pagella piero angela

''FACEVA TARDI CON LE ORCHESTRINE JAZZ E VENIVA A SCUOLA VESTITO DA SERA” – PIERO ANGELA, STUDENTE CIUCCIO DEL LICEO D’AZEGLIO DI TORINO: RIMANDATO IN ITALIANO, MATEMATICA, LATINA, FISICA E SCIENZE. 5 IN CONDOTTA PER MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE – DAGLI ARCHIVI DEL LICEO EMERGE UNA STRANA RICHIESTA DELL’AMBASCIATA AMERICANA: "UN GIUDIZIO SUL CARATTERE DELLA SUDDETTA PERSONA E SULLA CONDOTTA DEGLI STUDI" MENTRE ERA CORRISPONDENTE RAI A PARIGI - VIDEO

 

Cristina Palazzo per www.repubblica.it

 

piero angela 6

Piero Angela era per molti il papà della cultura italiana. Grande giornalista e divulgatore scientifico, medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte, dodici lauree honoris causa, quaranta libri scritti e il merito di saper spiegare e far piacere la scienza a tutti, sconfiggendo la noia "la peggior nemica della cultura", come amava definirla. Eppure quella noia che, raccontò nelle interviste, lo ha accompagnato negli anni della scuola e, si scopre oggi, in effetti era cristallizzata nei voti al liceo classico D'Azeglio di Torino.

 

piero angela 4

Dagli archivi della scuola emerge infatti un ritratto inedito del giornalista morto il 13 agosto scorso a 93 anni. Angela frequentò il D'Azeglio dal 1939 al 1947 (due di questi anni li trascorse al liceo Alfieri, perché sfollato con la famiglia durante la guerra). Fu rimandato e dovette anche studiare d'estate, sottraendo del tempo alla sua grande passione per la musica, che spesso lo portò a far tardi la sera con le orchestrine jazz. "Veniva a scuola vestito da sera", ricordavano i compagni.

piero angela suona il piano in rai 4

 

Al penultimo anno, quando frequentava la II B dell'istituto torinese - che tra gli altri ha avuto come studenti Cesare Pavese e Primo Levi - i suoi docenti dovettero andare a capo per elencare tutte le materie da riparare: "Italiano, latino, matematica, fisica, scienze". L'anno successivo, quello della maturità, lo chiuse con tre materie da riparare.

 

Le recuperò, come altri 13 compagni su 29 della classe "fiacca e lenta", come scrivevano i prof quell'anno, e prese la maturità nella sessione autunnale. Sulla pagella tutti sei e un nove: educazione fisica. Ma il "cinque" più curioso riguardava un voto in condotta del primo trimestre dell'ultimo anno.

 

COPERTINA DEL LIBRO DI PIERO ANGELA

L'enorme biblioteca del liceo (29.500 libri e un archivio con documenti a partire dal 1831) non aiuta a svelare il mistero. Di certo è che Piero Angela era in buona compagnia: nella sua classe in quel trimestre ci furono 18 "cinque" in condotta. Così nelle altre sezioni. Il motivo? "Erano assenti arbitrariamente il giorno 21", scrivevano nei registri dell'altra classe. Per cosa non è chiaro, forse per una manifestazione studentesca.

 

Quello fu un anno complicato. Sia per "il terribile inverno del 1946", con temperature di meno 11 gradi a Torino e i termosifoni del D'Azeglio mal funzionanti. Sia per le tante manifestazioni diffuse in tutta Italia. Quel "cinque", però, durò giusto il tempo di scriverlo sul registro, perché divenne un "otto" il trimestre successivo.

 

PIERO ANGELA

I rapporti con il liceo D'Azeglio, dunque, non furono dei migliori: "Del resto, oggi come allora, non sempre la scuola riesce a cogliere in pieno la bravura dei ragazzi", commenta l'attuale preside a Franco Francavilla. Nonostante tutto, Piero Angela mantenne un legame con il liceo D'Azeglio. Come ricorda Tiziana Cerrato, docente del liceo che cura l'archivio, nel 2012 fu invitato all'inaugurazione della nuova biblioteca ma non riuscì a presenziare, così telefonò il giorno dopo per farsi raccontare il com'era andata.

PIERO ANGELA

 

Negli archivi c'è poi un'altra curiosità: una richiesta, datata settembre 1955, dell'Ambasciata americana. Chiedevano "un vostro giudizio sul carattere della suddetta persona e sulla condotta degli studi". Pare sia rimasta senza risposta. Allora era corrispondente del telegiornale da Parigi per la Rai. Ci lavorava da tre anni. Era solo l'inizio di una lunga e sfolgorante carriera.

intervento di piero angela sulla bellezza

 

alberto e piero angela

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)