bonaccini conte zaia

AL 18 MAGGIO CI AVVIAMO NEL CAOS PIU’ TOTALE - PERSINO BONACCINI SI RIBELLA A CONTE. FORTI TENSIONI TRA GOVERNATORI E GOVERNO CENTRALE - ZAIA (VENETO): “DA ROMA UNA LOGICA CHE NON STA IN PIEDI”. NESSUNA CERTEZZA PER LE IMPRESE CHE IN CASO DI DUBBI NON SANNO SE AFFIDARSI AL PROTOCOLLO INAIL O A QUELLO REGIONALE…

Daniele Capezzone per la Verità

 

luca zaia

Ancora caos e altra confusione creata da Roma, con la riserva mentale di scaricare le responsabilità sulle Regioni, se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto. È questo l' atteggiamento con cui il governo si è posto nell' incontro con le Regioni: la soluzione governativa - avvocatesca e levantina - è stata quella di dire che le ordinanze regionali devono ispirarsi ai «principi chiave delle linee guida», senza cioè essere vincolate a un rispetto letterale dei protocolli Inail.

 

NICOLA ZINGARETTI STEFANO BONACCINI

Mentre l' Inail ha fatto sapere per un verso che le sue sono «raccomandazioni», e che per altro verso una responsabilità dei datori di lavoro in caso di contagio dei dipendenti sussisterebbe solo in caso di dolo o colpa. Piccolissimi segnali di apertura, ma troppo vaghi, eccessivamente indeterminati, senza vere certezze per le imprese, e con una forte alea a carico delle Regioni, in considerazione del persistente potere statale di decidere marce indietro e nuove chiusure, con relativa inevitabile colpevolizzazione mediatica dei governatori. Senza dire, in caso di discrasia, del dubbio a carico delle imprese: affidarsi al protocollo Inail o a quello regionale?

 

nicola zingaretti stefano bonaccini

E infatti Luca Zaia, presidente del Veneto, è stato comprensibilmente duro: «Il provvedimento dice che possiamo applicare le linee guida regionali ma rispettando quelle nazionali, cosa significa? L' Inail ha fissato metri per spiagge e ristoranti, bisogna trovare una soluzione. Noi vogliamo aprire ma in maniera serena per non mettere nei guai imprenditori e lavoratori. Spero non ci siano sorprese, perché quando si lavora con Roma le sorprese sono sempre dietro l' angolo». Zaia ha fatto l' esempio delle spiagge per evidenziare alcuni paradossi: «Abbiamo cinque metri in spiaggia e in fabbrica un metro senza mascherina? Il ragionamento non sta in piedi. Pensate alle differenze degli arenili nei vari territori da Nord a Sud Italia, è impossibile fare una linea uguale per tutti, servono "abiti sartoriali"».

BONACCINI MANGIA A UN GIORNO DA PECORA

 

A sorpresa, anche il governatore dell' Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha fatto sponda con i governatori di centrodestra. Non è un mistero che Bonaccini punti a ritagliarsi un ruolo nazionale, anche interpretando - pur da sinistra - le preoccupazioni di alcuni settori produttivi: «Se le linee guida Inail fossero così rigorose che per un esercente, un barista, un ristoratore, un gestore di stabilimento balneare, diventasse praticamente impossibile aprire, è chiaro che la dicotomia tra la possibilità di apertura e quello che si deve osservare sarebbe un bel problema». Altra osservazione sul ritardo determinato da Roma: da qui a lunedì «avremo poche ore, pochi giorni. Per questo in Emilia-Romagna ci siamo messi avanti, augurandoci che le linee guida Inail non cozzino troppo con le regole che noi ci siamo dati. Il 18 è molto vicino».

 

Su un altro piano, i media vicini al governo hanno cercato di enfatizzare in termini polemici una inevitabile differenza di approccio tra il governatore della Lombardia Attilio Fontana e altri governatori di centrodestra. Con una certa strumentalità, alcuni hanno parlato di spaccatura, evidenziando la richiesta di omogeneità caldeggiata da Fontana («Per le riaperture serve una linea comune»). In realtà, tutto è fisiologicamente legato alla diversa condizione in cui si trovano molte Regioni: è comprensibile che Regioni con contagi praticamente azzerati vogliano accelerare, così come è altrettanto comprensibile la cautela del governatore della Regione più colpita, e che è anche la più rilevante economicamente. Nessun caso politico, dunque, se non per chi cerchi le pagliuzze a destra per far dimenticare le travi a sinistra.

 

zaia al congresso della legaconte zaia

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…