marella agnelli john elkann margherita

AGNELLI PRONTI A SCANNARSI - RIESPLODE LA GUERRA PER L' EREDITÀ MILIARDARIA DI DONNA MARELLA - MARGHERITA (CHE SI È VISTA AFFIDARE DAL TRIBUNALE SVIZZERO I FIGLI DELLA FIGLIA MARIA) NON INTENDE RINUNCIARE ALLA QUOTA LEGITTIMA - L' AVVOCATO DI JOHN ELKANN RISPONDE CHE I BENI DELLA NONNA SPETTANO A LUI: “LEI HA FIRMATO LA RINUNCIA” - SALTATA LA RIUNIONE DI FAMIGLIA INDETTA DOPO 15 ANNI PARE CHE AD ANNULLARLA SIA STATA PROPRIO COLEI CHE PIÙ LO DESIDERAVA: MARGHERITA. CHE COSA È ACCADUTO? MARGHERITA VOLEVA UN COLLOQUIO TRA LEI, IL PROPRIO LEGALE E JOHN. MA LUI AVREBBE DETTO…

GIGI MONCALVO per La Verità

MARELLA GIANNI AGNELLI

 

Per John Elkann la trattativa con Renault e Nissan sta risultando meno ostica e complicata di quella con sua madre per la spartizione della gigantesca eredità di Donna Marella Agnelli. Notevoli turbolenze - per disaccordi finanziari, specie sul testamento miliardario di Marella, cause in sospeso (quella di Margherita contro la madre e ora destinata contro suo figlio John), contrasti famigliari e accuse incrociate di vario tipo - tornano ad addensarsi sugli Agnelli-Elkann-De Pahlen.

 

SERGE DE PAHLEN - MARIA CON LA FIGLIA ANASTASJA - MARGHERITA AGNELLI

L' epicentro del sisma si trova ad Allaman, sulle rive del lago Lemano, nella Pecherie, la residenza di Margherita Agnelli, di suo marito Serge de Pahlen, di quattro dei suoi cinque figli, dei due nipoti (Anastasja Marella Maevskiy, 13 anni, e Sergey Maevskiy, 10) che la madre ha «portato via» sette anni fa alla primogenita Maria, che vive a Tbilisi in Georgia insieme al suo bambino più piccolo, Roman, che ha poco più di 3 anni. Alla tribù (o al kinderheim?) di Allaman si è aggiunta da poche settimane una nuova creatura, Theodora, figlia di Pietro de Pahlen, titolare di alcune imprese di costruzioni in Russia, l' unico maschio tra i cinque figli delle seconde nozze di Margherita. La bimba è nata dalla relazione di Pietro con una ragazza che vive a Mosca, Cristina Sukachvili, la cui madre - di origine georgiana e di religione ebrea - vive a Goa in India. Si tratta della decima nipote di Margherita.

margherita agnelli serge de pahlen 1marella agnelli by richard avedon

 

Gli altri sono i tre figli di John Elkann e Lavinia Borromeo (Leone Mosè, Oceano Noah e Vita Talita), i tre di Ginevra Elkann e del patrizio romano Giovanni Gaetani dell' Aquila d' Aragona (Giacomo, Pietro e Marella) e i tre di Maria de Pahlen (Anastasja Marella, Serghiej e Roman). Mentre è in arrivo l' undicesimo nipote, poiché Maria è incinta al quarto mese.

 

john elkann

La notizia più importante, e grave, riguarda proprio Maria e i suoi due primi figli. Il Tribunale dei minori di Morges, nel cantone svizzero di Vaud, il 3 giugno, ha privato della patria potestà su Anastasja e Sergey la loro madre, Maria de Pahlen, e il loro padre, Georgi Maevskiy, ex marito di Maria da cui lei ha divorziato nel 2010, dopo quattro anni di unione e dopo che lui era stato liquidato sontuosamente, nonostante il contratto pre matrimoniale che aveva sottoscritto dicesse il contrario. Il giudice, che sta per nominare un tutore, ha stabilito che i due bambini continueranno a vivere, come avviene dal 2013, a casa della nonna Margherita. La quale, ovviamente, avrà un peso decisivo nella scelta di un tutore a lei gradito.

margherita agnelli serge de pahlen

 

