coronavirus lucia azzolina scuola scuole

LA AZZOLINA HA NASCOSTO I VERI DATI SUI CONTAGI A SCUOLA? – LA MINISTRA DELL’ISTRUZIONE (PER MANCANZA DI PROVE) NON HA MAI TRASMESSO AL CTS LA RILEVAZIONE SUI 64.980 CONTAGIATI NEGLI ISTITUTI ITALIANI. IL DOCUMENTO PUBBLICATO DA “WIRED” SI BASA SUI QUESTIONARI DEI PRESIDI VOLONTARI E QUELLA CIFRA È IN DIFETTO – IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO NON NE SAPEVA NIENTE, GLI SCIENZIATI SERVONO AL GOVERNO SOLO COME SCARICABARILE QUANDO LE COSE NON VANNO…

LUCIA AZZOLINA

1 – NASCOSTI I VERI CONTAGI A SCUOLA

Franco Bechis per “il Tempo”

 

All'inizio di questa settimana la rivista Wired ha pubblicato un documento ottenuto con una richiesta ufficiale di accesso agli atti dal ministero della Pubblica istruzione: la rilevazione in mano a Lucia Azzolina del numero dei contagiati nelle scuole italiane.

 

Il numero fornito era di 64.980 contagiati fra studenti e personale scolastico alla data del 31 ottobre. Il documento però precisava che i dati erano stati raccolti dal ministero elaborando i questionari inviati volontariamente dai presidi via via che venivano scoperti contagi nei loro istituti.

Giuseppe Conte e Lucia Azzolina by Osho

 

Avevano risposto però le scuole di poco più di un terzo dei comuni italiani, quindi la cifra era per forza in grande difetto rispetto ai numeri reali di tutto il territorio. Quel numero però per quanto parziale era già molto grande di per sé: dividendolo per ogni Regione italiana a quella data rappresentava - ovunque salvo in Campania dove le scuole erano state chiuse - una percentuale di contagi superiore a quella rilevata fra tutti i cittadini di ogni categoria, in alcune Regioni anche due volte la media generale.

 

agostino miozzo

La Azzolina che aveva quei dati in mano però non li ha divulgati e anzi a quell'epoca strillava contro la chiusura delle scuole polemizzando con il governatore della Campania, Vincenzo De Luca che aveva lasciato gli studenti a casa sostenendo invece l'esplosione dei contagi in quell'ambito .

 

coronavirus incidenza del contagio nelle scuole

L'altro giorno la commissione Cultura della Camera ha ascoltato proprio sulla scuola il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo. Un deputato del Pd, Matteo Orfini, gli ha chiesto un giudizio su questi dati della Pubblica istruzione svelati da Wired. Miozzo con grande candore e sincerità ha ammesso di averli letti frettolosamente sulla rivista, e di non saperli spiegare, perché al CTS il ministero della Pubblica Istruzione non li aveva mai trasmessi e quindi non era in grado di averne le chiavi di lettura possibili.

 

LUCIA AZZOLINA

Alla fine della riunione lo stesso Orfini subito zittito da chi guidava i lavori ha preso la parola per definire «sconcertante» che la Azzolina non abbia inviato al Cts i numeri sui contagi a scuola da lei raccolti e ben conosciuti. Quel ministro ha una responsabilità gravissima sulla seconda ondata di contagi italiani, e bisognerebbe capire se oltre alla incapacità evidente di fare il suo mestiere ci sia stata anche una drammatica malafede nel nascondere questi dati.

 

coronavirus i casi di positivita' segnalati nelle scuole

Ma dallo stesso Miozzo abbiamo saputo che il CTs è privo di qualsiasi tipo di dati, ogni tanto manda loro infatti delle pubblicazioni l'Istituto superiore della Sanità e qualche altro audito ne invia altri. Non è cosa da poco, perché noi abbiamo un governo che fonda tutte le sue decisioni sulle scelte degli «scienziati» del Cts, e ora sappiamo che questi sono costretti a dare i loro pareri senza conoscere un solo dato indipendente su cui poggiarli: gliene allungano qualcuno, ne nascondono altri per fare dire loro quello che chi fornisce o nasconde quei dati vuole sentirsi dire.

 

LUCIA AZZOLINA

Poi se le cose vanno male, il governo scarica sulle spalle dei tecnici scienziati che quasi sempre però non hanno alcuna colpa né responsabilità di scelte compiute senza il loro parere e talvolta addirittura in contrasto. La classe dirigente che ha in mano disgraziatamente questo Paese ha fatto dell'arte dello scaricabarile il principale programma di governo.

 

Ci sono campioni assoluti nello scaricabarile, professionisti raffinati dal numero che sta a palazzo Chigi (Giuseppe Conte), scendendo per i ministeri e non escludendo molti presidenti e assessori regionali. Scaricando il barile ognuno sulle spalle dell'altro, alla fine lo fanno rotolare sugli italiani. Tutti, senza eccezione.

 

GIUSEPPE CONTE LUCIA AZZOLINA PAOLA DE MICHELI

Chi ci governa ha fatto tutto bene, solo che chi è governato ha combinato il disastro: i ragazzi che facevano la movida d'estate, le famiglie che andavano al centro commerciale, quelle che affollavano le vie del centro città con i negozi aperti alla vigilia di Natale. L'altra sera in questo scaricare proprie responsabilità sul popolo inerme, Conte ha toccato una vetta sostenendo che i contagi a scuola (che fino a quel momento aveva negato) erano dovuti non certo a lui, alla Azzolina o al ministro dei Trasporti Paola De Micheli che avevano varato protocolli inappuntabili e sicurissimi, ma agli studenti che quando suona la campanella escono insieme e si salutano in assembramento davanti a scuola. Io non sarei capace di avere la faccia di dire cose così, e infatti non sono buono per la politica.

