truman capote

THE TRUMAN SHOW – CAPOTE ERA CAPACE DI SPAZIARE TRA LA ROMANTICA FIABA NEWYORCHESE DI “COLAZIONE DA TIFFANY” E  IL REPORTAGE NERISSIMO “A SANGUE FREDDO” – GARZANTI RIMANDA IN LIBRERIA DIVERSI TITOLI DEL GRANDE SCRITTORE AMERICANO – DALLA SHORT STORY AL MONUMENTO AL PETTEGOLEZZO CHE È “PREGHIERE ESAUDITE”…

 

 

LE LACRIME A SANGUE FREDDO DI CAPOTE

Paolo di Paolo per “il Venerdì di Repubblica”

 

truman capote 1

Possibile che a scrivere Colazione da Tiffany sia lo stesso autore di A sangue freddo? Possibile che la romantica fiaba newyorchese portata al cinema da Blake Edwards provenga dalla stessa penna che ha prodotto il reportage "nero" su un pluriomicidio in Kansas nel 1959? Rileggere Truman Capote produce questo curioso effetto jet lag: come se fra libro e libro ci fossero distanze astrali. Il fatto che Garzanti rimandi in libreria diversi titoli - A sangue freddo nella nuova, smagliante traduzione di Alberto Rollo, Colazione da Tiffany con la prefazione di Paolo Cognetti e Preghiere esaudite introdotto da Nicola Lagioia - è l' occasione per farsi qualche ulteriore domanda sul talento straordinario di questo scrittore americano.

 

nuova edizione garzanti di a sangue freddo di truman capotelivio garzanti truman capote

Esuberante, sì, e prodigioso in quanto a duttilità. Ciò che lo rende attrezzatissimo per il ventunesimo secolo in corso - pur essendo nato quasi cento anni fa - è forse proprio questo: non è solo uno scrittore. Meglio: sente che essere uno scrittore vuol dire disporre di una tastiera stilistica larga, di «un virtuosismo tecnico», così dice lui stesso, «resistente e flessibile come la rete di un pescatore». Capote sperimenta, lavora sulla short story e sul romanzo elegiaco, scommette sulla possibilità che il giornalismo sia inteso come arte, trasforma il dialogo e l' intervista in una battaglia fra coscienze turbate, la cronaca mondana in «commedia nera sui ricchi sfondati», in un monumento al pettegolezzo.

truman capote

 

È proprio con quest' ultimo esperimento, Preghiere esaudite, che compie il suo estremo azzardo: letterario e umano. L' alter ego P.B. Jones confessa la propria disponibilità a prostituirsi, anche solo intellettualmente, pur di accedere ai riti e ai vantaggi dell' alta società. «Nella polpa della Grande Mela» spiega Lagioia «P.B. incontra diversi vermi dai patrimoni incalcolabili, i cosiddetti "mostri non rovinati" di cui descrive le nefandezze (non aliene da grandiosità) con la dovizia di dettagli e l' acrimonia di cui sono capaci gli infiltrati. Se a P.B. Jones fosse riuscito definitivamente il salto, sarebbe uno strano caso di parvenu capace per cultura e stile di surclassare molti pigmalioni. È da qui che nasce il suo astio? O è perché non ce l' ha fatta?».

nuova edizione garzanti di colazione da tiffany di truman capotelee radziwill e truman capote

 

Non c' è tempo per rispondere: appena cominciano a circolare, su rivista, i primi capitoli della nuova, ambiziosa opera (il modello è Proust, ma un Proust inacidito, verrebbe da dire), Capote viene allontanato e ostracizzato dagli stessi che l' avevano esaltato e vezzeggiato. È il suo "suicidio sociale", un' uscita di scena malinconica, fra solitudine, alcol, disperazione. Muore in un giorno d' agosto di trentacinque anni fa, abbandonato da (quasi) tutti e - secondo i malevoli - dal proprio stesso genio.

gloria vanderbilt, pearl bailey, truman capotetruman capote

 