Gianni Agnelli con Marella

La decisione della giudice Véronique Loichat Mira (assistita dai colleghi Ansermet Gaudry ed Egger), è sorprendente: è avvenuta nel giro di mezzora in assenza sia dei genitori che dei loro avvocati, non ha tenuto conto della documentazione medica inviata da Maria (che non può viaggiare poiché è alla quattordicesima settimana di gravidanza) e si è basata solo su una precaria testimonianza: quella di una nuova assistente sociale, Sarah Faini, la quale è informata sommariamente dei fatti, poiché solo da pochi giorni ha ricevuto il voluminoso dossier dalla collega Maria Poujol, che a lungo aveva istruito la complessa vicenda.

john elkann

 

La giovane assistente sociale ha messo a verbale una sorprendente dichiarazione in cui, evitando di specificare se ha mai avuto qualche contatto diretto coi due bambini e se è riuscita a leggere il dossier, si limita a usare la laconica formula «secondo le informazioni trasmesse dalla mia collega Maria Poujol». Addirittura, secondo la Faini, Marella Anastasia Maevskiy «è consapevole dei limiti di sua madre». Un' affermazione così grave, e su cui si regge la sentenza finale, non viene suffragata da nessuna prova sul fatto se la bambina abbia pronunciato effettivamente (dove, quando, a chi, In quale forma?) una valutazione del genere contro la propria madre.

 

E la giudice si è ben guardata dal chiedere: quali sono da considerarsi tali «limiti» secondo una bambina di 13 anni? Avete approfondito con lei la questione?

 

Edoardo, Marella e Gianni Agnelli

Margherita Agnelli, contrariamente a tutte le altre udienze, era assente e non ha mandato nemmeno il suo avvocato. Non c' era nemmeno Serge de Pahlen, che in altre occasioni aveva invece testimoniato contro sua figlia. Evidentemente avevano «previsto» ciò che sarebbe accaduto e, in vista del loro obiettivo finale di tenere con sé i bambini, non potevano sperare di meglio. Il copione sembrava già scritto. Non a caso, l' assistente sociale ha detto che Anastasja capisce «quanto sia grande il privilegio di vivere con i suoi nonni». «I bambini», prosegue il verbale, «evolvono bene con i nonni. Hanno un punto di riferimento con loro.

john elkann

 

Non vogliono cambiare questa situazione. L' Spj (Servizio di protezione della gioventù) ritiene che i bambini abbiano diritto a un tutore che li possa rappresentare». E poi ecco un' altra accusa a Maria: «La madre non chiede notizie dei suoi figli all' Spj o lo fa molto raramente. La madre ha contatti telefonici con i suoi bambini e non li ha più visti dopo il suo ultimo soggiorno in Svizzera. Sarah Faini, conclude il verbale dell' udienza, «indica che l' Spj desidera vivamente la fine della presente procedura».

 

MARGHERITA AGNELLI CONTRO LA FIGLIA MARIA - LA CONVOCAZIONE IN TRIBUNALE

Ma tutti sembrano dimenticare due aspetti: Maria ha contatti continui coi suoi figli e deve sottostare alla limitazione di poterli vedere, in ore stabilite, solo attraverso Skype, sapendo che, di fronte ai suoi figli, c' è un' arcigna badante moldava che riferisce tutto alla padrona di casa. Il secondo aspetto, ben più grave, è che la situazione che si è creata dall' ultimo soggiorno di Maria in Svizzera, è tale per cui a ottobre ha dovuto lasciare Rougemont, dove la madre non la ospitava nemmeno nel suo castello, ma la teneva a distanza in un piccolo appartamento con il bimbo più piccolo, Roman. Maria lasciò la Svizzera soprattutto perché la madre la minacciò di portarle via anche il terzo figlio. La sentenza di questi giorni apre proprio le porte a una simile eventualità, qualora Maria dovesse andare in Svizzera a trovare i suoi figli.

 

Marella Caracciolo Agnelli

La situazione è paradossale: se Maria entra in Svizzera (e deve portare con sé il bambino poiché è piccolo e non vuole mai stare lontano da lei) per vedere come stanno Anastasja e Sergei, rischia di vedersi portar via anche Roman poiché, se i giudici le hanno revocato la patria potestà sugli altri due, per la legge ciò significa che non può essere una buona madre nemmeno per il terzo. Ma se Maria, per timore di questo, non va in Svizzera a trovare i figli ecco la conferma, per i giudici, che non è una buona madre ed evita perfino di andarli a trovare.

