mia martini

PER SEMPRE MIA – OGGI MIA MARTINI AVREBBE COMPIUTO 75 ANNI. LA SPLENDIDA VOCE, I TESTI COMMOVENTI, L'AMORE “COME UN CAMPO MINATO” CON IVANO FOSSATI, LA STORIA DELLA IETTATURA. QUELLA CACCIA ALLE STREGHE CHE INCRINÒ IL SUO FRAGILE EQUILIBRIO – IL RICORDO DI MARINO BARTOLETTI: “POSSA MERITARE L'INFERNO CHI CON LA PROPRIA PERFIDIA LE HA DEVASTATO LA VITA, TOGLIENDO A LEI LA GIOIA E IL DIRITTO DI VIVERE E A NOI LA FORTUNA DI AVERLA ANCORA”

 

Arianna Ascione per www.corriere.it

 

mia martini, loredana berte

Mia Martini («Mimì»), una delle voci simbolo della musica italiana, compirebbe oggi 75 anni. La cantante, prematuramente scomparsa nel 1995, era nata a Bagnara Calabra in provincia di Reggio Calabria il 20 settembre 1947, figlia di un insegnante di latino e greco e di una maestra elementare. Era la secondogenita di quattro figlie: le sue sorelle sono Leda (1946), Loredana (nata nel 1950, anche lei il 20 settembre) e Olivia (1958).

 

La sua carriera prenderà il via nei primi anni Sessanta, quando convincerà la madre ad accompagnarla a Milano, in cerca di un'audizione per un contratto discografico. L’anno successivo inciderà i suoi primi 45 giri, ma ci sono molte altre curiosità e aneddoti poco noti sul suo conto.

 

Le origini del nome d’arte

MIA MARTINI

Fu l'avvocato Alberigo Crocetta, produttore discografico (scopritore di talenti come Patty Pravo e Mal) e fondatore del Piper, a suggerirle il nome d’arte Mia Martini: Mia - dall’attrice Mia Farrow - e Martini dall’omonimo marchio (all'epoca una delle tre parole italiane più famose all'estero).

 

Il provino Rai

«Video - Giovanile ma banale. Voce un po’ nasale ma incisiva. Stile moderno, tipo urlatori alla Celentano. In quel genere ha una certa aggressività e può essere utilizzata». Così si legge sulla scheda del provino fatto in Rai da «Minù Berté» il 6 maggio 1964.

 

Due vittorie consecutive al Festivalbar

Forse non tutti sanno che Mia Martini è l'unica interprete femminile ad aver vinto due Festivalbar consecutivamente, nel 1972 (con «Piccolo Uomo») e nel 1973 (con «Minuetto»).

 

 

L’amore con Ivano Fossati

mia martini loredana berte

Nella seconda metà degli anni Settanta Mia Martini incontra Ivano Fossati, con cui vivrà una storia d’amore molto travagliata (lei la descriverà come un «campo minato»). «Avevo un contratto con un'altra casa discografica e ho dovuto romperlo a causa sua. Perché era geloso, dei dirigenti, dei musicisti, di tutti - raccontava nel 1990 la cantante alla giornalista Ivana Zomparelli di Noi Donne -.

 

Ma soprattutto era geloso di me come cantante. Diceva che mi voleva come donna, ma non era vero perché infatti non ha voluto nemmeno un figlio da me, e la prova d'amore era abbandonare del tutto anche la sola idea di cantare e distruggere completamente Mia Martini». Il cantautore scriverà per lei diverse canzoni, molte delle quali incluse nell'album «Danza» (1978).

 

Il Premio della Critica a Sanremo

Nel 1982 Mia Martini canta al Festival di Sanremo «E non finisce mica il cielo», scritta sempre da Ivano Fossati. Vincerà il Premio della Critica, istituito proprio per la sua interpretazione. Tale riconoscimento a partire dal 1996 prenderà il suo nome (Premio della Critica Mia Martini).

 

Il ritiro

post di Marino Bartoletti su Mia Martini

«C'era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch'io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all'assurdo, per cui decisi di ritirarmi». Nel 1983 Mia Martini decide di ritirarsi dalle scene a causa della maldicenza che la perseguitava dal decennio precedente.

 

Tutto era iniziato nel 1970 (lo raccontò la stessa Mimì al giornalista Paolo Butturini di Epoca): un impresario, Fausto Paddeu soprannominato «Ciccio Piper», che aveva incassato un suo rifiuto per un’esclusiva a vita, le «appiccicò l’etichetta di porta jella» in seguito ad un incidente di ritorno da un concerto in Sicilia («Il pulmino su cui viaggiavo con il mio gruppo fu coinvolto in un incidente. Due ragazzi persero la vita»). L’esilio volontario di Mia Martini durerà fino al 1989, quando presenterà a Sanremo «Almeno tu nell'universo», che la riporterà al successo.

 

loredana berte panatta mia martini

Due volte ad Eurovision Song Contest

Mia Martini ha rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest per due volte, nel 1977 a Londra con «Libera» (otterrà il 13mo posto) e nel 1992, in Svezia, con «Rapsodia» (anno in cui ottenne una grande attenzione mediatica in quanto cognata dell’ex tennista svedese Björn Borg, che aveva sposato sua sorella Loredana. Arriverà quarta).

 

Il duetto con Loredana

«C’è una piramide di cielo ancora da scalare». Con sua sorella Loredana, con cui ha mosso i suoi primi passi artistici (insieme allo storico amico Renato Zero), Mia Martini ha partecipato a Sanremo: è accaduto nel 1993, il brano era «Stiamo come stiamo».

 

Tifava Napoli

Mia Martini era molto legata alla città di Napoli (memorabile la collaborazione con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello su «Cu'mme»). Era anche una grande tifosa della squadra partenopea: cinque giorni prima di morire era andata allo stadio, in curva, per vedere il match Napoli-Inter.

 

 

 

mia martini 6

 

mia martini 5mia martini loredana bertemia martini loredana bertecaterina caselli mia martiniloredana bertè mia martinimia martini loredana bertemia martini loredana bertemia martini 2mia martini 3mia martini 4

 

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...