celebrity hunted

SERIE DA (NON) PRENDERE SUL SERIO – DAVVERO AMAZON HA SCELTO IL FIACCO, DEBOSCIATO E INCONSISTENTE “CELEBRITY HUNTED” COME PRIMA VERA PRODUZIONE ORIGINALE ITALIANA? DAVVERO PENSANO CHE ALL’ITALIANO MEDIO NON PIACCIA ALTRO CHE VEDERE GENTE FAMOSA AZZANNARSI? LA RISPOSTA È SÌ A ENTRAMBE LE DOMANDE. MA SE FUNZIONA, FUNZIONA PER LE RAGIONI SBAGLIATE. L’UNICO CHE SI SALVA È TOTTI – VIDEO

 

Gianmaria Tammaro per Dagospia

 

celebrity hunted cast italiano

A un certo punto, non si sa bene quando o perché, qualcuno deve aver pensato che le riprese con il drone, su una città di notte, ben illuminata, meravigliosa com’è meravigliosa Roma, siano un inizio imprescindibile per una grande produzione televisiva. Sempre quel qualcuno, probabilmente subito dopo il suddetto certo punto, deve essersi reso conto di aver pensato una sciocchezza, perché le riprese con il drone sono belle solo se hanno un senso, solo se vedere una città dall’alto serve, e non se fanno da riempitivo.

gianmaria tammaro

 

“Celebrity Hunted”, dal 13 marzo su Amazon Prime Video, comincia con una sequenza girata con un drone, che mostra la capitale al buio, nelle sfumature arancioni delle luci, dal Colosseo agli altri grandi monumenti, e che prova – sì, via, ci prova – a impostare il tono del racconto, di questa infinita caccia all’uomo che sta per consumarsi. E quindi via per le strade deserte, su per i palazzi, lontano dal popolino, lì dove tutto sembra meraviglioso e perfetto, finché non si ritorna con i piedi per terra, in una camionetta stipata di persone.

 

celebrity hunted 5

Dettagli, altri dettagli: una scarpa, una mano, un’altra scarpa. In teoria, questo è il momento principe, quello che dovrebbe far capire al pubblico che sì, “Celebrity Hunted” è un gioco ma ehi, è anche una cosa serissima, un mix di adrenalina, suspense, tensione ed eccitazione. E invece viene fuori fiacco, debosciato, inconsistente; lo guardi e ti chiedi, “davvero?”. Cioè, davvero Amazon ha scelto questa cosa qui, questo reality, questo game, come sua prima, vera produzione originale italiana? Davvero pensano che all’italiano medio non piaccia altro che vedere gente famosa azzannarsi, inseguirsi, fare a gara e nascondersi? Sì, a tutte e due le domande.

 

celebrity hunted 4

Sì, agli italiani piacciono questi show; sì, Amazon deve aver pensato che il modo migliore per fare breccia nei cuori delle italiche genti è attraverso un reality, una produzione sontuosa, piena di gente famosa (in più o meno ordine: Francesco Totti, Fedez, Luis Sal, Claudio Santamaria, Francesca Barra, Costantino della Gherardesca, Diana Del Bufalo e Cristiano Caccamo), ambientata nella città eterna. Il problema, però, è che se funziona (e chi lo sa: quanti abbonati attivi di Prime Video ci sono in Italia? L’offerta per le zone rosse aiuterà? E quanti di questi spettatori furiosi vogliono rivedere le stesse cose che la vecchia televisione pubblica ripropone da anni?), funziona per le ragioni sbagliate; funziona perché è tutto così assurdo, così poco credibile, così finto e plasticoso da diventare appassionante. Ma attenzione: appassionante non nel senso di evocativo, ispirante o curioso; appassionante nel senso di incerto, titubante, straniante (come Totò e quella scenetta che fece allo Studio 1, “voglio vedere dove vuole arrivare”).

celebrity hunted 6

 

celebrity hunted 1

L’unico che si salva dopo la prima puntata è Totti: il Capitano, l’uomo che ha unito Roma Nord e Roma Sud, colui che tiene messe come le tiene il Santo Padre. E che qui, in “Celebrity Hunted”, va contro tutto e tutti, si sceglie una strategia vincente, e si ritaglia il suo posto al sicuro in un monastero, in mezzo a preti e cellette abbracciando lo spirito giusto con cui affrontare questa nuova, straordinaria avventura: la leggerezza. Non prendersi troppo sul serio (come, invece, quelle riprese dall’alto dei primissimi minuti vogliono fare), e non crederci nemmeno così tanto (alcune telefonate che fanno i concorrenti sono, credeteci, surreali: al limite del patetico).

celebrity hunted 7

 

“Al cuore, Ramon; punta al cuore!”, diceva il Joe di Clint Eastwood al brigante interpretato da Gian Maria Volontè. “Celebrity Hunted” non punta al cuore, ma punta alla pancia; e chissà, magari a qualcuno potrebbe anche piacere. La storia è: un gruppo di celebrità si dà alla fuga, deve vivere lontano dai radar per qualche giorno, mentre alcuni super-investigatori (oddio) prova a rintracciarli. È una variante molto più costosa e molto più sofisticata di “guardie e ladri”. Ma quello è un gioco per bambini, e piace ai bambini; questo è un gioco per adulti, di cui, francamente, non si sentiva nessun bisogno.

celebrity hunted cast completo di celebrity huntedfrancesca barra claudio santamaria celebrity hunted fedez luis sal celebrity huntedcelebrity hunted3

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…