moda

ANCHE LA MODA È ORMAI SCHIAVA DEL POLITICALLY CORRECT: L’ULTIMO A ESSERE STATO PRESO DI MIRA È IL TURBANTE BLU DI GUCCI CHE HA FATTO STORCERE IL NASO AI SIKH - LOUIS VUITTON HA BLOCCATO LA PRODUZIONE DELLA T-SHIRT CON LA STAMPA DEL PASSO DI DANZA DI MICHAEL JACKSON E PRADA È STATA RANDELLATA PER I SUOI PRADAMALIA – GLI UNICI A PORTARE LE CATENE IN PASSERELLA SONO I BENPENSANTI… 

Anna Franco per “il Messaggero”

 

louis vuitton 3

Stagione complessa questa per Gucci. La sfilata autunno/inverno si è rivelata un campo minato in tema politically correct: quello che doveva essere solo un accessorio bizzarro, un turbante azzurro, ha suscitato le ire della Sikh Coalition per appropriazione culturale di articolo religioso.

 

Prima era toccato a un maglione nero dal collo così alto da coprire metà viso e un taglio ad altezza bocca circondato di rosso: un tweet aveva sottolineato quanto richiamasse il blackface, ovvero il modo in cui negli anni Trenta dell' Ottocento i bianchi si travestivano da neri per ridicolizzarli.

 

gucci

Qualche hashtag ben piazzato e il problema si è fatto virale, nonché cruciale per la griffe, tanto che Gucci, tramite l' amministratore delegato Marco Bizzarri e il direttore creativo Alessandro Michele, si è affrettata a scusarsi e ha annunciato l' assunzione di direttori globali e regionali per l' inclusione oltre che un fitto programma multiculturale di borse di studio di design.

 

GLI ABUSI Da Louis Vuitton hanno bloccato la produzione della t-shirt con la stampa del passo di danza di Michael Jackson: pochi giorni dopo la passerella il cantante è stato accusato di abusi sessuali a danno di minori.

gucci 3

 

Il marchio ha preso le distanze e il direttore creativo Virgil Abloh ha chiesto il perdono (mediatico). Un copione ben collaudato dalle case di moda quando sul web i paladini delle rivendicazioni sociali fustigano sui social costumi e mode accusate di appropriazione culturale, razzismo o istigazione al suicidio.

 

Eccessivo? Molto spesso sì, soprattutto per la nostra mentalità ben diversa da quella americana. Il primo passo è la rapida sparizione dell' abito o accessorio incriminato. Poi, scuse diramate con comunicati, mail, post e video sui social.

dsquared 2

 

Si può cercare ovunque, ma non esiste nemmeno più traccia fotografica di un outfit Burberry andato in scena durante l' ultima fashion week londinese. I lacci del cappuccio della felpa ricordavano un cappio intorno al collo: il designer Riccardo Tisci e l' amministratore delegato Marco Gobbetti non hanno potuto far altro che chinare il capo. Prada si era mossa per tempo con il Consiglio consultivo Diversity and Inclusion, finalizzato a promuovere tirocini e apprendistati nelle diverse comunità e ampliare le possibilità nella moda per gli studenti neri.

burberry 3

 

Nulla di casuale: a dicembre l' azienda italiana era stata accusata di razzismo per i suoi Pradamalia, oggetti decorativi che sembravano una caricatura offensiva delle persone di colore. In un mercato sempre più globale, non sono gli unici esempi di debacle.

 

Se gli spot sessisti e razzisti in Cina a firma Dolce&Gabbana hanno fatto storia, la rete ricorda ancora la collezione inneggiante al colonialismo di Big Uncle nell' estate 2018 e, nel gennaio dello stesso anno, la felpa di H&M che con la sua scritta sembrava associare il bambino nero che la indossava a una scimmia.

 

Modello di colore e polemiche, anche per Asos e la sua maglietta con la stampa Slave (schiavo), mentre furono ugualmente ritirate subito dal mercato le sneaker con manetta ai piedi di Jeremy Scott x Adidas. Gogna mediatica per la camicia Mango del 2014 con stampa di piccoli fulmini uguali al simbolo delle SS e per la maglia di Zara con la stella gialla degli ebrei nei lager. DSquared 2 per l' autunno/inverno 2015/16 pensò (male) di chiamare la sua collezione Squaw,- termine dispregiativo per indicare le native americane.

 

IL CARATTERE «È difficile non cadere in uno di questi errori - spiega Paolo Ferrarini, docente all' università di Bologna e membro della commissione Mibac per la valorizzazione della moda - Il politically correct non esiste più: stare nei suoi stretti confini vuol dire non dare fastidio a nessuno, ma anche non avere carattere. La moda si è affacciata a nuovi mercati e deve avere argomenti forti da comunicare su più livelli, così l' incidente diplomatico è dietro l' angolo».

burberry 2

 

La vera differenza è nella capacità di reazione: «I marchi culturalmente rilevanti sono in grado di instaurare un dialogo, ammettendo l' errore e correndo ai ripari. Gli altri fanno solo vestiti. Trovo che negli ultimi tempi il sistema si stia rimettendo al passo coi tempi: dopo un recente passato in cui le griffe si occupavano solo di estetica, sembra stiano guardando maggiormente alla società». Con gli onori e oneri che comporta.

dsquared 1gucci 2gucci 1gucci 5gucci 4louis vuitton 1

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....