stefano patuanelli giuseppe conte roberto gualtieri con lakshmi e aditya mittal ilva

ARCELOR SENZA STELLE – IL GOVERNO VUOLE FARE LE PULCI AD ARCELORMITTAL: SI PARTE CON UNA VERIFICA DEI BILANCI PER CONTROLLARE CHE LE RICHIESTE DELLA MULTINAZIONALE SIANO FONDATE – SI INSEDIERÀ UNA SORTA DI COMMISSIONE DI GRANDI ESPERTI, CON LA SPERANZA DI SCENDERE A PATTI E NON FAR SCAPPARE LA COMPAGNIA – LO SCUDO PENALE, LA REVISIONE DEL PIANO INDUSTRIALE E GLI ESUBERI: TUTTI I NODI DELL’EX ILVA

Da “la Stampa”

 

GIUSEPPE CONTE CON LAKSHMI MITTAL

Un mese per rivedere tutti i conti e trattare su tutti gli altri temi e poi due anni per cambiar pelle all' ex Ilva, decarbonizzando la produzione di acciaio. E' questa la road map che si può immaginare dopo che l' altra sera Conte e i Mittal hanno sancito una sorta di tregua dopo settimane di braccio di ferro. Si parte subito con una verifica dei bilanci di ArcelorMittal Italia per controllare costi, andamento del mercato, impatto sui margini, costi delle forniture e verificare se la richiesta di uno sconto sul canone di affitto, 180 milioni di euro l' anno, è fondata o meno.

 

lucia morselli 1ILVA E TUMORI

Per questo verrà insediata una sorta di «commissione» composta da grandi esperti del settore («perché l' ad di Arcelor Mittal è una che sa tutto di acciaio») che avrà il compito di tener testa a Laura Morselli. Da subito all' interno del governo, che dovrebbe avvalersi anche di alcuni advisor già utilizzati dalla Cassa depositi ai tempi della cordata con Jindal e Arvedi, è partita la ricerca dei profili professionali più adatti per questa missione.

 

CLAUDIO SFORZA

Un primo nome che è stato fatto è quello di Claudio Sforza, già direttore centrale finanza e amministrazione del gruppo Ilva passato da 20 mesi all' amministrazione straordinaria con l' incarico di responsabile della gestione operativa. Potrebbe essere lui il capo negoziazione, il «competitor» della Morselli che il governo potrebbe schierare.

 

OPERAIO ILVA

Ma quello dei conti non è l' unico scoglio che c' è da superare. Messa per ora tra parentesi la questione dello scudo penale, e dato per scontato che Arcelor continui a garantire il funzionamento degli impianti, riavviando la produzione (ma anche pagando i fornitori), andrà poi affrontata la questione degli occupati. O se vogliamo degli esuberi. Tema che l' introduzione delle nuove «soluzioni produttive con tecnologie ecologiche» auspicata dal governo rischia però in qualche modo di aggravare.

 

STEFANO PATUANELLI GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI CON LAKSHMI E ADITYA MITTAL

«Più che le condizioni di mercato, è il piano industriale che non regge più - si fa notare - non solo la città non lo accetta ma la Regione continua a fare ostruzionismo» e questo complicata enormemente tutto. La riconversione dell' ex Ilva diventa così inevitabile. Ma prima di andare a regime i forni elettrici richiedono almeno due anni di tempo, fanno notare i sindacati. E questo pone un problema immediato degli esuberi.

 

LUCIA MORSELLI

Che poi, una volta completata la ristrutturazione, rischiano di diventare «strutturali» anche a fronte di una produzione che per effetto del rinnovo degli impianti dovrebbe risalire a quota 6 milioni di tonnellate/anno dagli attuali 4/4,5 milioni.

 

ILVA DI TARANTO

Ed è a questo punto che dovrebbe intervenire il governo, predisponendo adeguate risorse per nuovi ammortizzatori sociali e per la riqualificazione degli operai, e soprattutto - come ha già in mente di fare Conte - chiedendo aiuto a tutti i grandi gruppo pubblici per potrebbe investire nuove risorse su Taranto e farsi carico di una parte del personale che ArcelorMittal non sarebbe più in grado di far lavorare. Da settimane si parla di 5mila esuberi, compresi i 1400 già oggi in cig, su un organico di 8.700 persone nel caso si dovesse spegnere tutta l' area a caldo.

 

lakshmi narayan mittal 5

Numeri «inaccettabili» per i sindacati, che da giorni hanno respinto un' ipotesi del genere, ma anche dal governo che non può permettersi un costo sociale così alto. Se però si scendesse a quota 2000-2500 unità la situazione sarebbe certamente più gestibile. Il governo in questo progetto pensa di mobilitare Fincantieri, Leonardo, Snam ed Eni. Un eventuale decreto salva-Taranto, che dovrebbe marciare di pari passo con la definizione del nuovo piano che il governo dovrebbe contrattare coi Mittal, oltre a reintrodurre una qualche forma di scudo penale ed accelerare i tanti progetti per Taranto già messi in campo negli ultimi anni, dovrebbe così stanziare risorse per la riqualificazione degli operai, il rilancio del porto e dell' Arsenale ed avviare quello che Conte ha ribattezzato il cantiere Taranto.

incendio all'ilva di taranto 4di maio ilvagiuseppe conte contratto ilva sciopero all'ilva 2sciopero all'ilva 3ilva milena gabanelli e il miliardo dei riva 2incendio all'ilva di taranto 5

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…