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BENE, BENISSIMO, BENITO! – GLI EREDI DI MUSSOLINI SCRIVONO AL COMUNE DI PREDAPPIO E CHIEDONO DI RIAPRIRE LA CRIPTA DEL DUCE PER FARNE UN MAUSOLEO – IN QUESTO MODO SAREBBE IL COMUNE A DOVERSI OCCUPARE DELL’ORDINE PUBBLICO DURANTE LE MANIFESTAZIONE DEI NOSTALGICI - IL SINDACO NON ESCLUDE NIENTE. ANCHE PERCHÉ TRA BAR E NEGOZI DI MEMORABILIA FASCISTE, IL PAESE CON MUSSOLINI CI CAMPA…

Franco Giubilei per “la Stampa”

TOMBA DI MUSSOLINI A PREDAPPIO

 

La tomba di Benito Mussolini a Predappio, col suo valore simbolico e con le manifestazioni in camicia nera che si porta dietro tre volte all'anno, torna al centro delle discussioni dopo la proposta degli eredi del Duce di riaprire la cripta del nonno e di farne un monumento nazionale, trasformandola in un mausoleo.

 

predappio, raduno di fascisti per l'anniversario della marcia su roma 2

Proposta accompagnata da una serie di dettagli organizzativi, compreso l'affidamento al Comune di Predappio della gestione dell'ordine pubblico nel cimitero in occasione dei raduni che si tengono negli anniversari della marcia su Roma, della nascita e della morte di Mussolini.

predappio, raduno di fascisti per l'anniversario della marcia su roma 49

 

I nipoti del dittatore hanno preso carta e penna e, tramite l'avvocato Francesco Minutillo (dirigente di FdI, ndr), hanno spedito al Comune una lettera con una serie di richieste: si comincia dall'aspetto giuridico della questione, cioè «l'aggiornamento della definizione di concessione perpetua in favore degli eredi della famiglia Mussolini», in modo che la concessione possa essere trasferita a una figura giuridica - in passato si era parlato di una fondazione.

 

Questo per cautelarsi nel caso di «eventuale estinzione della famiglia o di disinteresse dei futuri eredi». Con il secondo punto poi si entra nel vivo di una questione dai risvolti potenzialmente delicatissimi, perché la famiglia chiede che il regolamento cimiteriale sia modificato in modo da riconoscere alla cripta lo status di «tomba monumentale».

 

predappio, raduno di fascisti per l'anniversario della marcia su roma 8

In questo modo sarebbe il Comune di Predappio a garantire «la tutela anche operativa quale bene architettonico e storico», e a farlo «in modo perpetuo, trattandosi di bene privato di palese interesse della collettività comunale e non solo». Gli eredi Mussolini chiedono anche di adeguare il servizio di custodia del cimitero di San Cassiano «così da renderlo conforme, nella parte pubblica, ovvero al di fuori delle porte della cripta, agli ingenti e costanti flussi dei devoti che si recano a rendere omaggio ai defunti qui sepolti».

 

il sindaco di predappio canali

Ma siccome l'afflusso di devoti diventa un affare tutt' altro che semplice quando, nelle ricorrenze citate, il cimitero si riempie di seguaci del Duce, i nipoti chiedono anche di delegare al Comune l'aspetto dell'ordine pubblico. Finora «è sempre stato curato informalmente ed esclusivamente da un servizio di volontariato della famiglia Mussolini», mentre nei desiderata degli eredi dovrebbe essere l'amministrazione comunale a farsene carico «predisponendo un adeguato protocollo in grado di contemperare le esigenze di omaggio e preghiera con quelle di sicurezza».

 

Anche i costi relativi sarebbero a carico dell'amministrazione. Il sindaco Roberto Canali, il primo alla guida di una giunta di centrodestra dopo settant' anni di sindaci "rossi", apprezza il fatto che gli eredi Mussolini si siano fatti vivi.

predappio, raduno di fascisti per l'anniversario della marcia su roma 23

 

«Ora che la famiglia, dopo tanto tempo in cui è sembrata divisa, si è fatta sentire, siamo interessati a valutare che cosa chiede. Se sono arrivati a farci queste richieste spero che siano disponibili alla riapertura della cripta, che è sempre stato un auspicio: a Predappio c'è un interesse diffuso in questo senso fra le attività, dai ristoratori ai bar.

 

E' innegabile che le visite siano calate nell'ultimo anno e mezzo, si parla di una diminuzione del 60-70%. In base al registro delle firme che veniva tenuto nella cripta, pare ci fossero 80mila persone all'anno che andavano a vederla».

giorgio frassinetti predappio

 

Tanti visitatori e tanti incassi in più nei locali, per non parlare dei negozi di memorabilia fascistoidi che prosperano vendendo manganelli e altra chincaglieria legata al Ventennio. L'ex sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, che nell'ex casa del fascio del paese voleva realizzare un museo e un centro studi sul fascismo, commenta: «La famiglia Mussolini non riapre la tomba se non a certe condizioni che impongono un contributo economico al Comune, il che secondo me è inaccettabile.

predappio, raduno di fascisti per l'anniversario della marcia su roma 12

 

E' una questione complessa che va trattata con cura, mentre così si rischia di cercare facili consensi. Qui invece si va oltre l'aspetto locale, perché la tomba non è solo un elemento di attrazione turistica. Predappio non è un paese normale di 6mila abitanti come ce ne sono tanti in Italia». 

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