In verità, come un testamento, scrive un meraviglioso racconto, Un Natale (anch' esso edito da Garzanti) dove ritrova intatta la sua infanzia complicata, ritrova sé stesso ragazzino, suo padre che non c' era mai, sua madre presa da sgangherate storie d' amore. E ritrova soprattutto una specie di zia, una cugina anziana, Sook, che lo convince a passare il Natale con quel babbo latitante.

giovanni e marella agnelli al ballo di truman capote

«Ma certo che Babbo Natale esiste. Solo che non c' è nessuno che possa fare da solo tutto quello che deve fare lui. E allora il Signore ha distribuito i suoi compiti tra tutti noi. Per questo siamo tutti Babbo Natale. Io.

truman capote 2

 

Tu. Persino tuo cugino Billy Bob. E adesso dormi». Così la vecchia Sookie placa l' inquieto Buddy, il bambino cresciuto ipersensibile che un giorno diventerà scrittore. Il cuore sempre straziato. Forse il segreto di Capote si nasconde lì, nelle lacrime sempre pronte a sgorgare anche quando si ride, anche davanti a un albero che trema per il vento, perfino nel luccichio ottobrino di Manhattan.

nuova edizione garzanti di preghiere esaudite di truman capotel'editore bob colacello, la modella jerry hall, andy warhol, debbie harry, truman capote e paloma picasso al party per "interview" allo studio 54

D' altra parte, è lui stesso, il bugiardo consapevole delle sue «bugie vere», a definire i propri racconti «teneri e tristi». Ha ragione Cognetti, nella prefazione al leggendario Colazione da Tiffany (il cui adattamento cinematografico con Audrey Hepburn mai convinse Capote) a sottolineare, del personaggio di Holly, la natura lieve e tragica. Se la realtà non è «un paese per gente troppo romantica», allora faticherà Holly e faticherà anche il narratore, convinto che la ragazza non cambierà mai, che resterà così. Ferita. Attraverserà la vita e ne uscirà con lo stesso passo deciso e squilibrato. Alla fine del romanzo non sa dirci che cosa ne sia stato di lei: è andata lontano, da qualche parte, sì, ma l' avrà poi trovato il posto caldo e accogliente che somiglia a una rassicurante gioielleria?

truman capote 4

 

marilyn con truman capote

Capote conosce gli inganni del destino: trapiantato senza paracadute dalla provincia al bel mondo newyorkese o hollywoodiano, cerca lo stesso trauma in Holly, in Marilyn Monroe, e perfino in Perry e Dick, i protagonisti di A sangue freddo. Anche i due che massacrano per niente una disgraziata famiglia del Kansas hanno il loro buco nel cuore: «Io pensavo sempre a papà» racconta Perry a Capote, «speravo che lui venisse a portarmi via con sé».

truman capote

 

truman capote e harper lee

Non sta assolvendo i due assassini, ma si rivede in loro. E per questo non può scrivere "solo" un reportage, deve avanzare - «con un lessico e una sintassi opulenti», dice il traduttore - in una vicenda incandescente per il dolore che ha determinato, per il dolore che l' ha determinata. Deve scrivere anche di quello, Truman. Tentare la registrazione narrativa - come scrive Rollo nella nota conclusiva alla nuova versione - «di una società che rivendica la propria sanità ma non smette di produrre sintomi morbosi, epifanie del Male. Ed è lungo questo tragitto accidentato che Capote ci chiama a seguirlo». Qualunque cosa scriva. Su qualunque storia - dall' esordio delicatissimo di Altre voci, altre stanze al congedo corrosivo di Preghiere esaudite - faccia lo sforzo di non scoppiare in lacrime.

truman capote e l'alcoltruman capote 3truman capotelee radziwill and truman capotebabe paley con marito e la duchessa di windsortruman capote studio 54liz smith con truman capotegiovanni e marella agnelli al ballo di truman capotepamela harriman truman capotetruman capote 4Philip Seymour Hoffman Nei panni di Truman Capote truman capote truman capotetruman capote, lee radziwilltruman capote jon gould foto di andy warholi cigni truman capotetruman capote 4truman capote gloria vanderbilttruman capote and barbara "babe" paleyHARPER LEE TRUMAN CAPOTETRUMAN CAPOTE ROMAtruman capote 5

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)