la verite

LA VENEZIA DEI GIUSTI - “NON MI FIDO DI UNA DONNA CHE AMA I GATTI”. DEVO DIRE, DA GATTARO, CHE ANCHE SE IL PRIMO FILM IN CONCORSO, ''LA VÉRITÉ'', SCRITTO E DIRETTO DAL GENIALE HIROKAZU KORE-EDA È UN PO’ UN KORE-EDA MINORE O UN KORE-EDA PER SCIURE O PER SIGNORE DI PRATI CON TANTO DI CATHERINE DENEUVE FENOMENALE COME REGINA DELLE STRONZE, FUNZIONA COMUNQUE MEGLIO DI QUALSIASI COMMEDIA ITALIANA O FRANCESE DEGLI ULTIMI ANNI…

Marco Giusti per Dagospia

 

la verite

“Non mi fido di una donna che ama i gatti”. Devo dire, da gattaro, che anche se questo primo film in concorso della Mostra del Cinema di Venezia, La vérité, scritto e diretto dal geniale Hirokazu Kore-eda è un po’ un Kore-eda minore o un Kore-eda per sciure o per signore di Prati con tanto di Catherine Deneuve fenomenale come regina delle stronze, funziona comunque meglio di qualsiasi commedia italiana o francese degli ultimi anni.

 

Perché è difficile trovare in giro uno sceneggiatore bravo come Kore-eda in modo da far funzionare ogni ingranaggio di una storia fino alla fine. Anche se non ci mostra qui le trovate magistrali dei suoi film più famosi, come Un affare di famiglia, Palma d’Oro a Cannes, che ribaltava qualsiasi punto di vista del racconto via via che scoprivi il meccanismo narrativo, la quantità e la qualità di battute e battutine dei protagonisti che fanno un gioco di specchi e di verità-non verità continuamente giocando sul proprio passato e su cosa ricordano davvero del proprio passato è incredibile.

 

la verite

E viene moltiplicato una volta che pensiamo che tutto questo gioco di specchi soprattutto fra madre e figli è moltiplicato dal fatto che a condurlo siano due celebri attrici come  Catherine Deneuve e Juliette Binoche, con un passato e una memoria del proprio passato che si portano costantemente dietro. Diciamo che Fabienne, la Deneuve, è una strega, ma anche una grande attrice che ha vissuto solo per il proprio trionfo, “ho preferito essere una brava attrice piuttosto che una brava madre”, non guardando in faccia nessuno, né amiche, né figlie, né tantomeno uomini.

 

“Non ho mai chiesto scusa a un uomo” è una delle sue battute chiave. Juliette Binoche è la figlia, sceneggiatrice, che vive in America. In occasione dell’uscita parigina del libro di memorie della madre, intitolato guarda un po’ “La vérité”, la Binoche la viene a trovare con tanto di marito attore america di serie B, Ethan Hawke, “meglio come amate che come attore”, e figlioletta simpatica, che pensa che la nonna sia davvera una vecchia strega in grado di trasformare in animali gli esseri umani.

 

la verite

La Binoche non ha mai perdonato alla mamma né la morte di Sarah, bravissima attrice sua amica e rivale, che le fece da mamma perché umanamente più attenta della vera madre, né la delusione del non vederla nel suo esordio da attrice bambina in una recita de “Il mago di Oz” dove aveva il ruolo non di Dorothy ma del Leone fifone. Mettiamo che Fabienne sta contemporaneamente recitando in un film di fantascienza dove una giovane attrice, che le ricorda molto Sarah, ha il ruolo di una madre malata che per non morire va nello spazio e torna a trovare la figlia ogni 7 anni in modo da vederla invecchiare.

 

Al punto che il ruolo di Fabienne è quello della figlia da vecchia, mentre la madre rimane sempre giovane. Questo meccanismo di specchi, mediato dall’ombra dei personaggi del Mago di Oz, scatena i rapporti tra tutte le donne e apre a qualsiasi confronto col presente e col passato. Chi è il leone fifone e chi davvero Dorothy? Chi recita e chi scrive tra le due donne? Anche perché, ovviamente, nessuno è davvero un angelo o davvero un diavolo.

 

kore eda

E la verità è quella che noi ci raccontiamo rispetto alla nostra memoria e alla nostra continua riscrittura della realtà. Le signore in platea impazziranno per la Deneuve cattiva e crudele, sia con la figlia sia con i maschi, trattati come degli schiavi, dall’ex marito al compagno attuale al vecchio tuttofare. Il pubblico più giovane, ovvio, bolleranno Kore-eda come vendutello al cinema di papà occidentale, ma il suo sembra più un omaggio al cinema francese e alle sue grandi attrici, e l’unico intervento di una battuta giapponese, darà il via a un ribaltamento di campo molto sottile.

 

Del resto tutto il film è ben più sottile di quello che sembrerebbe, e nessun personaggio è così elementare e definito come sembrerebbe. Non sarà il film da Oscar americano che Barbera ci aveva abituato a vedere il primo giorno di programmazione, ma è una buona apertura adatta anche ai vecchio cinefili come Sergio Mattarella che, chissà perché, non è potuto venire.  

 

juliette binoche catherine deneuve

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…