cecchi paone e simone

“MI HANNO DATO DELL'OPPORTUNISTA, HANNO SCRITTO COSE ORRIBILI, UNO MI HA CHIESTO: MA ALMENO TI PAGA BENE?” – PARLA IL "PUER DELICATUS" SIMONE ANTOLINI, COMPAGNO ESTIVO DI ALESSANDRO CECCHI PAONE: “SONO TOTALMENTE PERSO DI LUI. MI SONO TROVATO A FARE I CONTI CON GENTE PASSATA DALLO STIMARMI ALLO SCHIFARMI. È STATO SCRITTO CHE HO 26 ANNI, INVECE, NE HO 23 E SU QUESTO CI SONO STATE SPECULAZIONI ASSURDE. IO SONO MOLTO SENSIBILE…”

Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”

 

cecchi paone simone 45

Simone Antolini, 23 anni, zazzera bionda, faccino da Jude Law giovane, un sorriso contagioso, fino a pochi giorni fa era il beniamino della cittadina marchigiana dove vive, studia Scienze Giuridiche e dove già sedicenne dava una mano alla famiglia dietro al bancone di un negozio di alimentari a chilometro zero. Poi, è stato paparazzato mentre si baciava con Alessandro Cecchi Paone e gli insulti omofobi sono stati così tanti e così pesanti, che ha dovuto chiudere la sua pagina Facebook. «Per me, è stato il finimondo», racconta adesso.

 

Perché «il finimondo»?

«Sono giovane e molto sensibile. Vicini, persone che vedo tutti i giorni, hanno scritto cose orribili, che mi hanno fatto male. Sono gli stessi che, per anni, ho servito al bancone. Oggi, in attesa di laurearmi, curo contabilità e amministrazione della ditta agricola di mio papà, conosco tutti e mi conoscono tutti: non mi aspettavo reazioni simili nella mia stessa comunità. Fra l'altro, è stato scritto che ho 26 anni, invece, ne ho 23 e su questo ci sono state speculazioni assurde».

 

Tipo che è uno studente fuoricorso che si approfitta di Cecchi Paone per diventare famoso?

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«Sì. Sono stato dipinto in un modo che non merito. Sono in regola con gli studi, ho buoni voti, non vedo l'ora di finire l'università e partecipare a dei concorsi nella Pubblica Amministrazione. I commenti degli sconosciuti non mi hanno disturbato, mi hanno fatto male quelli di persone che possono essere i genitori dei miei amici, dei miei compagni di scuola, di cui potrei essere il figlio.

 

Fino a qualche giorno fa, ero amato da tutti, credo apprezzato come ragazzo grazioso e gentile, di punto in bianco mi sono trovato a fare i conti con gente passata dallo stimarmi allo schifarmi. Uno mi ha chiesto: almeno, ti paga bene?».

 

Come si spiega tanto odio?

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«Non avevo ancora esternato la mia condizione. Volevo farlo prima coi miei genitori: sapevano che frequentavo Alessandro, forse immaginavano, ma non avevo avuto l'occasione di un dialogo con loro. Per cui, tutti pensavano che fossi etero e, ora, ritengono che sia diventato omosessuale per diventare famoso».

 

E lei non vuole diventare famoso?

«Amo il cinema. Ma l'unico provino a cui ho partecipato l'ho vissuto come la dimostrazione che era meglio pensare prima a studiare».

 

È incappato in un caso di MeToo?

«Un falso provino. Con un regista che mi chiedeva o soldi per un corso o un'alternativa, diciamo, gratuita. Me ne sono andato e mi sono messo a studiare col cuore in pace».

 

Come ha conosciuto Alessandro?

«Gli ho scritto su Instagram. Uscivo dalla mia prima relazione omosessuale. In precedenza, avevo avuto una fidanzata per quattro anni e avevo molti dubbi. Guardando la tv in pandemia, avevo scoperto che Alessandro aveva avuto una moglie. La similitudine di esperienze mi ha spinto a seguirlo sui social. Ci siamo scritti. Sono andato a conoscerlo a Rimini. Abbiamo cominciato a parlare tantissimo. Era aprile. Ho trovato in lui una persona che mi capisce, mi protegge».

 

Alessandro ha 38 anni più di lei. Non sono troppi?

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«Mi fa stare bene ed è quello che importa. Sono totalmente perso di lui. Da quando è entrato nella mia vita, mi sento sicuro di quello che sono, ha risvegliato in me l'interesse per arte, scienza, storia.

 

Posso ascoltarlo per ore e questo mi ha spinto a concentrarmi il doppio sullo studio.

Ha aggiunto alla mia vita la voglia di essere migliore».

 

E lei cosa crede di aver aggiunto alla vita di Alessandro?

«Freschezza. Dice che, con me, sta ringiovanendo».

 

Si dice che la sua generazione sia gender fluid, che non vuole etichette, né barriere. È così?

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«Mi ascrivo anche io alla definizione e posso dire lo stesso dei miei coetanei, ma gli attacchi arrivano da chi ha più di 40 anni e molti ragazzi non vivono liberamente per paura dei giudizi tossici delle generazioni più adulte».

 

I suoi genitori quanto sono aperti e comprensivi?

«Non sono stati contenti di sapere le cose da una rivista, ma ora vogliono solo che sia felice e trovi la mia serenità. E io, a parte i commenti brutti, l'ho trovata e voglio tenermela stretta».

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