MARGHERITA AGNELLI

 

john elkann

Intorno a Maria è stato fatto ancora di più il vuoto dalla famiglia. Perfino da John, nonostante nonna Marella si fosse raccomandata con lei - nell' agosto scorso in Svizzera a Samaden, quando si ammalò di broncopolmonite - di rivolgersi al suo adorato Jaki in caso di bisogno. Maria lo aveva fatto per chiedergli se il fratellastro la poteva aiutare a trovare un avvocato in Svizzera, dato che, ai primi di aprile, si era misteriosamente ritirato lo «sponsor» del legale precedente, Matthieu Genillod di Losanna. Sembra che tale sponsor avesse fornito il suo aiuto soprattutto allo scopo di ottenere di «infiltrarsi» nei più recenti e cospicui affari di famiglia che, per quanto riguarda la successione di sua madre Marella, Margherita Agnelli aveva affidato a suo tempo all' avvocato Guy Mustaki, professore all' università di Losanna e socio dello studio legale Cbwm.

MARGHERITA AGNELLI

 

Ma Margherita, all' improvviso, ha cambiato idea e affidato i pieni poteri ad Achille Deodato, 32 anni, laurea alla Luiss di Roma, figlio di Giuseppe Mario Benedetto Deodato, siciliano di Villarosa (Enna), dal 2006 e per qualche anno ambasciatore a Berna (nominato dal governo Prodi e quindi dal ministro Massimo D' Alema), dal 2003 direttore generale della Farnesina per la cooperazione allo sviluppo, nel 2012 sfiorato dalle voci (secondo il quotidiano La Notizia) sulla discutibile gestione di fondi destinati agli ospedali in Africa. Margherita ha, per inesplicabili ragioni, affidato a Deodato jr. una delega generale e un potere assoluto, arrivando a licenziare il suo procuratore speciale in Italia, l' avvocato Roberto Cattro, un professionista che ha svolto incarichi molto delicati nei suoi tre anni di lavoro, compresi i contatti con la magistratura e gli avvocati, e soprattutto nel controllo degli immobili, dei rapporti col personale e nella valutazione aggiornata dei beni. Pare che Cattro stia intentando una causa assistito dallo Studio Bin di Torino.

 

JOHN ELKANN E DONNA MARELLA

In un primo tempo Maria aveva anche l' intenzione di trasferirsi in Italia per essere più vicina ai due figli «trattenuti» dai nonni. Aveva trovato una piccola casa in affitto a Villar Perosa. Ma, a suo dire, la madre le ha impedito questo progetto. Forse temeva uno scandalo per il fatto che, pur avendo gli Agnelli una villa enorme e completamente vuota, la primogenita di Margherita fosse costretta ad andare a vivere in affitto in una modesta casetta. Villar Perosa è chiusa e i preziosi quadri sono accatastati nelle decine di stanze (compreso l' Arlequin di Picasso. valutato 60 milioni di euro), così come avviene per Villa Frescot e per l' appartamento di Roma.

Margherita e Marella Agnelli

 

Nei giorni successivi alla morte di Donna Marella c' era stato un tentativo di Margherita e John di indire una riunione di famiglia, dopo 15 anni che i nove non si incontravano insieme e madre e figlio primogenito non si parlavano, se non tramite avvocati. Si era sparsa la voce che domenica 17 giugno fosse stata convocata una «assemblea» plenaria ad Allaman. Ma alla fine tutto è saltato.

 

Pare che ad annullare il meeting sia stata proprio colei che più lo desiderava: Margherita. Che cosa è accaduto? La guerra è ricominciata? Margherita voleva che, dopo l' incontro con i figli, ci fosse un colloquio tra lei, il proprio avvocato e John. Lui avrebbe detto: «Allora io porto i miei legali». Tutto è nato dal fatto che recentemente l' avvocato italiano di Margherita ha chiesto all' avvocato Carlo Lombardini di Ginevra, che rappresentava donna Marella e ora John, notizie sul testamento della defunta, informandolo che la figlia non intende rinunciare alla quota cui ha diritto.

 

Lombardini avrebbe risposto: «L' erede universale della nonna è il nipote John Elkann. La contessa De Pahlen nel 2004 ha firmato un accordo "tombale" con sua madre, mai impugnato nei termini di legge, in cui la figlia rinunciava a ogni pretesa futura sul patrimonio della madre al momento della morte di quest' ultima».

gianni agnelli e marella caraccioloMARGHERITA AGNELLIMARGHERITA AGNELLIMARIA DE PAHLENMARGHERITA AGNELLI E I DE PAHLEN A CALVIMARGHERITA AGNELLI E I DE PAHLEN A CALVIjohn elkann lavinia borromeojohn elkann presidente del gruppo fcajohn elkannmarotta buffon andrea agnelli john elkannjohn elkann, lavinia borromeo, lapo elkanngiovanni e marella agnelli al ballo di truman capoteMarella Caracciolo Agnelli marella agnelli john elkann margherita

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....