragni apre la cappella sistina

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)