 

Questi però sono veri campioni del mondo di faccia di bronzo, non c'è che dire. E infatti dopo avere fatto della apertura della scuola una propria bandiera, facendo finta di niente ora dicono che questo tema non dipende dal governo centrale, ma dagli enti locali.

infografica el pais diffusione coronavirus a scuola senza mascherine e ventilazione

 

E hanno scaricato il barile sui poveri prefetti che ora città dopo città devono trovare soluzioni francamente non in loro potere per riaprire la scuola in sicurezza dal 7 gennaio prossimo. Come se i prefetti potessero arrivare a intese sindacali con docenti e personale scolastico ad esempio per diversificare il loro orario di lavoro e spalmarlo di più sulla intera giornata. Non è compito loro, ma di quel governo a cui i prefetti servono solo per scaricare il barile su quelle spalle. Hanno solo cercato un responsabile qualsiasi del loro fallimento.

 

LUCIA AZZOLINA

 

2 – WIRED HA OTTENUTO I DATI SUI CONTAGI NELLE SCUOLE. SONO STATI SEGNALATI 65MILA POSITIVI

Riccardo Saporiti per www.wired.it

 

Per essere precisi, al 31 ottobre ci sono stati 64.980 casi nella popolazione scolastica di elementari, medie e superiori. Si tratta di studenti e di lavoratori della scuola che sono risultati positivi al nuovo coronavirus Sars-Cov-2.

 

Affermare che il contagio sia avvenuto in classe è ovviamente impossibile vista la mancanza di tracciamento, ma oggi Wired è in grado di dare qualche informazione in più su un fenomeno (molto incerto) del quale il paese discute da settimane. Il ministero della Pubblica istruzione ha infatti risposto al Foia, l’istanza di accesso generalizzato, presentato da noi lo scorso 30 ottobre.

 

E ha fornito i dati dei contagi registrati dai dirigenti scolastici attraverso questo questionario, aggiornati al 31 ottobre. Non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta invece dall’Istituto superiore di sanità (ma i 30 giorni concessi dalla legge per rispondere scadono il 30 novembre).

 

Grazie a questi numeri, Wired ha potuto costruire questa mappa, che mostra l’incidenza dei contagi su base provinciale.

 

 

Le province diventano più scure quanto più è alta l’incidenza dei contagi sulla popolazione scolastica (studenti e lavoratori) e, cliccando su un territorio, sono mostrati i relativi dati.

 

I filtri nella parte bassa consentono di isolare una singola regione o visualizzare la situazione nelle scuole del primo ciclo (elementari e medie) e del secondo ciclo (medie superiori). Nella mappa non sono presenti la Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano perché nel dataset fornito dal ministero non erano presenti informazioni rispetto a questi territori.

 

I dati sono stati forniti su base comunale e riguardano 2.546 comuni sugli oltre 6.700 sul cui territorio ha sede una scuola. Sono pochi? Negli altri non ci sono stati casi o ci sono stati e non c’è stata una segnalazione? 

 

Purtroppo non lo sappiamo. Sappiamo, però, che per i dirigenti scolastici rispondere settimanalmente al questionario era obbligatorio. Su questa mappa, abbiamo rappresentato i comuni presenti nel dataset fornitoci dal Miur.

 

 

CORONAVIRUS SCUOLA

Questi dati ci indicano che le scuole sono state focolai di diffusione di Sars-Cov-2 oppure hanno avuto un “ruolo marginale” nel diffondere il contagio, come dichiarato qualche giorno fa da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità? La risposta, come mostra questo grafico, varia molto.

 

Wired ha di fatto costruito un indicatore, mettendo in rapporto l’incidenza all’interno delle scuole con quella che si registra nella popolazione generale. Per visualizzarlo, basta cliccare su uno dei punti rappresentati nel grafico. Se è maggiore di 1, è più alta l’incidenza nelle scuole, se è minore, invece, è più elevata all’esterno.

 

Tornando agli aspetti grafici, più in alto si trova un punto, maggiore è l’incidenza nelle scuole, più si trova a destra, maggiore è quella nella popolazione generale. Il colore aiuta ad orientarsi: tende all’arancione se l’incidenza è maggiore nelle scuole, all’azzurro al contrario.

 

PROVE DI DISTANZIAMENTO A SCUOLA IN VISTA DELLA RIAPERTURA

L’incidenza è inferiore negli istituti scolastici in Campania, che ha chiuso le scuole a più riprese, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Hanno invece un’incidenza simile dentro e fuori dalle aule l’Emilia-Romagna, la Lombardia e la Liguria. Nel resto del Paese, invece, l’incidenza in classe è più alta che nella popolazione generale.

 

Grazie a un filtro si possono selezionare le scuole elementari e medie o le scuole medie superiori. Per quanto riguarda queste ultime, l’andamento è sostanzialmente in linea con quello medio, calcolato su entrambi i cicli. Selezionando invece elementari e medie, si abbassa in maniera significativa l’incidenza all’interno delle scuole, con la sola eccezione dell’Umbria.

 

Beninteso, questa è la situazione aggiornata al 31 ottobre, ovvero a un mese fa. Sarebbe possibile un’analisi settimanale, ovvero con una frequenza analoga a quella con cui i dirigenti aggiornano il ministero e tale da consentire anche di valutare l’andamento dei contagi, se il governo accogliesse la richiesta di aprire i dati sostenuta anche da Wired attraverso la petizione #datiBeneComune. Se il lettore ritiene che sia importante conoscere questi dati, l’invito è quello di sottoscriverla. I dati che il ministero ha fornito a Wired possono essere scaricati a questo link.

PREPARATIVI IN UNA SCUOLA DI MILANO PER LA RIAPERTURA

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...