filippo turetta alessandro impagnatiello

ANCHE GLI "INDIFENDIBILI" HANNO DIRITTO ALLA DIFESA - COSA SPINGE UN AVVOCATO A DIFENDERE UN IMPUTATO REO CONFESSO DI UN DELITTO EFFERATO, COME ALESSANDRO IMPAGNATIELLO E FILIPPO TURETTA? LO SPIEGA ALBERTO FRANCHI, LEGALE DI PIETRO MASO, CHE NEL'91 ASSASSINÒ ENTRAMBI I GENITORI PER AVERNE L'EREDITÀ: "IL CONCETTO DI INDIFENDIBILITÀ NON APPARTIENE ALLA COSTITUZIONE. NOI FACCIAMO GLI AVVOCATI, NON GLI ASSISTENTI SOCIALI O GLI PSICOLOGI" - "IO HO RICEVUTO MINACCE DI MORTE PER AVER DIFESO MASO, SI TENDE A IDENTIFICARE L'AVVOCATO DIFENSORE CON L'AZIONE COMPIUTA DAL REO, MA…"

Estratto dell'articolo Filippo Fiorini per "La Stampa"

 

alessandro impagnatiello 1

Due giorni fa il processo ad Alessandro Impagnatiello si è concluso con una condanna all'ergastolo. Quello a Filippo Turetta volge al termine con una richiesta analoga da parte della procura. Attorno a questi due casi di femminicidio, si è sviluppato un dibattito a tutti i livelli sul senso della tutela legale a imputati che hanno confessato il proprio delitto e vengono considerati indifendibili.

 

Nella sua lunga carriera, ad Alberto Franchi è toccato un caso che ha portato altri a farsi da parte e lui stesso a «vivere una situazione di grande disagio», per le continue minacce che riceveva. Ha difeso Pietro Maso, che nel'91, con gli amici, assassinò entrambi i genitori per averne l'eredità.

Ripensandoci, questo avvocato giura di non aver mai dubitato se assumere o meno l'incarico. […]

FILIPPO TURETTA IN AULA - 2

 

La Costituzione garantisce a tutti il diritto alla difesa, ma qual è la funzione dell'avvocato, se l'imputato è indifendibile?

«Il concetto di indifendibilità non appartiene alla nostra Costituzione, che garantisce anche agli autori dei delitti piu efferati il diritto alla difesa. Dicendo "indifendibile" esprimiamo un giudizio morale, ma noi facciamo gli avvocati, non gli assistenti sociali o gli psicologi. Pensi a quella signora di Viareggio che ha ucciso il rapinatore con l'automobile: le persone si sono divise nel dire se avesse fatto bene o male, se il video fosse una prova definitiva o meno, ma questo non ha nulla a che vedere con quello che sarà il processo».

PIETRO MASO

 

[…] Una collega però aveva rinunciato al mandato alla vigilia dell'udienza preliminare, è stata una decisione difficile?

«Sono valutazioni che attengono alla sfera personale. Io ne ho tanti dei casi su cui avrei potuto decidere di non difendere e per alcuni l'ho fatto. Magari, perché non potevo affrontare l'impegno, oppure perché non mi piaceva l'imputato, non credevo alla sua versione dei fatti. Ma restano decisioni mie, il diritto alla difesa è comunque garantito».

 

alessandro impagnatiello 2

[…] Durante il processo ha mai avuto ripensamenti?

«No, mai. Si tende a identificare l'avvocato difensore con l'azione compiuta dal reo, ma è evidente che non è così».

 

L'ergastolo contraddice l'idea di pena riabilitativa?

«Nemmeno il carcere, purtroppo, nonostante ciò che si dice e data la situazione in cui versa, ha una qualche funzione riabilitativa. Detto questo, non ce l'ha neanche l'ergastolo. Poi, si pensa che con l'ergastolo si possa infliggere una pena di particolare gravità, che di fatto però non viene mai scontata per intero, grazie ai benefici».

FILIPPO TURETTA IN AULA

 

[…] Ieri l'avvocato Caruso, che difende Filippo Turetta, ha chiesto di giudicarlo «secondo legalità» e non con «la legge del taglione». Attorno a casi risonanti, sorge spesso una sete giustizialista. Questo può influenzare i giudici?

«No. Ho visto magistrati prendere decisioni non congrue e addirittura non giuste, ma perché davano alla legge un'interpretazione che ritengo sbagliata, non perché non avessero agito in modo indipendente».

 

PIETRO MASO

Nei casi di Impagnatiello e Turetta si è parlato di responsabilità collettiva. Nel processo a Maso e complici, un consulente del pm, Andreoli, scrisse nella sua perizia che "sarebbe una finzione ignorare la responsabilità di una società che ha contribuito a produrre questi colpevoli". La nostra Costituzione, però, scrive che "la responsabilità penale è personale" . Lei da che parte sta?

«La responsabilità collettiva è totalmente al difuori dal processo penale. Anche questa valutazione attiene a un giudizio morale di Andreoli, che non condivido. È lecito domandarsi che influenza abbia la società, i social o l'ambiente, su qualcuno che ha commesso un crimine, ma va fatto fuori dalle aule di tribunale».

fiori per giulia tramontano a senagoalessandro impagnatiello 4alessandro impagnatiello FILIPPO TURETTA IN AULA - 3pietro maso cronache criminali FILIPPO TURETTA IN AULAFILIPPO TURETTA - MEMORIALEFILIPPO TURETTA - MEMORIALEFILIPPO TURETTA IN AULA - 1alessandro impagnatiello 3

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